Due palestinesi uccisi a Hebron e uno ferito a Gerusalemme in meno di 12 ore

19 set 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron / Gerusalemme, Palestina occupata

Lunedì, 19 settembre 2016, due palestinesi sono stati freddati dalle forze israeliane nella occupata al-Khalil (Hebron), e uno nella illegalmente annessa Gerusalemme Est in meno di 12 ore.

il dolore dei parenti


La mattina presto, nella Città Vecchia di Gerusalemme occupata, le forze israeliane hanno svuotato diversi caricatori di munizioni da guerra contro un palestinese che secondo i rapporti israeliani aveva feriti due agenti di polizia israeliani con un coltello, uno dei quali in condizioni critiche. Il palestinese è identificato come Ayman al-Kurd dalla zona Ras Al-Amoud di Gerusalemme Est occupata. Un video da un terzo locale, mostra come le forze di polizia israeliane ricevono cure mediche da diversi medici israeliani, mentre il palestinese gravemente ferito da ferite da proiettile è completamente trascurato. Questa forma di negligenza medica per i palestinesi accusati di attaccare le forze israeliane è un evento comune.

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Centinaia i partecipanti all’avvio del forum dei giovani

25 settembre 2016 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Ramallah, Palestina occupata

Sabato 24 settembre, oltre 250 palestinesi provenienti da tutta la Cisgiordania e Gerusalemme est si sono riuniti a Ramallah per la conferenza di avvio del Forum dei giovani palestinesi. Questo lancio segna un nuovo momento di questo movimento giovanile per formare un’identità più chiara e più forte.

Attendees listening to opening remarks at the starting conference of the Palestinian Youth Forum

Il forum è stato organizzato da 54 rappresentanti palestinesi provenienti da dieci comitati giovanili diversi in tutta la Cisgiordania. Una delle caratteristiche distintive di questo forum è che il movimento è interamente a conduzione giovanile. La mattinata ha offerto una serie di  interventi molto stimolanti da parte dei leader attraverso i movimenti progressisti. E nel pomeriggio, i partecipanti hanno proseguito in piccoli gruppi per indirizzare discussioni su specifiche aree di interesse e connettersi con gli altri che lavorano su questioni simili.

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10 palestinesi colpiti da forze israeliane in soli 6 giorni

21 settembre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | West Bank e illegalmente annessa Gerusalemme Est, Palestina occupata

Le forze israeliane nella Cisgiordania occupata e nella illegalmente annessa Gerusalemme Est hanno aumentato il loro uso eccessivo della forza contro i palestinesi – sparando a 10 palestinesi in soli 6 giorni, uccidendone sette. Negligenza medica dei feriti palestinesi e punizione collettiva sulla popolazione palestinese dopo questi incidenti sono all’ordine del giorno

.Looking into Tel Rumeida from the checkpoint

Venerdì 16 settembre

Al mattino, alla Porta di Damasco nella città vecchia della illegalmente annessa Gerusalemme Est, le forze israeliane hanno sparato al 28enne Saeed Amro, un giordano in visita ad al-Aqsa. Una video-registrazione mostra la fuga delle forze israeliane quando hanno sparato diversi colpi di proiettili  contro di lui, in contrasto con le affermazioni israeliane che pretendono l’attacco ai soldati con un coltello. E’ stato poi lasciato morire dissanguato sul terreno senza alcuna assistenza medica.

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Due palestinesi uccisi e diversi feriti a Hebron

16 settembre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Dopo una vacanza tranquilla per l’Eid, la violenza è salita oggi a Hebron occupata. Proprio oggi le forze israeliane hanno ucciso Moussa Mohammed Khaddour, 18 anni e ferito il suo fidanzato Raghad Abdullah Abdullah Khaddour. La coppia avrebbe cercato di investire coloni dall’insediamento israeliano illegale di Kiryat Arba, all’ingresso dell’insediamento. Moussa Khaddour è stata uccisa sul posto, mentre Raghah Khaddour è stato gravemente ferito e portato in una struttura sanitaria.Looking into Tel Rumeida from the checkpoint

Altrove a Hebron, nel quartiere di Tel H2 Rumeida, un giovane palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane, l’identità del palestinesi è ancora sconosciuta. Il giovane palestinese avrebbe cercato di accoltellare un soldato israeliano vicino al checkpoint Gilbert vicino a un insediamento illegale di Tel Rumeida. Il soldato israeliano ha subito una ferita minore in faccia ed è stato portato in una struttura medica Continue reading

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Le forze israeliane uccidono quattro palestinesi in sole 48 ore

17 Settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Oggi 17 settembre, un giovane palestinese all’età di 22 anni è stato ucciso dalle forze israeliane a Tel Rumeida. Hatem Abed Hafez Shlwdi è ora il quarto palestinese che è stato ucciso dai soldati israeliani nelle ultime 48 ore. Il fatto che soldati israeliani commettono omicidi extragiudiziali di civili palestinesi non è niente di nuovo sotto il sole.
Questo è un altro volto del colonialismo israeliano e il genocidio continuo di civili palestinesi che vivono sotto occupazione.

Footage from the 16th of september taken by local

Filmati dal 16 settembre fatto dalle autorità locali


La morte di Hatem Abed Hafez Shlwdi  oggi segue altri tre palestinesi che sono stati uccisi nelle ultime 48 ore. Tra di loro il 18enne, Moussa Mohammed Khaddour e il quindicenne Mohammad Al-Rajabi che sono stati entrambi uccisi a Hebron. Prove video dimostrano che le forze israeliane hanno utilizzato bombe sonore al fine di evitare che la gente andasse vicino al corpo di Mohammad Al-Rajabi sanguinante a terra.
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Primo giorno a Al-Khalil

6 settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Oggi è stato il mio primo giorno pieno come ISM’er in Al-Khalil (Hebron).

Una parte normale del nostro lavoro è quello di monitorare i checkpoint israeliani accanto alle scuole la mattina, dal momento che i docenti chiedono una presenza internazionale. Spesso ci possono essere problemi con la violenza tra le forze israeliane e i bambini palestinesi. Un altro motivo per cui ISM è lì, è quello di contare il numero di bambini in età scolare che usano il checkpoint, per vedere quanti bambini sono parte di questo stress quotidiano, che purtroppo, fa parte della vita normale sotto l’occupazione. I dati che raccogliamo sono passati a una ONG che raccoglie i dati sui bambini in tutta la Palestina. E’ necessario che i bambini che vivono nella zona H2  passino attraverso questo punto di controllo per raggiungere la loro scuola. I bambini palestinesi sono spesso sottoposti a intimidazioni e vessazioni, visto che vengono perquisiti in stanze claustrofobiche all’interno di strutture altamente militarizzate. Questa mattina stavo monitorando il check point Qeitun con altri due ISM’ers.copyimage-1117694720249_332_166.bmp

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Attacchi israeliani su agricoltori di Gaza

3 settembre 2016 / International Solidarity Movement / Gaza team / Khan Younis, Palestina occupata
Secondo il Consiglio per le  Relazioni europee/palestinesi il contributo palestinese del settore agricolo al PIL è sceso tra il 1993 (accordi di Oslo) e il 2009 dal 13% al 4,8%, a causa delle pratiche illegali dell’entità sionista, come ad esempio il furto della terra, la confisca di risorse idriche e il controllo sulle esportazioni.

agricoltore mostra il candelotto  di gas che è stato sparato dalle forze israeliane contro il suo trattore

agricoltore mostra il candelotto  di gas che è stato sparato dalle forze israeliane contro il suo trattore

Durante le aggressioni successive contro l’enclave costiera, bulldozer militari e carri armati israeliani hanno raso al suolo migliaia di ettari di terreno agricolo, sradicando alberi da frutto e ulivi, distruggendo serre e pozzi d’acqua, oltre a bombardare infrastrutture agricolo con droni e aerei da guerra. Tuttavia, a Gaza, anche i periodi tra le guerre non sono molto più tranquilli per i contadini, gli agricoltori del governatorato di Khan Younis, uno dei più attaccati da cecchini e bulldozer israeliani possono testimoniare: “Non c’è quasi più acqua e l’acqua che abbiamo è salata. L’opzione è quella di acquistare acqua dolce, ma oltre ad essere troppo costosa il suo apporto è quasi inesistente, abbiamo solo circa 8 ore di elettricità al giorno … come possiamo lavorare, senza elettricità o l’acqua? ” Continue reading

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Nel 2° giorno di scuola siamo già ai lacrimogeni

29 agosto 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team| Hebron, Palestina Occupata

Il 29 agosto 2016 le Forze israeliane al check point Salaymeh,  nella parte occupata di al-Khalil (Hebron), hanno sparato gas lacrimogeni a scolari che tentavano di fare la loro strada verso casa attraverso il check point altamente militarizzato.lacrimogeni

Il posto di blocco Salaymeh, per molti scolari, è uno dei Punti di Controllo inevitabili sulla strada che percorrono tutti i giorni da casa a scuola e viceversa. Presso queste strutture altamente militarizzate, i bambini che frequentano scuole e asili della zona, sono soggetti a perquisizione delle cartelle, vessazioni, interrogatori e anche detenzione da parte delle Forze israeliane.

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Mentre Israele intensifica il suo programma di demolizione, il logo UE si perde tra le macerie

27 Agosto 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Umm al-Kheir, colline a sud di Hebron, Palestina occupata

Gli abitanti del villaggio di Umm Al Khair si affacciano sui resti del loro centro sociale finanziato dall’UE che ora si trova in macerie. Gli abitanti del villaggio raccontano di come un luogo in cui hanno guardato il calcio, hanno fatto corsi di formazione, riunioni della comunità e che presto sarebbe diventato diventato un asilo. La distruzione non è avvenuta come una sorpresa però, dal momento che questa è la terza serie di demolizioni in Umm al Khair dall’inizio dell’anno, con oltre 15 strutture che sono state demolite in un villaggio di sole 150 persone.

foto seguendo le demolizioni di aprile a Umm Al Khair Photo credits: Mairéad Nic Gabhann

foto seguendo le demolizioni di aprile a Umm Al Khair
Photo credits: Mairéad Nic Gabhann

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Organizzazioni israeliane per i diritti umani al governo israeliano: le organizzazioni di aiuto svolgono un lavoro vitale nella Striscia di Gaza

http://www.btselem.org/press_releases/20160822_gaza_humanitarian_aid
Circa 1,8 milioni di persone vivono nella Striscia di Gaza. Dopo quasi un decennio di assedio e ripetuti  bombardamenti, la situazione economica è sull’orlo del collasso. Il tasso di disoccupazione è tra i più alti al mondo, le infrastrutture civili sono in rovina, la fornitura di acqua è contaminata, e la povertà è molto diffusa.

Food distribution in Gaza, 5 July 2006. Photo by Ibraheem Abu Mustafa, Gaza

distribuzione di cibo a Gaza

Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno affrontato questa realtà per anni, mostrando l’impegno instancabile in condizioni estremamente difficili. Dato che Israele impone condizioni di povertà e di isolamento sui residenti della Striscia di Gaza, le attività delle organizzazioni umanitarie sono di vitale importanza. Circa il 70 per cento dei residenti di Gaza dipendono dagli aiuti umanitari.
Le autorità israeliane hanno recentemente incriminato due dipendenti di organizzazioni internazionali di aiuto attive nella Striscia di Gaza. Sulla base di queste accuse, le autorità israeliane hanno fatto diventare travolgente, di vasta portata,  le accuse irresponsabili che sostengono che le operazioni umanitarie nella Striscia di Gaza nel suo complesso sono collegate ad Hamas e servono all’organizzazione.

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