CHIAMATA ALL’AZIONE

31 gennaio 2019

A pochi giorni dall’espulsione degli osservatori internazionali del TIPH presenti a Hebron da parte del governo israeliano, visto anche il ritiro dal campo di organizzazioni cattoliche come l’EAPPI e la conseguente carenza in organico di volontari internazionali, la Rete italiana ISM rinnova la propria solidarietà e rilancia il proprio impegno diretto nella lotta di liberazione, al fianco del popolo palestinese.

Ricordando che il TIPH era stato introdotto nel 1998 dalle Nazioni Unite dopo l’attacco terroristico perpetrato dagli israeliani a danno della popolazione civile palestinese all’interno della moschea di Abramo, situata nel centro storico di Hebron.

Consapevoli del grave rischio legato all’incolumità fisica e coscienti che a causa delle elezioni israeliane che si svolgeranno ad aprile 2019, alcuni partiti di governo pur di acquisire consenso elettorale dalle fasce politiche più estreme della popolazione, voglia legittimare indirettamente nuovi atti di violenza e nuovi omicidi di massa.

Coscienti che i dati in nostro possesso fanno emergere come l’interposizione non violenta all’interno del conflitto israelo – palestinese da parte di internazionali abbia drasticamente ridotto il tasso di violenza e la tensione all’interno del processo di pace.

CHIEDIAMO

A tutti gli internazionali e a tutti i volontari attualmente disponibili di recarsi nell’immediato in Palestina, dando priorità alla città di Hebron, dove riteniamo potrebbe ripartire una nuova ascesa della tensione, atta a legittimare politicamente le nuove elezioni  israeliane.

Inoltre chiediamo a tutta la comunità internazionale e alle Nazione Unite, vista l’espulsione senza alcuna valida motivazione, di osservatori internazionali riconosciuti dagli stati partecipanti, di avviare procedure sanzionatorie, di condanna e di esclusione nei confronti dello stato di Israele, quale membro delle Nazione Unite, per aver reiterato ripetutamente le violazioni di numerosissime convenzioni, trattati e risoluzioni del diritto internazionale.

Per iscrizioni o informazioni scrivere all’indirizzo italianism@inventati.org indicando nell’oggetto la città relativa al training al quale si vuole partecipare.

Ulteriori riferimenti ed informazioni:

Che cos’è la Rete italiana ISM: http://reteitalianaism.it/public_html/index.php/chi-siamo/

Sito in inglese dell’ISM (international Solidarity Movement): http://palsolidarity.org/

Sito del gruppo di supporto italiano: http://reteitalianaism.it/ e relativa pagina

facebook: https://www.facebook.com/ReteItalianaIsm

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I coloni continuano a seminare il panico ad Al Khalil

17 febbraio 2019 | International Solidarity Movement, team Al-Khalil | Hebron, Palestina Occupata

https://palsolidarity.org/2019/02/settlers-continue-to-terrorize-al-khalil/?fbclid=IwAR2ERv6q_savxhiV_ppBWHNjVIgqWJr_vAuh90zbOI8FLY5TffjZ_YHe334

Alla fine di gennaio le forze di occupazione hanno espulso gruppi internazionali di osservatori da Al-Khalil (Hebron), che erano di stanza in tutta la città da più di 20 anni, dopo il massacro di 29 palestinesi all’interno della moschea di Ibrahim nel 1994 ad opera di un fanatico terrorista israeliano.
Coloni illegali, molti dei quali celebrano con orgoglio questo massacro, stanno acquisendo sempre più potere; lo stanno facendo efficacemente data la libertà che hanno di attaccare e intimidire i palestinesi, facilitata dai soldati, forze di occupazione, che li proteggono mentre corrono in rivolta in tutta la città.

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Video: una morte lenta per i malati di cancro a Gaza

14 febbraio 2019

https://electronicintifada.net/content/video-slow-death-gaza-cancer-patients/26661

L’assedio di Israele sulla Striscia di Gaza rende difficile, se non impossibile, che i malati di cancro ricevano un trattamento.

Nell’ultimo decennio, Israele ha controllato e limitato le spedizioni di medicinali, tra le altre necessità di base, a Gaza. Questo spesso causa gravi carenze di medicine negli ospedali di Gaza. Continue reading

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Report ISM – 19 novembre 2018 – 14 febbraio 2019

15 febbraio 2019 International Solidarity Movement | Al Khalil team | Palestina occupata

Premettendo che la situazione internazionale non è semplice viste le 21 condanne da parte dell’ONU contro Israele nel solo anno 2018 e la continua violazione delle 73 convenzioni internazionali che lo stesso stato di Israele ha adottato.

bambini intrappolati al check point

Attualmente lo stato di Israele andrebbe sanzionato per la palese violazione totale del diritto internazionale ed espulso dal consiglio di sicurezza dell’ONU.

Al momento la situazione vede continui focolai di occupazione violenta.

Il sud della Palestina e cioè la zona rurale di Yatta risulta quella più colpita, poiché possedendo bassa densità di popolazione, è più semplice per le colonie rubare terra agli agricoltori. Continue reading

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Le forze israeliane aprono il fuoco contro  manifestanti palestinesi a Gaza

https://www.maannews.com/Content.aspx?id=782551
14 Febbraio 2019 
CITTÀ DI GAZA (Ma’an) – Le forze israeliane hanno aperto il fuoco, mercoledì sera, contro i manifestanti palestinesi, noti come unità “Confusione notturna”, nella Striscia di Gaza, assediata a sud.
Un giornalista di Ma’an ha detto che centinaia di manifestanti palestinesi sono arrivati ​​lungo i confini orientali di Gaza e hanno partecipato alla convocazione  per la fine dell’assedio di 12 anni imposto da Israele. Continue reading

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Resistenza nelle colline a Sud di Hebron

13 febbraio 2019

https://palsolidarity.org/2019/02/resistance-in-the-south-hebron-hills/?fbclid=IwAR2q1BtDNx2poJ_4HJNCim6sfZ1f6Tht0WAumretvOnnK6cRhhEvb6ezXKQ

All’inizio di gennaio, gli attivisti dell’ISM hanno visitato i villaggi di Um al-Khair e At-Tuwani nelle colline a sud di Hebron per partecipare a dei lavori di rinnovo e testimoniare i soprusi nei villaggi ad opera degli abitanti degli insediamenti circostanti. I villaggi si trovano nella zona C della West Bank occupata, la Palestina occupata, un’area controllata interamente dall’amministrazione civile israeliana. Il 61% della Cisgiordania, con una popolazione di coloni di quasi 400.000 abitanti e una popolazione palestinese di appena 300.000. Gli insediamenti sono considerati illegali dalla comunità internazionale e continuano ad espandere il loro sostegno allo Stato di Israele e ai loro alleati internazionali.

Accudire le pecore al di sotto del cantiere di un insediamento illegale vicino a Um al-Kheir.

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I bambini palestinesi uccisi da Israele nel 2018 sono stati dimenticati dal mondo

https://www.middleeastmonitor.com/20190103-the-palestinian-children-killed-by-israel-in-2018-have-been-forgotten-by-the-world/
3 gennaio 2019
Defense for Children International Palestine (DCIP) dipinge una triste prospettiva per i bambini palestinesi nel rivelare che nel 2018, almeno 56 di loro sono stati uccisi da Israele. Gli individui che hanno assistito ad alcuni degli omicidi hanno insistito sul fatto che i bambini presi di mira erano disarmati e non rappresentavano una minaccia per lo stato o per i suoi cittadini.

Una corona si trova sulla sedia di Faris Hafez al-Sarasawi, un bambino palestinese di 12 anni che è stato ucciso dalle forze israeliane durante le manifestazioni della “Grande Marcia del Ritorno”, durante un ricordo dei suoi compagni di classe e insegnante alla scuola elementare Muaz bin Jabal a Shuja ‘ quartiere iyya di Gaza City, Gaza, 6 ottobre 2018 [Ali Jadallah / Agenzia Anadolu] 

I bambini palestinesi sono stati uccisi dai cecchini dell’esercito israeliano, dai droni e dalle forze di sicurezza nei territori palestinesi occupati. Cinque dei bambini uccisi avevano meno di 12 anni. A Gaza, 49 bambini sono stati uccisi da Israele in attività relative alla protesta della Grande Marcia del Ritorno. Continue reading

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Israele legalizza gli insediamenti in Cisgiordania costruiti su terreni di proprietà privata palestinese

11 febbraio 2019

https://www.maannews.com/Content.aspx?id=782513

GERUSALEMME (Ma’an) – Israele ha informato la Corte distrettuale di Gerusalemme che legalizzerà retroattivamente le strutture costruite in parte su terreni palestinesi privati nella colonia israeliana illegale di Alei Zahav (Cisgiordania occupata). La Corte invocherà per la prima volta un meccanismo approvato nel dicembre 2018. Continue reading

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Marcia contro le chiusure a Hebron

Palestina-Hebron 10 febbraio 2019 – Report ISM

Nel venticinquesimo anniversario dell’attentato terroristico compiuto dagli israeliani all’interno della moschea di Abramo, la citta’ di Hebron ha reagito ai numerosi attacchi da parte dei coloni israeliani che in questi giorni si sono incrementati, come per esempio l’assalto nella notte alle case palestinesi di Tel Rumeida, l’assalto alla casa di Issa Amro sulla collina e l’attacco in due tempi oggi alla Cordaba school.

Da quando il TIPH non c’e’ piu’, a Hebron e’ arrivato l’inferno.


I palestinesi hanno dichiarato di voler portare avanti la campagna di resistenza popolare contro gli israeliani che continuano a tenere chiusa Shuhada Street con un blocco militare, dimostrando la loro vicinanza politica alle famiglie che continuano a resistere all’interno dell’area H2.
Gli israeliani a Hebron continuano a rubare le case ai palestinesi, violando totalmente la convenzione di Oslo.
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Le forze di occupazione feriscono 9 dimostranti vicino a Ramallah

9 febbraio 2019 | International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Hebron,  Palestina occupata

Nonostante sia stato condannata da tutti gli enti autorevoli, l’occupazione continua ad espandere i suoi insediamenti in tutta la “West Bank”, con totale disprezzo per il diritto internazionale. Tutti gli insediamenti sono costruiti sulla terra palestinese e questi coloni illegali spesso incalzano i villaggi locali, distruggendo uliveti e  raccolti. Inoltre, gli attacchi violenti e non provocati dei coloni contro i palestinesi sono aumentati in modo allarmante nell’ultimo anno, con 200 incidenti registrati nel 2018. Il villaggio di Al-Mughayyir a nord-est di Ramallah ha subito continue molestie, tra cui quello in cui i coloni hanno dato fuoco alla moschea locale. Continue reading

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Il celebre cantante islandese Paul Oscar invita il suo Paese a boicottare Eurovision in Israele

07 febbraio 2019

https://www.haaretz.com/world-news/europe/famed-icelandic-singer-paul-oscar-calls-to-boycott-eurovision-in-israel-1.6914876?fbclid=IwAR2NNnxXwI6BdVwNDd-GeHJK38mqrxvyjBAKcJsYLlI55LV6ISMs2ufSHPc

“La tragedia è che gli ebrei non hanno imparato nulla dall’Olocausto”, dice l’ex rappresentante dell’Eurovisione islandese

Pall Oskar, conosciuto all’estero come Paul Oscar, che ha rappresentato l’Islanda all’Eurovision Song Contest nel 1997, chiede all’Islanda di ritirarsi dall’evento da quando esso è tenuto in Israele.

Durante un’intervista di martedì all’emittente radiofonica nazionale Rás 1, Oskar ha passato in rassegna le sue critiche contro Israele, contro suo trattamento dei palestinesi, nonché contro il suo antisemitismo, secondo quanto riportato dalla fonte inglese a Reykjavik, Grapevine. Continue reading

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