Contadini Palestinesi a Gaza, nella “buffer zone”, nella giornata del BDS.

fonte: Hanan Abu Nasser

La “buffer zone” è quella porzione di terra nei pressi del confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini, e che secondo l’ONU riguarda terreni fertili dal confine fino a un chilometro e mezzo nell’entroterra palestinese, cioè il 35% del totale dei terreni Palestinian farmers joined #BDS day of action in #Gaza's "buffer zone" todaycoltivabili.
Tutti gli aspetti della vita dei Palestinesi sono sotto assedio, compreso quello economico; potrebbero infatti condurre attività commerciali regolari anche di esportazione, tra le tante, se l’assedio israeliano, che impone un’illegale blocco via terra e mare, non impedisse tali attività.C’è da ricordare che il blocco navale israeliano su Gaza ha leso le condizioni di lavoro di 35mila pescatori e, a causa delle restrizioni imposte da Israele sulle frontiere terrestri, i contadini di Gaza hanno perso circa 75mila tonnellate di produzione annua.
Gli effetti dell’assedio sull’economia sono ben documentati nella relazione di PalTrade, “Gaza: Due anni sotto assedio” ( http://www.reterr.it/files/file%20prima%20pagina/Dossier%20Palestina%20-%20dicembre%202009.pdf ) pubblicato sotto la supervisione della Banca Mondiale a luglio 2009.
Le importazioni sono crollate al 25% del volume prima del blocco: solo per 35 tipi di beni (umanitari) è consentito l’ingresso a Gaza contro i 4.000 prima dell’assedio.
Ma altrettanto dannoso all’economia è il quasi totale azzeramento delle esportazioni; il 95% degli impianti industriali sono stati condannati alla chiusura o sono stati distrutti.
Secondo il Ministero del Lavoro, la disoccupazione nella Striscia di Gaza è arrivata al 74%.

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