Bambini e civili sono bersagli a Ni’lin

19 Marzo 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Ni’lin, Palestina occupata

Il 18 marzo 2016, gli abitanti del villaggio palestinese di Ni’lin hanno protestato contro il furto di terra israeliano e gli insediamenti illegali e la violenza continua che le forze israeliane usano per soffocare le proteste non violente settimanali. Gli abitanti del villaggio hanno commemorato Rachel Corrie, attivista americana uccisa dalle forze israeliane a Gaza, e Tristan Anderson, un attivista americano di sinistra con gravi disabilità fisiche e cognitive permanenti dopo essere stato colpito alla testa con un lacrimogeno ad alta velocità a Ni’lin.

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Le forze israeliane hanno usato di nuovo una forza eccessiva, inondando non solo i manifestanti, ma l’intero villaggio di gas lacrimogeni. Considerando che le ultime due settimane le forze israeliane hanno inondato di gas lacrimogeni un parco pubblico con annesso un parco giochi,  provocando diversi casi di eccessiva inalazione di gas lacrimogeni nei bambini piccoli che giocano lì; questo venerdì hanno deliberatamente preso di mira  abitazioni civili all’interno del villaggio con gas lacrimogeni, oltre che coprire il parco pubblico di gas lacrimogeni.
Le bombole di gas lacrimogeni pesanti hanno rotto le finestre di 7 case e negozi del centro del paese, provocando nei civili gli effetti di inalazione di gas lacrimogeni. Visto che case di famiglie sono state prese di mira con gas lacrimogeni, decine di bambini e anziani hanno dovuto essere curati per inalazione di gas lacrimogeni. 8 persone, tra cui un vecchio 87 anni, hanno dovuto essere curati per eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. Per tutta la Cisgiordania, le forze israeliane hanno aumentato l’uso di lacrimogeni a lungo raggio,  che possono arrivare fino a 1000m e non fanno rumore quando colpiscono. Questo tipo di gas lacrimogeni aumenta il rischio di lesioni gravi e / o mortali in quanto non possono essere sentiti e quindi è estremamente difficile evitarli. Inoltre 2 persone sono state curate dopo essere state colpite e ferite con proiettili di acciaio rivestiti di gomma durante la protesta.

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Per fortuna, nessuno è stato direttamente colpito con una delle bombolette di gas lacrimogeno sparato nelle case  palestinesi. Il 12 marzo, un 17enne è stato colpito al collo con una di queste bombolette di gas lacrimogeno pesanti, provocando una frattura del cranio. Ha dovuto subire un intervento chirurgico, e solo dopo una settimana in terapia intensiva le sue condizioni sono ora stabili.

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Il continuo prendere di mira civili, famiglie e bambini da parte delle forze israeliane non è solo comune nel villaggio di Ni’lin, ma anche in tutta la Cisgiordania occupata.

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