I manifestanti pacifici a Ni’lin attaccati con gas lacrimogeni mortali

25 Marzo 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Ni’lin,  West Bank occupata

Venerdì 25 marzo palestinesi, attivisti israeliani e attivisti stranieri hanno preso egualmente parte alla manifestazione settimanale per opporsi al muro dell’apartheid che circonda la città di Ni’lin e ha preso gran parte della terra del villaggio. La manifestazione che ha iniziato pacificamente è stata interrotta da una grande quantità di gas lacrimogeni sparati sui manifestanti, insieme a proiettili di spugna e proiettili di metallo ricoperti di gomma; la forza eccessiva che viene sempre utilizzata dall’esercito israeliano.

Peaceful demonstrators marching forward
La manifestazione è iniziata dopo la preghiera di mezzogiorno, con la folla che cammina lungo le strade locali, cantando canzoni di sfida. In pochi minuti i primi tiri di gas lacrimogeni sono stati sparati dall’esercito israeliano che si erano fatti strada in profondità nel territorio palestinese. I primi colpi sono stati sparati in alto nel cielo, atterrando davanti e intorno ai manifestanti, questo ha causato un po’ di confusione e i manifestanti sono stati costretti a ripiegare. Mentre i manifestanti sono stati inseguiti, in cerca di aria pulita per respirare tra le pesanti nuvolei di gas lacrimogeni, l’esercito ha iniziato a sparare i loro lacrimogeni mortali ad alta velocità ormai frequentemente utilizzati. Questi candelotti non sono stati sparati a parabola come dovrebbero essere, invece sono stati sparati direttamente contro gli attivisti da tutte le parti. I candelotti in uso sono dello stesso tipo di quelli responsabili per il grave ferimento del compagno attivista di ISM  Tristan Anderson a Ni’ilin che ha sofferto di disfunzione cognitiva e lesioni fisiche dopo essere stato colpito dalle forze israeliane da distanza ravvicinata.

The Israeli forces and peaceful protesters

Per quanto i manifestanti hanno continuato a tirarsi indietro le forze israeliane hanno continuato a sparare direttamente verso la folla, piuttosto che verso l’alto, scegliendo di ignorare il protocollo corretto per l’uso di questa arma mortale. Da questo punto in poi, alcuni dei giovani palestinesi locali hanno cominciato a lanciare pietre che hanno spinto l’esercito israeliano a iniziare a utilizzare proiettili spugna e proiettili di acciaio rivestiti di gomma.
An activist and a medic amidst heavy clouds of tear gas
Mentre gli attivisti sono stati respinti, l’unica resistenza rimanente è stato il lancio di pietre dei bambini. Mentre i soldati in prima linea hanno sparato su di loro una diversa parte dell’esercito ha iniziato a sparare sistematicamente ad alta velocità lacrimogeni nelle case circostanti della zona.

A red crescent medic shows the lethal tear gas canisters that are being usedDue attivisti dell’ISM alla manifestazione sono stati condotti in una delle case vicine all’aggressione e hanno contato sette lacrimogeni atterrati all’interno della proprietà delle famiglie. Il servizio di ambulanza della Mezzaluna Rossa è stato anche richiesto per evacuare ecurare altre due famiglie palestinesi a causa di inalazione di gas lacrimogeni pesante all’interno delle residenze delle loro famiglie.


La mossa da parte dell’esercito israeliano di fare fuoco sulle case della gente comune è una strategia per creare fratture tra attivisti e gente del posto, sperando che finiranno le manifestazioni attraverso un certo tipo di punizione collettiva.
Un palestinese è stato curato per le ferite riportate dopo essere stato colpito con un proiettile in gomma/acciaio  mentre sette persone, tra cui donne e bambini sono stati curati per grave l’inalazione di gas lacrimogeni, mentre erano all’interno delle loro case di famiglia.

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