Il leone di al-Aqsa attacca: rinnovo dell’intifada

https://assawra.blogspot.it/2016/10/le-lion-dal-aqsa-attaque-lintifada.html
di Fadwa Nassar
Il martire Musbah Abu Sbeih è stato un palestinese eccezionale, secondo numerosi suoi compagni nella città di al-Quds. La sua popolarità aveva superato le larghe cerchie dei “maqdisi”, mobilitati per la protezione della moschea al-Aqsa e della città di al-Quds, per propagarsi in Cisgiordania e in tutti i territori occupati, del ’48 o del ’67. Il martire Musbah Abu Sbeih, di 40 anni e padre di 5 figli, era anche un Palestinese fedele al suo paese, alla sua città martirizzata e alla moschea al-Aqsa. Questo gli era già costato mesi di detenzione nelle prigioni sioniste e molteplici periodi di espulsione dalla sua città natale e dalla moschea al-Aqsa.

Il martire Musbah Abu Sbeih è stato soprannominato “leone di al-Aqsa” perchè non ha mai smesso in tutti questi anni di proteggere i fedeli musulmani e i luoghi santi, contro le ripetute invasioni di coloni e le profanazioni della moschea. Quando veniva intervistato dalle TV Palesinesi, non parlava che di al-Quds, della necessità di difenderla, della mancanza del sostegno arabo e musulmano alla città in via di giudaizzazione. Accorreva dove una casa veniva demolita dai sionisti, per sostenere la famiglia minacciata. Si opponeva alle bande di coloni criminali quando provocavano i Palestinesi nei loro stessi quartieri, e questo gli era costato altri arresti e detenzioni.

Questa domenica 9 ottobre, il “leone di al-Aqsa”, aveva appuntamento alla stazione di polizia, per essere rinchiuso di nuovo per quattro mesi nelle prigioni della colonia. Ha fatto i suoi addii alla famiglia, agli amici, e sulla sua pag. FB ha raccomandato a tutti i Palestinesi, ai Maqdisi e ai Palestinesi del 48, di proteggere la moschea al-Aqsa. Nessuno aveva capito questo addio. Il martire aveva deciso di passare all’attacco invece di consegnarsi al nemico.

Dalla sua macchina ha fatto fuoco su un posto di polizia nel quartiere di Sheik Jerrah: un ufficiale sionista e una donna muoiono, e quattro sionisti sono feriti. L’operazione condotta dal “leone di al-Aqsa” è stato di nuovo un colpo portato al sistema securitario dell’occupante, che si vanta di avere pacificato almeno la città di al-Quds.
La resistenza Palestinese saluta la nuova operazione contro l’occupante e considera che rappresenta una svolta importante nell’intifada, una operazione riuscita.

un an après celle du martyr Muhannad Halabi, dans la ville même d’al-Quds. Une opération menée par un militant, ancien prisonnier, qui a décidé de se sacrifier pour que la ville d’al-Quds puisse respirer l’air de la liberté. Le « lion d’al-Aqsa » était une personnalité populaire, aimée, respectée. Il jouissait de tout ce qui permet à l’Intifada de se poursuivre, non pour le venger personnellement, mais en suivant son exemple. Même si les sionistes accusent une nouvelle fois Facebook d’avoir favorisé cette opération (alors que Facebook a fermé des centaines de pages de journaux, de journalistes et de militants pour plaire aux sionistes), le résistant Musbah Abu Sbeih a imprégné la ville d’al-Quds et les Maqdissis de son courage et sa détermination à lutter contre la colonie et les colonisateurs, en agissant dans les rues de la ville et dans la mosquée al-Aqsa. Sa lutte se déroulait sur le terrain, auprès des Maqdissis et contre des colonisateurs réels, et non pas sur Facebook, devenu un auxiliaire de l’occupant dans le monde.

Il est vrai que cette nouvelle opération de la résistance, dans la ville d’al-Quds, représente un tournant dans l’Intifada. Elle signifie que l’Intifada se poursuit malgré la répression conjointe menée par les sionistes et par les services sécuritaires de l’Autorité, les premiers contre tous les Palestiniens et les seconds contre les militants et prisonniers libérés. Elle signifie que personne ne peut stopper la révolte des Palestiniens  contre l’oppression coloniale. C’est ce qu’affirment de nombreux articles de la presse sioniste, et les déclarations de plusieurs responsables de l’entité. Ils savent d’ores et déjà que les rafles dans la ville d’al-Quds, l’arrestation de la fille du martyr, et les mesures de démolition de la maison du martyr Musbah Abu Sbeih, sont vains, car ils signifient la poursuite de l’occupation et de l’invasion. Le « lion d’al-Aqsa » a entériné la voie de la résistance armée et a soulevé, par son acte, la question de la judaïsation en cours de la mosquée al-Aqsa. N’est-il pas temps de donner un peu d’attention à ce qui se déroule dans la ville d’al-Quds, la ville martyre ?

Fadwa Nassar
10 octobre 2016

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