ISM onora Kayla Mueller

10 Febbraio 2017 | International Solidarity Movement, Palestina occupata

Kayla, sitting under a poster of Ashraf Abu Rahma from Bil'in.

Kayla, seduta sotto un poster di Ashraf Abu Rahma da Bil’in.


Due anni fa, il 10 febbraio 2015, è stato confermato dalla sua famiglia, che l’ex ISMer Kayla Mueller era stata uccisa in Siria, mentre era tenuta prigioniera dai Da’esh (ISIS). Oggi, pertanto, ISM onora la sua memoria.

Kayla Mueller, originaria di Prescott, in Arizona, volontaria con l’International Solidarity Movement in Palestina da agosto 2010 al settembre 2010. “Kayla è venuto in Palestina per essere solidale con noi”, dice Abdullah Abu Rahma, coordinatore del comitato popolare del villaggio di Bil’in. “Ha manifestato con noi e ha affrontato i militari che occupano la nostra terra a fianco con noi”.

Come ISMer, Kayla ha sostenuto il popolo palestinese in modo non violento per resistere alla confisca e alla demolizione di case e terre palestinesi; è rimasta con la famiglia Al Kurd a Sheikh Jarrah per evitare che coloni illegali israeliani prendessero in consegna la loro casa; ha partecipato a manifestazioni settimanali contro le conseguenze del muro dell’apartheid, e ha accompagnato i bambini della scuola nel loro cammino verso la scuola nel quartiere di Tel Ruimeda in Al-Khalil (Hebron), dove i bambini sono spesso esposti ad attacchi dalle forze israeliane.


Potrei raccontare alcune storie di com’è dormire di fronte a metà edificio demolito in attesa che quella notte le ruspe vengano a finirla; temendo il sonno perché non si sa che cosa potrebbe svegliarti. … Potrei dire un paio di storie del camminare con i bambini a casa da scuola perché i coloni della porta accanto sono pronti a lanciare pietre, minacciare e lanciare maledizioni a loro. Vedendo la paura onesta negli occhi di giovani ragazzi, quando i coloni armati fino ai denti escono dall’avamposto; pura paura, che congela  ulteriori passi, le labbra tremanti.” Estratto da un post scritto da Kayla il 29 ottobre, 2010.

Tre anni più tardi, il 4 agosto 2013, Kayla Mueller è stata rapita dal gruppo terroristico Da’esh ad Aleppo, in Siria, dove stava aiutando dei profughi siriani s sfuggire agli orrori del loro paese. Secondo compagni ostaggi occidentali che hanno condiviso una cella con Mueller in Siria, lei aveva detto il giorno prima del suo rapimento, che aveva aiutato un amico – a Medici Senza Frontiere – a installare Internet via satellite in uno degli ospedali di Medici Senza Frontiere ad Aleppo. Dopo aver trascorso la notte presso l’impianto, lei e due membri del personale erano stati rapiti il giorno successivo da un veicolo di Medici Senza Frontiere.

Purtroppo, però, Medici senza frontiere ha rifiutato di assumersi la responsabilità di Kayla, e le trattative di riscatto da parte dell’organizzazione hanno ignorato lei,fino a quando gli altri membri dello staff erano stati rilasciati.

Kayla, pertanto, è stata un prigioniero di Da’esh per 18 mesi, durante il quale è stata esposta a gravi torture e abusi da parte dei membri di Da’esh. Nei suoi ultimi giorni, è stata tenuta come schiava del sesso per l’emiro di petrolio e gas dell’ISIS, Abu Sayyaf. E si ritiene sia stata uccisa in un presunto attacco aereo giordano che  mirava all’ISIS.

I nostri cuori sono con Kayla, e con tutti gli altri che hanno perso la loro libertà, la vita o i loro cari nella lotta globale per la libertà e i diritti umani per tutti.

 

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