Le forze israeliane sparano uccidendo 2 giovani palestinesi durante il raid nel campo profughi di Jenin

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12 luglio 2017 10:17 A.M.
JENIN (Ma’an) – Le forze israeliane hanno sparato uccidendo due giovani palestinesi – uno di 17 anni e uno di 20 anni – e ferito almeno altri due dopo un violento attacco militare nel campo profughi di Jenin dopo scontri avvenuti mercoledì mattina presto.

Un portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che durante un “intervento” nel campo, un palestinese ha aperto il fuoco contro le forze israeliane e altri locali hanno gettato cocktail Molotov, il che ha spinto le forze israeliane ad aprire il fuoco contro gli “attaccanti”.

Non sono state riportate vittime tra le forze israeliane fortemente armate e blindate.

Secondo l’esercito israeliano, nessuno è stato arrestato durante il raid.

Il portavoce non ha riconosciuto la morte dei due palestinesi, e ha dichiarato che sono in corso indagini sui ferimenti.

Le fonti mediche dall’ospedale governativo di Khalil Suleiman hanno affermato che il 17enne Aws Muhammad Youssif Salameh è morto più tardi in ospedale dopo aver subito una ferita da arma da fuoco.

La Mezzaluna Rossa palestinese ha detto a Ma’an che il 20enne Saad Nasser Hassan Abd al-Fattah Salah è stato ucciso, colpito dalle forze israeliane durante gli scontri. A quanto riferito, ha ricevuto proiettili alla testa e al petto.

Fonti locali hanno evidenziato che a Salah  sopravvivono tre fratelli – uno dei quali, Youssif, attualmente imprigionato in carcere israeliano – e che il loro padre è stato reso permanentemente disabile dopo essere stato colpito dalle forze israeliane nel passato.

Le fonti mediche dell’ospedale governativo di Jenin hanno detto a Ma’an che da mercoledì mattina, altri due giovani palestinesi sono stati curati dopo l’arrivo all’ospedale dagli scontri con ferite moderate.

Uno è stato ferito con un proiettile “dumdum” in espansione nella gamba e l’altra è stato ferito da shrapnel.

Un corteo funebre è stato tenuto per Salameh e Salah più tardi il mercoledì mattina. La processione è partita dalla parte anteriore dell’ospedale Khalil Suleiman e ha proseguito nella città di Jenin.

I detenuti hanno gridato slogan che condannano i crimini israeliani contro i palestinesi e diversi leader del movimento Fatah che hanno partecipato alla marcia hanno denunciato l’obiettivo dell’esercito israeliano di colpire il campo profughi di Jenin attraverso continue accuse arbitrarie e detenzioni.

Il Ministero degli Affari Esteri palestinesi ha condannato le forze israeliane per l’incursione mortale e ha accusato il governo israeliano di far crescere deliberatamente la tensione nel territorio occupato in coincidenza con le visite dei diplomatici degli Stati Uniti, nel tentativo di interrompere il processo di pace.

“Il crimine israeliano a Jenin è stato commesso in linea con una visita dell’inviato americano Jason Greenblatt, che sta conducendo incontri con funzionari israeliani e palestinesi per rilanciare i negoziati”. La dichiarazione del ministero ha affermato che il raid è stato commesso come parte dei tentativi del governo di destra di Israele di imporre il proprio ordine del giorno sulle riunioni con Greenblatt.

Il ministero ha affermato di ritenere il governo israeliano responsabile di “un crimine spaventoso” a Jenin, per il continuo deterioramento della situazione nel territorio palestinese occupato e per “ostacolare gli sforzi americani per la pace”.

Oltre alle terribili condizioni di vita che i residenti affrontano nell’accampamento, il campo profughi di Jenin è stato un obiettivo primario dell’esercito israeliano da decenni e, più recentemente, dell’autorità palestinese, sotto forma di aggressioni militari e di blocchi di sicurezza.

A causa della natura tipicamente aggressiva degli scontri, scontri che spesso si ergono tra i giovani palestinesi locali che incontrano come risposta fuoco letale, proiettili in acciaio rivestito di gomma e gas lacrimogeni, spesso causando gravi lesioni, talvolta fatali.

Le forze israeliane hanno sparato e ucciso un palestinese di 19 anni nel campo profughi di Jenin in gennaio, mentre altri altri hanno subito ferite da arma da fuoco nel campo, a causa di scontri violenti con l’esercito israeliano.

Salah e Salameh sono diventati i 38° ed il 39° palestinese ad essere uccisi da parte degli israeliani quest’anno, con almeno otto di essi uccisi durante gli scontri.

All’inizio di questo mese, un neonato palestinese di 18 mesi è morto circa due mesi dopo aver subito inalazione di gas lacrimogeni durante gli scontri nel villaggio di Abud nel quartiere centrale di Ramallah occupata nella Cisgiordania.

Più di recente, un palestinese di 13 anni dal quartiere occupato di Gerusalemme Est di Issawiya ha perso lun occhio domenica dopo che le forze israeliane hanno sparato un proiettile a spugna all’adolescente durante gli scontri tra palestinesi e le forze israeliane del quartiere.

Ma’an ha registrato la morte di 112 palestinesi e di 15 israeliani nel 2016 a causa della violenza del conflitto palestinese-israeliano.

Ore prima degli scontri mortali a Jenin, migliaia di persone in lutto nel villaggio di Tuqu, zona di Betlemme, hanno sepolto il 24enne Muhammad Ibrahim Jibril, dopo che è stato ucciso da forze israeliane  lunedì per aver commesso un attacco con un veicolo contro i soldati israeliani.

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