Le forze israeliane reprimono violentemente la manifestazione di solidarietà con Al-Aqsa in al-Khalil (Hebron) [VIDEO]

30 luglio 2017 |International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Una marcia di solidarietà con Al-Aqsa organizzata questo venerdì in Hebron occupata è stato fortemente represso dalle forze israeliane. I soldati e la polizia di frontiera hanno sparato granate assordanti, lacrimogeni, acqua puzzolente, proiettili di acciaio rivestiti di gomma e munizioni letali a manifestanti, ferendo molti. Molti giovani manifestanti sono stati anche picchiati e detenuti.

Adolescente arrestato dopo essere stato picchiato dalle forze israeliane

I palestinesi manifestano a Bab al-Zawiya, nel centro di al-Khalil (Hebron)

La marcia di solidarietà con Al-Aqsa è partita dalla moschea di Al-Hussein ed è proseguuita sulla strada di Ain Sarah verso Bab Al-Zawiya verso la zona H2 controllata da Israele. Anche prima che la marcia arrivasse a Bab Al-Zawiya, un drone israeliano è stato visto volare sopra la scena e i soldati si stavano preparando dall’altra parte del check point Shuhada per affrontare i manifestanti. La marcia ha raggiunto Bab Al-Zawiya intorno alle 13.30, quando le forze israeliane sono uscite attraverso il checkpoint Shuhada, che separa i palestinesi dalla strada di Shuhada e hanno costretto alcuni dei manifestanti a rifugiarsi in Wad al-Tofah Street, mentre altri si sono ritirati verso l’adiacente strada Ain Sarah.

La polizia di frontiera raggiunge lo stallo con i manifestanti sulla via di Wad al-Tofah

Le forze israeliane hanno seguito i dimostranti lungo la strada di Wad al-Tofah, sparando pallottole in acciaio gommato indiscriminatamente ai ragazzi e agli uomini. Un autocarro ha anche fatto un giro di Ain Sarah e ha spruzzato acqua puzzolente chimicamente trattata su case di civili palestinesi non implicati. Si è verificato uno scontro in cui i manifestanti hanno dato fuoco a pneumatici e un ragazzo è stato colpito a  una gamba con munizioni letali, prima di essere rapidamente portato in ospedale. Le forze israeliane alla fine si sono ritirate dalla scena. Queste zone si trovano nell’area H1, ufficialmente sotto il pieno controllo palestinese.

Un Palestinese viene portato di corsa in ospedale dopo essere stato colpito dalle forze israeliane

I manifestanti si sono spostati su Ain Sarah e una volta che la protesta sembra calmarsi le forze israeliane hanno iniziato a sparare ai manifestanti. A questo punto altri due palestinesi sono stati colpiti e feriti. La polizia e i soldati israeliani si sono allontanati lungo Ain Sarah, poi sono usciti di nuovo e hanno iniziato a cacciare i manifestanti. Alle 14:46 hanno arrestato un minore che, dopo essere stato ferito, è stato picchiato in testa e preso a calci sulla schiena. I manifestanti si sono poi ritirati verso Ain Sarah, perseguiti dalla polizia e dai soldati che sparavano pallottole in acciaio gommato e lacrimogeni.

Mentre i soldati sembravano ritirarsi nuovamente verso la zona di Bab al-Zawiya, i dimostranti li hanno seguiti e alcuni hanno cominciato a lanciare pietre e dare fuoco a pneumatici. Le forze israeliane hanno risposto prontamente con le granate stordenti, gas lacrimogeni e proiettili di acciaio rivestiti di gomma. I soldati israeliani si sono infiltrati in un negozio a Bab Al-Zawiya, lasciando una nota esplicita. Dopo aver violentemente arrestato un ragazzo di 15 anni, lo hanno portato nell’edificio, lo hanno bendato e poi lo hanno trasferito attraverso il checkpoint Shuhada. Dopo di che l’esercito tornò di nuovo per attaccare i manifestanti.

Nota lasciata dai soldati israeliani in un negozio in cui avevano fatto irruzione in Bab al-Zawiya. Gli ebrei dichiarano ‘Israele vive’.

Uno dei seguenti attacchi ha costretto il gruppo di giovani e adolescenti sulla collina a nord dell’entrata del mercato ortofrutticolo. I soldati posizionati sul tetto dell’edificio vicino hanno sparato lacrimogeni e granate stordenti nei confronti dei manifestanti. Con circa 50 poliziotti di confine nella parte posteriore e il sostegno di un cecchino sdraiato all’ingresso della strada, una truppa di 12 soldati è salita sulla collina, tentando senza successo di entrare in un edificio. Procedevano a sparare lacrimogeni e granate stordenti a un gruppo di quattro attivisti che stavano fotografando nelle vicinanze. All’incrocio alla fine della strada, i manifestanti erano coperti di lacrimogeni e la folla si disperdeva. In mezzo alla nebbia di lacrimogeni un adolescente, di circa 14-16 anni, è stato colpito, presumibilmente dal cecchino lungo la strada, ed è stato portato via nell’auto di un passante. Dopo questo incidente i soldati sono tornati indietro e scomparsi da Bab Al-Zawiya.

Un cecchino israeliano mira a giovani manifestanti

Gli scontri sono durato complessivamente circa quattro ore e mezzo durante le quali le forze israeliane hanno mostrato violenza inutile e eccessiva non solo nei confronti dei manifestanti, ma anche nei confronti dei media. L’esercito sembrava fuori controllo, infrangendo negli uffici palestinesi di Bab Al-Zawiya, dimostrando violenza e intimidendo i giornalisti, puntando sui bambini e insisitendo sui manifestanti già detenuti e in condizione di arresto.

Il soldato tenta di arrestare il bambino palestinese dopo averlo violentemente assalito

La manifestazione è stata solidale con le manifestazioni a Gerusalemme contro le nuove restrizioni di accesso introdotte da Israele al composto Al-Aqsa. La comunità palestinese aveva precedentemente richiesto un «giorno di rabbia» in risposta alle restrizioni, che Israele ha descritto come “misure di sicurezza”.

Il ragazzo palestinese detiene la bandiera in mezzo al caos sulla strada di Ain Sarah, al-Khalil

 

 

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