Raid notturno: l’esercito israeliano arresta un ragazzo a Fasayel

21 ottobre 2017 |International Solidarity Movement | Nablus Team|Jordan Valley Solidarity | Palestina occupata
La notte tra mercoledì e giovedì la casa di Abu Jamil è stata razziata dall’esercito israeliano. All’una di notte quattro jeep militari sono arrivate ​​nella parte superiore di Fasayel  e circa 20 soldati israeliani sono entrati nella casa di Abu Jamil, costringendo all’aperto la famiglia di 9 e hanno iniziato a frugare nelle tre stanze. I soldati non hanno mostrato documenti di un mandato di perquisizione.

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Dopo un’ora e mezza i militari avevano distrutto del cibo in cucina, rubato due chili di prodotti chimici agricoli (valore di 200 NIS) e rubato i sei telefoni cellulari (valore di 4000 NIS) che la famiglia aveva. Allora hanno rapito il figlio di 22 anni di Jamil che è ancora nella base militare di Salem in attesa di un’udienza giudiziaria. Insieme ad un altro giovane del villaggio, il 25enne Gotyan, viene accusato di essere entrati nell’insediamento illegale di Tomar per rubare prodotti chimici agricoli.
Recentemente un altro giovane è stato arrestato e accusato per la stessa effrazione. È stato rilasciato dopo alcuni giorni da quando è stato accusato falsamente. La famiglia di Abu Jamil non ha abbastanza soldi per permettersi un avvocato per il figlio. Jordan Valley Solidarity e ISM lavoreranno per sostenere il processo giudiziario.
Complessivamente, il 95% della terra nella valle del Giordano è fuori limite per i palestinesi: il 50% è controllato dagli insediamenti illegali di Israele e nell’altro 45% ci sono basi militari, zone militari chiuse e riserve naturali (aree controllate per l’occupazione, a cui i palestinesi non hanno accesso). Questa oppressione soffoca la vita palestinese nella valle e soffoca le forme tradizionali dell’allevamento di sussistenza e del pascolo intraprese dai beduini durante la storia.

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