Centinaia di soldati israeliani  sopprimono violentemente una manifestazione a Hebron

7 Dicembre 2017 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | al-Khalil, Palestina occupata
In risposta alla dichiarazione di Donald Trump su Gerusalemme come capitale di Israele –  una presunta mossa verso la pace – centinaia di soldati israeliani pesantemente armati hanno invaso le aree di Hebron a controllo palestinese per scontrarsi con i manifestanti. Agli scontri probabilmente ha anche contribuito uno sciopero generale di lavoro e scuole da parte dei palestinesi.

Un uomo anziano aspetta di tornare a casa in una strada occupata dai soldati. Tali sconvolgimenti della vita quotidiana dei palestinesi sono comuni nella Hebron occupata.

Alle 10:30 circa, almeno due gruppi di oltre 50 soldati entravano ciascuno in H1 (Hebron controllata dai palestinesi) con fucili, cannoni a gas lacrimogeno, bombe sonore e scorte di proiettili di acciaio rivestiti di gomma. Sono entrati attraverso Checkpoint 56, da cui sono entrati nel centro della città, sede di negozi e ristoranti, così come normale luogo da passanti innocenti.

Un uomo anziano, che è stato colpito da gas lacrimogeni mentre camminava lungo la strada, è stato aiutato a mettersi in salvo da un infermiere della Mezzaluna Rossa palestinese.

Dozzine di palestinesi, tra cui bambini piccoli, anziani, persone che hanno documentato la scena con i loro telefoni e pazienti ospedalizzati all’Ospedale di Alia – verso il quale i soldati hanno sparato parecchi lacrimogeni – sono stati feriti da gas lacrimogeni e bombe sonore. I soldati hanno anche sparato con munizioni da guerra senza scopo sugli edifici senza alcun riguardo per la sicurezza civile, un crimine di guerra e una forma di punizione collettiva. Un ragazzo di 15 anni è stato colpito da proiettili letali quando i soldati hanno sparato numerosi colpi lungo una strada popolata. Lo hanno poi circondato, confiscato i video dell’incidente e lo hanno arrestato.

Il sangue di un ragazzo palestinese di 15 anni colpito da soldati israeliani.

A partire dalle 3:00 PM, almeno 7 giovani ragazzi sono stati bendati, ammanettati e riportati al Checkpoint 56. Ad un certo punto, i soldati hanno tenuto e terrorizzato un bambino di otto anni in un angolo di un vicolo appartato e pieno di spazzatura  e hanno proceduto a usarlo come scudo umano mentre camminavano su e giù per la strada.

È probabile che le proteste continuino in tutta la Cisgiordania e Gaza almeno per i prossimi giorni, e forse anche di più, dopo che Donald Trump ha formalizzato la posizione degli Stati Uniti su Gerusalemme, una contravvenzione del diritto internazionale e dell’opinione della comunità internazionale. La comunità internazionale ha espressamente dichiarato – attraverso la Risoluzione 181 delle Nazioni Unite e altre – che non riconosce alcuna rivendicazione di sovranità su Gerusalemme da parte di Israele, motivo per cui la maggior parte degli stati mantiene le proprie ambasciate in Israele a Tel Aviv piuttosto che a Gerusalemme.

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