Le forze israeliane sparano su manifestanti disarmati attraverso la barriera di sicurezza di Gaza, uccidendo almeno 12(15) persone

http://mondoweiss.net/2018/03/israeli-protesters-security/

Forze israeliane, pronti a sparare ai manifestanti palestinesi a Gaza.

Oggi seguiamo da vicino le terrificanti notizie di Gaza. Il governo israeliano ha detto che avrebbe incontrato i manifestanti di Gaza con fuoco vivo attraverso la barriera di confine e cecchini debitamente ammassati al confine; e ha eseguito oggi, uccidendo almeno nove palestinesi, secondo i primi rapporti. Purtroppo il numero continua a salire: fin dalla nostra prima pubblicazione, a mezzogiorno, sulla costa orientale, i media dicono “12” (ora pare 15).

L’indignazione provocata dalla violenza ricorda l’assalto alla Mavi Marmara nel 2010, quando i commando israeliani hanno assalito una nave di soccorso turca che cercava di raggiungere Gaza e hanno ucciso nove volontari. Persino i sostenitori di Israele stanno già facendo questo paragone con un evento che ha portato la condanna globale / imbarazzo diplomatico a Israele.

L’Associated Press riporta 1000 palestinesi feriti dall’inalazione di gas lacrimogeni e colpiti da proiettili letali o proiettili rivestiti di gomma. Il Times of Israel riporta proteste “sparse” in Cisgiordania.

Il primo ad essere ucciso è stato un contadino palestinese, che pare lavorasse nei suoi campi.

Il gruppo per i diritti umani B’Tselem ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile di condanna dei “reati” israeliani:

Sparare a dimostranti disarmati è illegale e qualsiasi comando che consenta un’azione del genere è manifestamente illegale. Ieri, B’Tselem ha messo in guardia contro il probabile considerare la manifestazione una zona di combattimento e contro sparatorie da guerra contro i manifestanti. Soldati armati e manifestanti disarmati non sono “in guerra”. Le norme illegali sul fuoco letale e la loro non conformità sono la ragione del numero di morti e feriti oggi nella Striscia di Gaza.

Le proteste sono state organizzate come “La grande marcia del ritorno”, un raduno non violento di rifugiati palestinesi che chiedono il diritto di tornare alle case delle loro famiglie in Israele. Quasi 2 milioni di abitanti di Gaza sono praticamente imprigionati nella striscia di 140 miglia quadrate, sotto il blocco dal 2007, dopo che Hamas ha assunto il controllo politico dell’area. Il blocco si estende fino a una “zona cuscinetto” di 500 mt sul lato di Gaza di una recinzione da cui Israele blocca ogni attività.

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