La madre di un giovane palestinese ucciso dalle forze israeliane è accusata di “istigazione” per i suoi post su Facebook

13 agosto 2018 | http://samidoun.net/2018/08/mother-of-palestinian-youth-killed-by-israeli-forces-accused-of-incitement-for-posting-on-facebook/

Susan Abu Ghannam, madre di Mohammed Abu Ghannam, il giovane palestinese ucciso dalle forze di occupazione israeliane poco più di un anno fa, il 21 luglio 2017, è stata incriminata dalla corte israeliana a Gerusalemme lunedì 13 agosto.

La donna è accusata di propaganda politica su Facebook. La sua detenzione è stata prolungata fino al 13 settembre 2018, in quanto i pubblici ministeri dell’occupazione israeliana sostengono che la donna abbia pubblicato, per 40 volte, post politici sui social media.

La donna è stata sequestrata da casa il 5 agosto dalle forze di occupazione israeliane, che hanno invaso la sua abitazione e confiscato telefoni cellulari ed altri dispositivi elettronici. Suo figlio Mohammed è stato ucciso dalle forze di occupazione mentre, a Gerusalemme, si era unito alle proteste contro l’imposizione di cancelli elettronici al di fuori della moschea di Aqsa.

Dopo averlo ucciso, le forze di occupazione israeliane hanno tentato di rubare il corpo di Mohammed Abu Ghannam dall’ospedale Makassed di Gerusalemme. L’occupazione israeliana, come politica generale, prevede di tenere in ostaggio i cadaveri dei palestinesi uccisi nel tentativo di sopprimere la resistenza palestinese; mentre le famiglie palestinesi lottano per il rilascio dei corpi, l’Alta Corte israeliana ha confermato la politica delle forze di occupazione di tenerli in ostaggio.

Per impedire alle forze di occupazione di impadronirsi del corpo, la sua famiglia e gli amici hanno avvolto il cadavere di Mohammed in un lenzuolo, lo hanno sollevato e fatto passare sopra il muro di cinta dell’ospedale, alto diversi metri.  Da lì è stato portato al cimitero del villaggio di al-Tur; sulla strada, la macchina è stata fermata dalla polizia. Mentre le forze di occupazione tentavano di imporre un limite di sole sette persone presenti alla sepoltura, centinaia si sono unite alla processione funebre.

Hanno agito appena in tempo. Nel frattempo dozzine di membri della polizia di frontiera si sono riversati, armati, nell’ospedale, invadendo la zona, costringendo la gente che stava donando il sangue a lasciare l’ospedale e terrorizzando la folla nei cortili, lanciando loro bombe sonore e lacrimogeni.

La politica della confisca dei corpi è, secondo Gideon Levy, il frutto dell’ingegno di Gilad Erdan, lo stesso ministro israeliano incaricato del mandato globale anti-BDS e creatore della “lista nera del BDS”, che elenca le organizzazioni internazionali a sostegno della Palestina, incluso Samidoun e molte altre in tutto il mondo.

L’arresto di Susan Abu Ghannam è solo l’ultimo episodio delle molestie israeliane contro la famiglia del defunto; un esempio precedente è quello di suo marito, il padre di Mohammed, Hassan Abu Ghannam, 47 anni, arrestato pochi giorni dopo il funerale di Mohammed.

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