La polizia israeliana bandisce i palestinesi dalla moschea di Al-Aqsa

18 agosto 2018 | http://imemc.org/article/israeli-police-ban-palestinians-from-al-aqsa-mosque-video/


I fedeli riferiscono di essere stati arrestati mentre uscivano dal complesso sacro e di aver subito il divieto di pregare nella moschea.

C’è stato un netto aumento della polizia israeliana e delle forze di sicurezza che limitano le manifestazioni di culto palestinese nella moschea di al-Aqsa a Gerusalemme.

Il 17 agosto 2018, le forze israeliane hanno chiuso tutti i cancelli che portano ad al-Aqsa. I palestinesi hanno pregato collettivamente fuori dai cancelli per protestare contro l’azione.

Il 15 agosto, la polizia israeliana ha fermato ed interrogato alcune donne palestinesi a Bab Isbat, una delle porte che conduce ad al-Aqsa. Secondo il Wadi Hilweh Information Center, la polizia israeliana ha arrestato nove donne dal cancello e le ha rilasciate a condizione di rispettare un divieto di due settimane dalla moschea di al-Aqsa. L’avvocato Khaled Zabarqa riferisce che la polizia israeliana ha accusato le donne di essere presenti ad Al-Aqsa durante i tour dei coloni.

Il 13 agosto, la polizia israeliana ha ordinato a due funzionari della Waqf di al-Aqsa di presentarsi davanti all’intelligence israeliana. Il motivo sarebbero state le loro obiezioni alla polizia che ha aggredito ed arrestato una donna palestinese ad una delle porte di al-Aqsa il giorno prima.

l 12 agosto, la polizia israeliana ha infatti arrestato Baraa ‘al-Ghazzawi e l’ha interrogata sulla sua presenza ad al-Aqsa. La donna riferisce di aver detto agli agenti dell’intelligence che si trovava sul luogo per pregare, che è un suo diritto. Anche lei, è stata rilasciata solo dopo essere stata espulsa da al-Aqsa per due settimane.

La polizia israeliana ha arrestato Nafisa Khuwais e Aida al-Sidawi da al-Aqsa il 29 luglio. Dopo l’interrogatorio, le due donne sono state rilasciate il giorno stesso, a condizione che non entrassero o tentassero di entrare nella moschea di Al-Aqsa per due settimane.

I media palestinesi riferiscono che Khuwais è stata arrestata quando è arrivata alla stazione di polizia nella città vecchia per recuperare il suo documento. La polizia israeliana confisca spesso le carte di identità dei palestinesi che entrano ad al-Aqsa, costringendo i fedeli ad avvicinarsi alla polizia per recuperare la loro carta d’identità mentre escono dal complesso. Questo sistema consente alla polizia israeliana di arrestare tranquillamente qualsiasi palestinese che si rechi nella moschea di al-Aqsa per pregare.

Il 27 luglio, circa 40 palestinesi hanno subito ferite da proiettili in acciaio rivestiti in gomma, gas lacrimogeni e bombe sonore, che le forze israeliane hanno sparato sul complesso di Al-Aqsa. Le forze israeliane hanno arrestato oltre venti fedeli palestinesi, tra cui sette bambini. Testimoni e funzionari della Waqf islamica attestano che le forze israeliane hanno attaccato i fedeli senza motivo e senza preavviso.

Gli uffici delle pubbliche relazioni e del coordinamento dell’informazione per la Waqf islamica Firas al-Dibs mettono in guardia contro l’escalation delle violazioni israeliane contro il diritto dei palestinesi di pregare ad al-Aqsa, in particolare le donne palestinesi. Nel frattempo, centinaia di coloni israeliani continuano a saccheggiare il luogo sacro ogni settimana, scortati dalle forze di polizia israeliane pesantemente armate.

La Waqf islamica giordana è responsabile per il mantenimento dello “status quo” di al-Aqsa, un accordo raggiunto tra Israele e Giordania dopo l’occupazione israeliana di Gerusalemme del 1967. L’accordo stabilisce che al-Aqsa è riservata al culto dei musulmani, anche se le persone di altre religioni possono visitare il luogo sacro. I funzionari palestinesi e le Waqf hanno a lungo avvertito che le incursioni dei coloni e della polizia israeliani sono un passo avanti verso un cambiamento unilaterale dello status politico di al-Aqsa e della Gerusalemme occupata.

Ahmad Jaradat è Senior Project Coordinator del Alternative Information Center (AIC).

 

 

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