I detenuti palestinesi patiscono il freddo nel centro di detenzione di Etzion

http://imemc.org/article/palestinian-detainees-suffer-severe-cold-in-assyun-detention-center/

10 gennaio 2019
La Commissione dei detenuti e degli ex detenuti ha dichiarato che i detenuti palestinesi detenuti nel centro di detenzione israeliano di Etzion sono soggetti a condizioni di freddo estremo, condizioni meteorologiche rigide, mancanza di coperte e di abbigliamento invernale e scarsità di cure mediche.

La Commissione ha citato la sua avvocata Jacqueline Fararja, in seguito alla sua visita ai detenuti, martedì, dicendo che le condizioni dei detenuti sono catastrofiche, aggiungendo che ha incontrato i prigionieri e stanno tremando in modo isterico, con un freddo intenso.

L’avvocatessa ha continuato  sottolineando che i prigionieri indossavano indumenti sottili che erano stati dati loro dall’amministrazione penitenziaria, in un momento in cui l’amministrazione li stava anche privando di coperte, indumenti invernali e impianti di riscaldamento.

I detenuti hanno confermato all’avvocato che le condizioni di vita nel centro di detenzione sono intollerabili, aggiungendo che il loro stato di salute è in netto deterioramento, con la maggior parte dei quali si ammala di raffreddore e influenza.

I prigionieri hanno anche detto all’avvocato che lo stato di salute di alcuni prigionieri è stato aggravato, a causa del freddo glaciale, come è stato con Osama Salhab, 20 anni, che è stato aggredito da soldati israeliani e ferito alla gamba destra, con conseguente gonfiore alle gambe nel freddo glaciale, con l’amministrazione che non gli forniva alcun soccorso medico.

L’avvocato ha anche detto che i detenuti si sono lamentati della quantità e del tipo di cibo fornito loro, dimostrando che i pasti distribuiti a loro sono troppo freddi e di scarsa qualità, mentre la maggior parte dei detenuti mangia solo quanto basta per soddisfare i loro bisogni di sussistenza.

Al Ray riferisce inoltre che la Commissione ha messo in guardia contro l’incoscienza in corso dell’amministrazione, verso i detenuti palestinesi, e l’abuso e l’imposizione di circostanze di vita difficili, in aperta dispregio delle convenzioni internazionali e dei principi e delle leggi sui diritti umani.

A questo va aggiunto che in data 11 gennaio l’amministrazione ha promesso di peggiorare le condizioni dei prigionieri, diminuendo l’acqua disponibile e le visite.

I prigionieri invece annunciano uno sciopero della fame collettivo.

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