Diario di un arresto, pensieri e sogni, veri o presunti

Ramallah – Palestina Occupata -ore 1.34 del 09/02/2019

Bambini che vanno a scuola. 

Bambini che giocano a pallone.

Bambini a cui i soldati chiedono di aprire gli zaini.

Occhi dei bambini.

Pensieri sulla pedagogia dell’occupazione.

I miei compagni che mi abbracciano quando il mio arresto finisce.

Gli occhi del mio traduttore che mi prega di dare il mio dna.

Bambino di 12 anni ucciso oggi a Gaza.

Bambino di 18 anni ucciso oggi a Gaza.

Bambino di 4 anni e 8 mesi ucciso a Gaza al mio arrivo.

Mia sorella che si arrabbia al telefono e non mi capisce.

Penso a Don Tonino Bello, diario di Bosnia – 1992

Bambini di Um Al Khair

Gli occhi del soldato israeliano quando gli dico in inglese che tutto questo non e’ giusto.

Le ambulanze all’orizzonte, gli spari, il gas: “Gaza”.

I 7 bambini arrestati a Hebron davanti ai miei occhi.

I bambini che non sono riuscito ad aiutare.

Il TIPH che se ne va. L’EAPPI che si ritira.

Soldati israeliani che mi intimidiscono.

Coloni che mi aggrediscono.

Sarah di Um Al Khair.

La giustizia che non c’e’.

L’utopia che continua a dettare legge nella mia testa.

Vittorio Arrigoni che fa il compleanno il 4 febbraio.

Il the’ con la menta dentro.

Susanna che mi chiede come sto.

Ed io che non so cosa rispondere.

Far parte o non far parte della sfera di cristallo.

Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo.

Criminali vestiti da poliziotti.

Leggi illegali.

Il sole che tramonta mentre sparano a Gaza.

I 6 ospedali chiusi a Gaza.

Bambini senza ospedali.

Sogni bucati.

Bambini arrestati che rispondono a un tribunale militare, senza un processo regolare e che faranno 6 mesi di carcere preventivo.

Bambino di 6 anni arrestato il 25 novembre 2018 al check point di Qeitun a Hebron.

Ahmad che mi tocca i capelli e ride.

Il traduttore che mi dice che ci sono tanti modi per perdere.

Il traduttore che non ha capito chi si e’ veramente perso.

La famiglia cristiana di Betlemme che mi fa un regalo a Natale.

Restare solo in Palestina per qualche giorno.

Il mondo che fa finta di niente.

Abhed che ha difficolta’ a lavorare perche’ i soldati gli hanno transennato il negozio a Hebron.

Il bambino di Betlemme che a 3 anni e’ diventato cieco perche’ i soldati israeliani hanno usato il gas sui bambini.

Il bambino di Hebron a cui i soldati hanno spaccato i denti aveva 10 anni.

La preside della Cordaba school che difende i suoi alunni con una forza inaudita.

Una scuola sotto assedio.

Una infinita sete di pace che non si puo’ raccontare.

 

Tom

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