L’UE ricompensa Israele per la vendita delle aule donate ai palestinesi

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Ali Abunimah  3 giugno 2019

La scorsa settimana, Israele ha annunciato che avrebbe messo all’asta due edifici prefabbricati che erano stati donati ai palestinesi dall’Unione Europea.

Le forze di occupazione israeliane confiscano le aule prefabbricate a Ibziq, nel nord della West Bank occupata, il 23 ottobre 2018. Aref Daraghmeh B’Tselem

A ottobre, le forze di occupazione israeliane hanno confiscato le strutture che facevano parte di una scuola per dozzine di bambini a Ibziq, una comunità nel nord della West Bank occupata.

La sfacciataggine di Israele ha generato costernazione sui social media. Anche la portavoce della politica estera dell’UE Maja Kocijančič ha twittato che la decisione era “incredibile”.

Ma quando Kocijančič ha pronunciato la risposta ufficiale dell’UE in una conferenza stampa lunedì, ha indicato che sarebbe stato come al solito: Israele può fare ciò che vuole e l’UE l’accetterà comunque sia

(oggi annunciano il rinvio dell’asta pubblica….)

“Quando le strutture sono state sequestrate l’anno scorso, il 23 ottobre 2018 e il 5 novembre 2018, le missioni dell’UE a Gerusalemme e Ramallah hanno chiesto alle autorità israeliane ‘di restituire i beni confiscati ai loro beneficiari senza condizioni preliminari il prima possibile'” Kocijančič disse.

Altrimenti, Israele avrebbe dovuto “fornire un indennizzo senza indugio per i beni smantellati e confiscati”.

“L’UE si aspetta che i suoi investimenti a sostegno del popolo palestinese siano protetti da danni e distruzione”, ha aggiunto Kocijančič.

Ma Israele non ha risarcito l’UE, né ricostruito le scuole, né protetto gli “investimenti” dell’UE – o il popolo di Ibziq che è stato bersaglio di ripetuti attacchi israeliani.

Invece, Israele ha continuato il suo assalto diffuso contro le scuole palestinesi attraverso la West Bank occupata, in particolare nell’area C.

L’area C è il 60% circa della Cisgiordania occupata che è ancora completamente controllata da Israele in base agli accordi di Oslo firmati negli anni ’90.

L’UE crede ancora che questa terra costituirà il grosso di un futuro stato palestinese, anche se diventa chiaro che i leader israeliani, sostenuti dall’amministrazione Trump, si stanno muovendo verso l’annessione ad Israele.

Kocijančič ha ribadito che il luogo in cui è avvenuta la confisca è il territorio occupato e che secondo il diritto internazionale Israele ha “l’obbligo di proteggere e facilitare lo sviluppo per la popolazione locale e di garantire un accesso senza ostacoli all’assistenza umanitaria”.

Ma non c’era alcun sospetto che l’UE avrebbe fatto qualsiasi cosa per far rispettare il diritto internazionale o per far pagare a Israele il suo furto.

Ho quindi inviato a Kocijančič una domanda di follow-up che chiedeva: “Può confermare che l’UE intende non intraprendere alcuna azione per ritenere Israele responsabile di ciò che ha fatto?”

“Non posso confermare qualcosa che non ho detto”, ha risposto Kocijančič. “La nostra posizione è molto chiara dalla mia risposta.”

L’unica cosa chiara è che l’Unione europea continuerà a permettere a Israele di sparare ai bambini a sangue freddo, di demolire scuole e costruire ancora più colonie su terreni palestinesi rubati, e l’unica cosa di cui Israele ha bisogno è un pò di leggere parole di rimprovero.

Nel frattempo, l’UE continuerà a elargire denaro a Israele e alla sua industria bellica, inviando un messaggio chiaramente compreso dal governo israeliano: il crimine paga.

In effetti, mentre Kocijančič rilasciava la sua dichiarazione vuota sul furto israeliano degli edifici scolastici, i funzionari dell’UE stavano accogliendo una delegazione israeliana a Bruxelles per “imparare gli uni dagli altri come affrontare le minacce e le sfide nazionali e regionali”.

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