L’ISM in solidarietà con la gente del Kashmir

16 agosto 2019 | International Solidarity Movement | Dichiarazione di solidarietà

https://palsolidarity.org/

Noi, attivisti dell’International Solidarity Movement, esprimiamo la nostra solidarietà al popolo del Kashmir che resiste all’annessione e all’occupazione della loro terra da parte delle forze militari indiane.

Riconosciamo gli stessi metodi di oppressione e occupazione utilizzati dal governo israeliano in Palestina utilizzati dall’amministrazione di Narendra Modi contro il popolo del Kashmir. Come Israele, l’India usa il “terrorismo” e l'”estremismo religioso” come pretesti per arrestare senza un mandato, sparare per uccidere, aprire il fuoco vivo contro i manifestanti non violenti e punire collettivamente le popolazioni civili. Israele ha anche un ruolo diretto nell’occupazione del Kashmir, essendo il principale fornitore di armi dell’India.

Le agenzie israeliane, incluso il servizio segreto Shin Bet, che sono responsabili delle violazioni dei diritti umani e delle uccisioni di palestinesi, forniscono anche addestramento alle unità militari indiane che reprimono il popolo del Kashmir. In una mossa che ricorda stranamente gli insediamenti israeliani illegali costruiti su terre palestinesi rubate, il partito indiano BJP ha recentemente sostenuto la costruzione di insediamenti esclusivamente indù nel Kashmir, che ora è possibile con la legge indiana con la demolizione dell’articolo 370.

La lotta del Kashmir per il diritto all’autodeterminazione e il diritto a vivere in pace e sicurezza nella propria terra è iniziata nel 1947, quando l’India ha annesso la regione. L’articolo 370 ha fornito al popolo del Kashmir alcuni diritti limitati e una limitatissima  autonomia, sebbene la realtà sul campo sia sempre stata che il Kashmir ha vissuto sotto l’occupazione di 700.000 soldati indiani, rendendola la zona più densamente militarizzata sulla terra per decenni .

L’annullamento dell’articolo 370 da parte dell’amministrazione Modi il 5 agosto 2019, viola una sentenza del 2015 da parte dell’Alta corte di Jammu e Kashmir e della Corte suprema indiana il 3 aprile 2018, entrambe le quali hanno stabilito che l’articolo 370 era una disposizione permanente che non può essere abrogato o addirittura modificato. In seguito all’annullamento dell’articolo 370, il numero di soldati indiani che occupano il Kashmir è aumentato a quasi 800.000.

L’accesso a internet, i servizi mobili, i telefoni fissi, la televisione e i media è stato sospeso, il che, insieme al coprifuoco che ha interrotto l’accesso a beni di prima necessità come cibo e medicine, ha messo i 7 milioni di abitanti del Kashmir agli arresti domiciliari virtuali e li ha privati di basilari democratici e diritti umani.

Esprimiamo il nostro forte sostegno e solidarietà con il popolo del Kashmir mentre resistono all’occupazione della loro patria e alla violazione dei loro diritti da parte del regime oppressivo e razzista del governo indiano.

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