Dopo essersi viste negate le cure mediche specialistiche, un detenuto muore in un ospedale israeliano

26 novembre 2019

https://imemc.org/article/after-being-denied-specialized-medical-care-detainee-dies-in-israeli-prison/?fbclid=IwAR0uMmsLfYsBoNC2cpSzVd-z9FNi58w_rtjvjZGm4CmDow5A08wR_7tRBhI

Il comitato per i detenuti palestinesi ha confermato, martedì mattina, che un detenuto è morto in un ospedale israeliano dopo essersi visto sistematicamente negate le cure mediche specializzate, pratica che ha causato le gravi complicazioni che hanno provocato la sua morte.

Il comitato ha dichiarato che il detenuto, Sami Abu Diak, 37 anni, è stato trasferito al Centro medico israeliano Assaf Harofeh solo dopo un forte declino della sua salute.

Ha anche affermato che i suoi avvocati hanno presentato diversi ricorsi presso i tribunali israeliani, chiedendo di consentire la sua liberazione per ricevere cure mediche specializzate in Palestina o all’estero, ma la sua richiesta è stata respinta.

“Sami è stato sottoposto a una politica deliberata che gli negava il diritto a un’adeguata assistenza medica”, ha detto il comitato, “Nonostante il grave declino della sua salute e le costanti complicazioni, non gli è stata fornita l’assistenza specialistica urgentemente necessaria, ed è stato trasferito in un ospedale solo quando era ormai vicino alla morte. “

Sami Abu Diak, 37 anni, era di Sielet Ath-Thaher, a sud di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, e scontava tre ergastoli e altri 30 anni di prigione.

E’ stato fatto prigioniero il 17 luglio 2002 e gli è stato diagnosticato il cancro intestinale per la prima volta nell’agosto 2015. E’ stato sottoposto a un intervento chirurgico, dopo che l’autorità della prigione lo hanno trasferito al Centro medico Soroka, ma a causa di una diagnosi errata e di un errore medico, ha dovuto affrontare gravi complicazioni e parte del suo intestino è stato rimosso.

Abu Diak ha subito vari interventi chirurgici e ha sofferto di ulteriori complicazioni, tra cui insufficienze polmonari e renali, oltre al cancro e ad estesi problemi della pelle, e da allora le sue condizioni hanno continuato a peggiorare.

Prima della sua morte, l’ultimo messaggio di Abu Diak è stato:

A tutti coloro dotati di coscienza…

Sto vivendo le mie ultime ore e i miei ultimi giorni, non c’è niente che vorrei di più che trascorrerli vicino a mia madre, tra i miei cari, mi vorrei spirare il mio ultimo respiro tra le braccia di mia madre; Non voglio morire ammanettato e incatenato,

Non voglio morire di fronte ad un carceriere che ama la morte e si nutre del nostro dolore e della nostra sofferenza,

Le mie parole saranno in grado di raggiungere le orecchie e le menti di coloro che sono al potere?!
Lo dico adesso: se muoio lontano da mia madre, non vi perdonerò mai …

Detenuto Sami Abu Diak

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