L’esercito israeliano demolisce una scuola per danneggiare l’educazione dei palestinesi

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17 gennaio 2020

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, una scuola che si trovava a metà costruzione nella città di Yatta, situata nelle colline a sud di Hebron nella Cisgiordania occupata, è stata distrutta dai soldati israeliani.

foto di una scuola bombardata illegalmente dalle forze israeliane

Le basi di quella che sarebbe stata una scuola elementare sono state costruite tra Yatta e Bani Naim, in un’area vicino all’insediamento israeliano illegale di Beni Hefer.

La demolizione è avvenuta solo una settimana dopo che il ministro della Difesa Naftali Bennett ha dichiarato che  stava  avviando una battaglia nell’area C della Cisgiordania per assicurarsi che rimanesse nelle mani di Israele.

La scuola aveva lo scopo di servire i bambini nei villaggi remoti che spesso devono percorrere lunghe distanze e attraversare terreni accidentati e pericolosi per raggiungere le loro scuole nelle città vicine.

Il rappresentante del Comitato anti-insediamento nella Cisgiordania Rateb Jabour ha detto a Wafa che nessun preavviso di demolizione è stato dato all’amministrazione scolastica nel tentativo di impedire l’educazione dei bambini palestinesi.

Questa non è la prima scuola ad essere demolita dalle forze di occupazione a Hebron. Una scuola simile vicino alla città di Al-Dahriya, a sud dell’Hebron occupato, è stata demolita l’anno scorso.

Naomi Linder Kahn, rappresentante del gruppo di coloni di destra Regavim, che fa campagne per la demolizione dei villaggi palestinesi, ha dichiarato: “Ciò che è nuovo – ed è molto gradito e atteso da tempo – è il fatto che l’Amministrazione Civile ha iniziato a prendere sul serio la minaccia strategica rappresentata da questi avamposti illegali [Birin].”

“L’Amministrazione Civile ha esercitato la sua autorità per demolire nuove strutture – e alla fine si è opposta alla sfacciata ingerenza dell’UE e al suo sostegno incondizionato alla costruzione illegale. Ci auguriamo che questa nuova determinazione possa guadagnare slancio e invertire la tendenza sull’acquisizione ostile dell’Area C. ”

La città di Yatta, che esiste in completo e assoluto isolamento dal resto della Cisgiordania occupata, si trova nell’area C, che costituisce la più grande porzione territoriale, circa il 60%, della Cisgiordania.

Nel corso degli anni, gli abitanti del villaggio hanno anche perso l’accesso a gran parte della loro terra agricola con l’espansione di un insediamento israeliano nelle vicinanze.

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