75 giorni di sciopero della fame contro la detenzione amministrativa per un prigioniero palestinese

8 ottobre 2020

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Maher al-Akhras ha rifiutato di cessare il suo sciopero della fame a meno che ‘la libertà (non venga concessa) alla mia famiglia e ai miei figli’

Maher al-Akhras con una dei suoi figli prima del suo arresto, a luglio, da parte delle forze israeliane (Screengrab)

Un prigioniero palestinese è in sciopero della fame da 75 giorni per protestare contro la sua detenzione amministrativa – reclusione senza accuse o processo – da parte di Israele.

Maher al-Akhras, 49 anni, ha detto questa settimana che non interromperà lo sciopero della fame. In un videomessaggio dal suo letto d’ospedale nel Kaplan Medical Center di Rehovot, in Israele, Akhras ha detto che l’obiettivo del suo sciopero di protesta è “o la libertà per la mia famiglia e i miei figli, o la mia uccisione in nome della loro falsa giustizia”.

Akhras ha chiesto ai suoi parenti e amici di non consentire un’autopsia in caso di sua morte. “Non permettete a nessuno di toccare il mio corpo e di lacerarlo”, ha detto.

La moglie di Akhras ha iniziato uno sciopero della fame questa settimana.

La detenzione amministrativa è stata attuata per la prima volta in Palestina sotto il mandato britannico e da allora è stata adottata da Israele.

La politica, altamente controversa, utilizzata quasi esclusivamente contro i palestinesi, consente la detenzione senza accusa o processo per periodi rinnovabili da tre a sei mesi, senza possibilità di appello o sapere quali accuse vengano mosse contro i detenuti.

Molti prigionieri palestinesi hanno fatto ricorso allo sciopero della fame per protestare contro la condanna alla detenzione amministrativa.

Secondo il gruppo per i diritti dei prigionieri palestinesi Addameer, a settembre sono stati detenuti da Israele 4.400 palestinesi, di cui 350 in detenzione amministrativa.

Akhras è stato arrestato a luglio ed è stato ricoverato nel Kaplan Medical Center a settembre.

Qadri Abu Bakr, capo del Comitato per gli affari dei prigionieri e degli ex prigionieri dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), ha avvertito che la salute di Akhras si stava deteriorando e avrebbe potuto causare “danni” al cuore, agli occhi e alle orecchie, soprattutto dopo che Akhras si era rifiutato di prendere gli integratori offerti dai medici israeliani.

Nato nel 1971 nel villaggio di Salileh, nel nord della Cisgiordania occupata, Akhras, padre di sei figli, è stato imprigionato dalle autorità israeliane almeno cinque volte da quando aveva 18 anni, per almeno cinque anni in totale.

È stato detenuto per sette mesi nel 1989, per due anni a partire dal 2004, 16 mesi a partire dal 2009, 11 mesi nel 2018 e, più recentemente, a luglio.

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