Il villaggio di Madama segna la Giornata della Terra 2017 con pesante violenza militare

31 Marzo 2017 | International Solidarity Movement, Ramallah team | Madama, Palestina occupata

I palestinesi si sono riuniti nel villaggio di Madama per piantare alberi di ulivo durante la Giornata della Terra

Giovedi 30 marzo è stata la Giornata della Terra, una giornata in cui i palestinesi e i loro sostenitori commemorano la perdita di enormi quantità di terre, rubate dai colonizzatori sionisti nel 1976. Nel villaggio di Madama, nella zona di Nablus, circa 300 attivisti palestinesi con alcuni internazionali hanno marciato fino alla periferia del loro villaggio per piantare alberi di ulivo sulla terra del villaggio che è stato rubato dall’insediamento illegale estremista di  Yitzhar. Questa azione non violenta ha subito un pesante attacco da parte delle forze israeliane, con più di 45 persone colpite con proiettili di metallo rivestiti di gomma e molti altri che hanno sofferto per inalazione di gas lacrimogeni. Continue reading

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I lavori di manutenzione a lungo attesi offrono uno spettacolo raro per i palestinesi di al-Khalil

30 Marzo 2017 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Mercoledì 29 marzo 2017, le forze israeliane hanno aperto una strada bloccata per la prima volta in quasi due decenni per consentire  il funzionamento del sistema delle acque reflue, atteso da tempo. Il vicolo nella zona occupata di al-Khalil, aperto per meno di un giorno, ha dato ai palestinesi la rara opportunità di vedere Shuhada Street e gli insediamenti illegali che hanno causato innumerevoli chiusure per la popolazione civile palestinese.

Palestinesi che lavorano sul sistema fognario mentre le forze israeliane controllano


I palestinesi hanno richiesto il permesso da parte israeliana di fare questo lavoro di manutenzione per anni – senza successo. Il mercato nel centro storico corre quasi parallelo a Shuhada Street, dove si trovano i principali insediamenti illegali nel cuore di Hebron e dove ai palestinesi è totalmente vietato accedere. In quanto è uno dei punti più bassi nella città vecchia, questa zona del suq è regolarmente inondata in inverno dalle acque piovane e delle acque reflue traboccante visto che gran parte della rete fognaria è stata tagliata dagli insediamenti illegali.
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Decine protestano contro l’AIPAC a Hebron al sole

26 mar 2017 |International Solidarity Movement, al-Khalil team| Hebron, Palestina occupata

proteste a Hebron contro l’AIPAC.

Decine di palestinesi si sono riuniti a Tel Rumeida, al Khalil, per protestare contro la conferenza annuale dell’AIPAC (Public Affairs Committee Israele americano) tenutasi a Washington, DC. Essendo impossibile protestare a Washington, la gente di Hebron vuole lo stesso che le loro voci siano ascoltate. Continue reading

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Palestinesi colpiti con proiettili veri durante la manifestazione vicino a Al-Mughayyir

24 marzo 2017 | International Solidarity Movement, Ramallah team | Al-Mughayyir, Palestina occupata

Il 24 marzo 2017, la resistenza popolare in Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, ha tenuto una manifestazione contro un nuovo avamposto illegale che è stato istituito circa 10 giorni fa da coloni israeliani che hanno sisitemato roulotte sulla terra palestinese. Edifici di base e infrastrutture sono già state costruite insieme a una nuova strada di accesso, che sono tutti protetti da filo spinato e la costante presenza di soldati israeliani. Munizioni letali sono state sparate contro i manifestanti palestinesi ferendone cinque, secondo un’agenzia di stampa palestinese.

Le forze israeliane sparano gas lacrimogeni contro i manifestanti. Foto: ISM / Charlie Donnelly

La protesta, che ha mobilitato la gente di quattro città vicine e altri comitati di lotta popolare, è stata subito repressa dalle forze israeliane, che hanno sparato gas lacrimogeni, pallottole vere e proiettili di acciaio rivestiti di gomma contro i manifestanti, ferendo diversi palestinesi.


L’azione è iniziata con dimostranti palestinesi – che sono stati raggiunti da attivisti internazionali ed israeliani – che si sono raccolti in fondo alla collina, dove, secondo fonti locali, il nuovo avamposto può venire sostituito da un nuovo insediamento. Verso le 11:00, poco dopo che la manifestazione era iniziata, le forze israeliane di stanza presso l’insediamento illegale hanno cominciato a sparare candelotti di gas lacrimogeno nel tentativo di disperdere i manifestanti.

Gli scontri sono proseguiti con alcuni tentativi da parte dei palestinesi di avvicinarsi all’avamposto illegale. Tuttavia, le forze israeliane hanno iniziato a lanciare granate assordanti e a sparare sui manifestanti con entrambi i proiettili di acciaio rivestiti di gomma e munizioni dal vivo. Gas lacrimogeni sono stati sparati dalle forze israeliane durante la manifestazione e i palestinesi hanno risposto agli aggressori lanciando pietre e rinviando i lacrimogeni verso i soldati.

Palestinese scaglia un lacrimogeno indietro alle forze israeliane. Foto: ISM / Charlie Donnelly

I palestinesi portano un manifestante ferito, forse da munizioni letali. Foto: ISM / Charlie Donnelly

Verso le 12:30 le forze israeliane hanno stabilito una nuova posizione strategica ai piedi della collina, intensificando il loro uso di proiettili letali. Da qui, un soldato con un fucile da cecchino dotato di un silenziatore ha sparato contro i manifestanti con proiettili veri. Attivisti dell’ISM hanno assistito tre palestinesi che avevano subito lesioni da proiettili durante gli scontri. Anche se la manifestazione ha cominciato a disperdersi verso le 13:00, le forze israeliane hanno continuato a sparare gas lacrimogeni, mentre i manifestanti sono fuggiti per la collina per tornare ai loro villaggi. Le forze israeliane occupavano la strada che porta ad Al-Mughayyir.

Questo nuovo avamposto illegale viene stabilito sulla terra palestinese condivisa tra i villaggi di Al-Mughayyir, Abu Falah e Kufr Malik e sarà probabilmente usata per sostituire la colonia illegale di Amona recentemente sfrattata. Nonostante la pesante repressione da parte delle forze israeliane, la resistenza palestinese per l’annessione illegale della loro terra continua. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (2013) ha recentemente documentato la violenza dei coloni contro i residenti di Al-Mughayyir.

Foto: ISM / Charlie Donnelly

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I Prigionieri Politici sono assenti durante la festa della mamma palestinese

23 marzo 2017 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Kafr ad-Dik, Palestina occupata

Il 21 marzo, la Palestina ha celebrato il Giorno della madre. Un gruppo di attivisti palestinesi e internazionali, ha visitato il villaggio di Kafr ad Dik nel comune di Salfit. Gli attivisti hanno consegnato rose alle madri e ai parenti dei prigionieri politici e si sono seduti con loro per ascoltare le loro storie.

Quanto segue è una sintesi delle loro storie, un estratto nelle storie di  6.500 prigionieri politici (al gennaio 2017) che sono imprigionati nelle carceri israeliane.

famiglia Hamidan: è stata sentenziata la sua condanna di 6 anni il 20 marzo 2017, ha 20anni

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Il fuoco sotto i piedi: qualche pensiero

https://palsolidarity.org/2017/03/the-fire-under-our-feet-a-journal-piece/

Sto bene.

In realtà, personalmente, la mia famiglia ed io stiamo bene, Alhamdililah! Ma posso sentire il fuoco aumentare sotto i nostri piedi.

Capisco questo sentimento. E so l’esplosione che viene dopo di esso.

Solo questa settimana il governo dell’apartheid israeliano ha intensificato le sue azioni, bombardando Gaza ogni giorno mentre stringe l’assedio già letale intorno ad esso, annunciando che il fondo dell’Olp, che fornisce il supporto per le famiglie dei martiri palestinesi è illegale, mentre uccide più giovani ragazzi e uomini, continua l’escalation del furto di terreni  tramite la costruzione degli insediamenti e la confisca della terra, e la promozione di una legge che regolamenterà il furto, annunciando che i coloni invaderanno al Aqsa sotto scorta armata durante il Ramadan mentre si fa diventare illegale la chiamata alla preghiera dalle moschee … il terreno sotto i nostri piedi sta bruciando.

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16 anni, ucciso dalle forze israeliane a Al Arrub, Hebron

18 marzo 2017 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Ieri sera, il 17 marzo, Murad Yusif Abu Ghazi di 16 anni è morto dopo essere stato colpito dalle forze israeliane nel campo profughi di Al Arrub fuori Hebron nella West Bank occupata. Un secondo palestinese identificato come  Saif Salim Rushdie di 17 anni è in condizioni critiche dopo essere stato colpito al petto da parte delle forze israeliane nello stesso incidente.

Centinaia di persone rendono i loro omaggi al funerale.

 Il funerale di Abu Ghazi si è tenuto nel campo di Al Arrub oggi, e centinaia di persone in lutto sono venute a rendere omaggio. Dopo il funerale,  sono scoppiati scontri tra palestinesi e forze israeliane e in base a Ma’an News Agency, 8 giovani sono stati feriti con proiettili di acciaio rivestiti di gomma, e sono stati subito curati. Inoltre, decine di altri palestinesi, tra questi donne e bambini, sono stati assistiti per grave inalazione di gas lacrimogeni. Continue reading

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Parlare e testimoniare: cosa significa il progetto della fotocamera a Hebron per una studentessa

17 Marzo 2017 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

La scorsa settimana abbiamo riportato su due delle sessioni di formazione gestiti da Human Rights Defenders (HRD) qui a Hebron per i giovani per utilizzare il video come strumento da attivista contro l’occupazione. Oggi abbiamo voluto saperne di più su ciò che gli studenti stessi pensano e abbiamo parlato con Yasmin, allieva della scuola Qurtuba nel cuore di Tel Rumeida. Yasmin sembra tranquilla e timida quando si siede accanto a me sul divano, ma mentre parla, è chiaro che lei sa quello che vuole dire e quello che vuole fare: “Voglio mostrare ciò che gli israeliani fanno contro la mia gente qui, come i soldati e i coloni umiliano gli studenti e gli insegnanti. ”

La scuola Qurtuba si trova sopra Shuhada street e gli studenti devono avvicinarsi tramite una scala controllata dai soldati, a pochi metri da uno degli insediamenti più piccoli ma più estremisti nel cuore di H2. Gli studenti e gli insegnanti sono così spesso vessati che la paura e l’ansia è un elemento costante della vita scolastica. Yasmin mi ha detto che solo lo stesso giorno soldati erano entrati nella scuola e avevano sessualmente molestato le giovani donne là. I soldati bloccano anche regolarmente quelli che vanno a scuola, anche se sanno perfettamente che sono studenti. Continue reading

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Le forze israeliane sparano contro i manifestanti dai tetti a Kafr Qaddum

  17 Marzo 2017 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Kafr Qaddum, Palestina occupata

Le forze israeliane su un tetto a Kafr Qaddum. Foto: ISM / Yusuf Zidan

Venerdì 17 marzo gli abitanti di Kafr Qaddum si sono riuniti per un’altra manifestazione settimanale che è stata repressa dalle forze israeliane, che ha sparato gas lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di acciaio ricoperti di gomma contro i manifestanti. Le forze israeliane sono stati visti su almeno un tetto a Kafr Qaddum, così come su una collina vicina, che hanno usato come punto di osservazione per sparare contro i manifestanti. Continue reading

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Coprifuoco, molestie e irruzioni, per la festa di Purim

14 marzo 2017 | International Solidarity Movement, al-Khalil teaml | Hebron, Palestina occupata

Il 12 marzo 2017 coloni israeliani ha  no molestato e minacciato i palestinesi e hanno tentato di irrompere nell’asilo di Shuhada Street, mentre il quartiere Tel Rumeida nella occupata al-Khalil (Hebron) è stato messo sotto coprifuoco per i palestinesi in modo che i coloni potessero festeggiare il Purim indisturbati da una presenza palestinese.

Come in ogni occasione di festa celebrata dagli insediamenti illegali, i palestinesi hanno dovuto aspettarsi ancora maggiori restrizioni rispetto al solito alla loro libertà di movimento e ai loro diritti umani (quasi inesistenti anche nei giorni normali).

coloni marciano attraverso Shuhada Street mentre i palestinesi sono sotto coprifuoco virtuale

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