“IN TERRA PALESTINESE: Un Rapporto Trimestrale dal Campo” 

 https://palsolidarity.org/2026/08/on-palestinian-land-04/
In Terra Palestinese: Intestazione del Bollettino Trimestrale n.4
Aprile – Giugno 2026

Benvenuti alla Newsletter Trimestrale dell’International Solidarity Movement! Molti aggiornamenti spesso passano inosservati a causa della repressione dei giornalisti e dell’attenzione concentrata su Gaza. Per contrastare questo fenomeno, ogni tre mesi condivideremo aggiornamenti dalle varie aree della Cisgiordania in cui siamo presenti.

La raccolta delle olive è prevista per ottobre 2026. I palestinesi in Cisgiordania chiedono agli attivisti internazionali di unirsi a loro in Palestina come atto di azione collettiva contro la violenza subita dalle comunità. Potresti essere tu? Per saperne di più, visita palsolidarity.org/join/.

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INTRODUZIONE
Il Ministero della Salute di Gaza ha affermato che maggio è stato il mese più letale dell’anno e che a giugno il bilancio delle vittime dopo il cessate il fuoco ha superato le 970 unità. Israele ha inoltre esteso la sua “zona cuscinetto” a Gaza, chiamata “Linea Gialla”, demolendo case, distruggendo mezzi di sussistenza e uccidendo famiglie sfollate con raid aerei.

Negli ultimi tre mesi, l’occupazione israeliana ha continuato la sua campagna di pulizia etnica in tutta la Cisgiordania. Ciò include la persecuzione incessante delle famiglie di agricoltori palestinesi nei villaggi e nelle frazioni rurali, al fine di impossessarsi delle loro case e delle loro terre ancestrali. Sebbene siano i coloni israeliani, sostenuti dall’esercito israeliano, a compiere gli attacchi violenti, le incursioni e le demolizioni, questi sono attivamente agevolati da un governo israeliano che si vanta pubblicamente della sua intenzione di annettere i territori palestinesi. Continue reading

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UNISCITI ALLA RACCOLTA DELLE OLIVE 2026 IN PALESTINA

22 luglio 2026

OCTOBER 2026: JOIN THE OLIVE HARVEST IN PALESTINE – Home

dal sito palsolidarity.org

Abbiamo urgente bisogno di volontari internazionali che si uniscano a noi sul campo nella Cisgiordania occupata per la raccolta delle olive di quest’anno. Il nostro lavoro consiste nel supportare gli agricoltori palestinesi nella raccolta del maggior numero possibile di oliveti, mentre resistono all’occupazione e alla distruzione delle loro terre. Continue reading

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Dalle macerie al ritmo: i musicisti di Gaza ricostruiscono la speranza nota dopo nota

From Rubble to Rhythm: Gaza’s Musicians Rebuild Hope One Note at a Time | PNN

Posted On: 06-09-2026

GAZA (PNN) — By Hanan Al-Rifi

Sotto un raggio di luce che filtra attraverso un’apertura in una piccola tenda montata sulle macerie di un campo profughi, Suhail Abu Shawish, 50 anni, è seduto a riparare strumenti musicali sopravvissuti all’offensiva israeliana del 7 ottobre 2023. Asciugandosi il sudore dal viso segnato, con i lineamenti marcati dalla fatica, lavora mentre polvere e cenere grigia vorticano intorno a lui con il passaggio delle persone nei dintorni. Intorno alla sua sedia di plastica giacciono strumenti danneggiati estratti dalle macerie: violini senza chiavi di accordatura e oud con corde spezzate, schiacciati dai bombardamenti. Con mani ferme, Abu Shawish usa pinze di metallo per rimuovere le corde logore e sostituirle con alternative improvvisate, tendendole fino a quando una flebile nota musicale si eleva brevemente sopra il ronzio persistente dei droni in cielo.

Prima che la guerra riducesse Gaza in macerie, l’enclave aveva una vita musicale vivace. Istituti si aprivano ogni giorno, bande giovanili provavano nuove composizioni e orchestre di bambini si allenavano con la speranza di un futuro oltre il blocco e il conflitto. Pochi immaginavano che il ritmo un giorno sarebbe diventato un ricordo. Continue reading

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«Per sfidare il blocco letale»: una nuova missione della flottiglia salpa alla volta di Gaza.

5 settembre 2026

‘To challenge deadly blockade’: New flotilla mission sets sail for Gaza | Gaza News | Al Jazeera

I difensori dei diritti umani chiedono misure diplomatiche per garantire la sicurezza della flottiglia e porre fine al blocco letale di Israele su Gaza.

Attivisti della Freedom Flotilla a bordo di un gommone raggiungono la nave Madleen per salpare alla volta di Gaza, mentre la folla sulla banchina acclama e sventola bandiere in segno di solidarietà, il 1° giugno 2025 a Catania, Italia [Fabrizio Villa/Getty]

La Freedom Flotilla Coalition (FFC) ha annunciato l’avvio di una nuova missione internazionale, che prevede tappe in porti europei prima del tentativo di raggiungere le coste di Gaza nel mese di ottobre.

In una nota, la coalizione ha dichiarato che la missione, volta a “sfidare il blocco illegale e letale imposto da Israele a Gaza”, proseguirà nonostante le violenze perpetrate dalle forze israeliane ai danni di volontari e attivisti della flottiglia, tra cui casi documentati di gravi percosse, ripetuti utilizzi di taser e aggressioni sessuali. Continue reading

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Chi era Samah Al-Khalidi, la madre di Gaza che ha imbracciato le armi per difendere la sua famiglia

https://www.palestinechronicle.com/
4 settembre 2026 

Nei giorni precedenti la sua morte, Samah al-Khalidi si stava preparando per il matrimonio del figlio. I suoi ultimi istanti si sono trasformati in una disperata difesa della propria famiglia.

Samah al-Khalidi è stata uccisa durante un’operazione speciale israeliana nella zona occidentale di Gaza City. (Foto: QNN)

Principali sviluppi
– Samah al-Khalidi è stata uccisa durante un’operazione speciale israeliana nella zona occidentale di Gaza City, che ha causato il ferimento dei suoi figli e la cattura del marito.
– Secondo la famiglia, la donna ha preso il fucile del figlio ferito e ha aperto il fuoco contro le forze infiltratesi, mentre queste tentavano di raggiungere il marito ferito.
– Solo pochi giorni prima, la madre di tre figli si stava preparando a festeggiare le nozze del figlio più giovane; la famiglia si è invece riunita per il suo funerale.
Una madre che si preparava a un matrimonio
Nei giorni precedenti la sua uccisione, Samah al-Arabeed al-Khalidi – nota in famiglia come Umm Muhammad – si stava preparando per il matrimonio del suo terzo figlio, Obaida. Nonostante la precaria situazione di sicurezza a Gaza, Samah desiderava avere la famiglia accanto a sé. Continue reading

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La Freedom Flotilla annuncia una nuova missione a Gaza per ottobre.

3 settembre 2026

Freedom Flotilla announces new mission to Gaza in October – Middle East Monitor

Alcune persone si radunano attorno alla “Handala”, nave della Freedom Flotilla, in vista della sua partenza per Gaza presso un porto di Siracusa, in Sicilia (Italia meridionale), il 13 luglio 2025. [Foto di GIOVANNI ISOLINO/AFP via Getty Images]

Mercoledì, gli organizzatori della Freedom Flotilla Coalition hanno annunciato i piani per una nuova missione marittima volta a raggiungere la Striscia di Gaza nel mese di ottobre.

Secondo gli organizzatori, le imbarcazioni partecipanti faranno scalo in Spagna, Portogallo e Italia prima di proseguire verso Gaza.

La coalizione ha dichiarato che la missione mira a contestare le restrizioni imposte da Israele all’accesso marittimo a Gaza e a esercitare pressioni a livello internazionale affinché la politica israeliana nei confronti dell’enclave venga modificata.

Tra le precedenti iniziative della coalizione figura il viaggio della *Handala II*, che ha navigato in Scandinavia nei mesi di giugno e luglio, facendo tappa in porti di Norvegia, Svezia e Danimarca.

Un’altra imbarcazione, la *Kite*, è ​​partita da Bristol (Regno Unito) e ha fatto scalo in Irlanda, Germania e Francia nell’ambito delle attività di sensibilizzazione della coalizione. Continue reading

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Israele uccide tre palestinesi e costringe l’ospedale Kamal Adwan a sospendere i lavori

L’esercito israeliano ha raggiunto i pressi dell’ospedale Kamal Adwan, costringendo la struttura a sospendere le operazioni. (Foto: Ripresa video)

Israele uccide tre palestinesi, costringe l’ospedale Kamal Adwan a sospendere i lavori – Palestine Chronicle 

Dello staff del Palestine Chronicle

Le forze di occupazione israeliane hanno ucciso tre palestinesi, tra cui un bambino di 13 anni, mentre gli attacchi e le avanzate militari continuavano giovedì nella Striscia di Gaza.

Sviluppi chiave

  • Due palestinesi, tra cui Aed Muhammad Salama, 13 anni, sono stati uccisi quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui civili a Beit Lahia.
  • Un attacco di drone israeliano ha ucciso un altro palestinese e ferito diversi altri, alcuni gravemente, nel quartiere Rimal di Gaza.
  • L’ospedale Kamal Adwan ha sospeso le operazioni dopo che veicoli militari israeliani si sono avvicinati alle sue vicinanze e hanno aperto il fuoco diretto intorno alla struttura.

Due morti a Beit Lahia, ospedale sospende i lavori

Due palestinesi, tra cui un bambino di 13 anni, sono stati uccisi e altri feriti giovedì quando le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco sui civili dopo che veicoli militari sono entrati a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale.

Fonti mediche hanno identificato i morti come Hisham Hani Subh e Aed Muhammad Salama, 13 anni.

Secondo Quds News Network (QNN), veicoli militari israeliani avanzarono verso l’area intorno alla moschea di Al-Ribat mentre un intenso fuoco d’arma da fuoco colpiva i palestinesi vicino alla scuola Khalifa.

L’avanzata militare raggiunse anche i pressi dell’ospedale Kamal Adwan, costringendo la struttura a sospendere le operazioni. L’amministrazione ospedaliera ha dichiarato che i servizi medici sarebbero stati sospesi per un giorno per proteggere il personale medico, i pazienti e i visitatori dopo l’avanzata delle forze israeliane nell’area circostante. Continue reading

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Israele prende di mira il sistema scolastico di Gerusalemme per cancellare l’identità palestinese: lo afferma il Ministero dell’Istruzione palestinese.

https://www.middleeastmonitor.com/

Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore palestinese ha avvertito martedì che Israele sta prendendo di mira sistematicamente l’istruzione a Gerusalemme Est occupata per “cancellare l’identità nazionale”, anche imponendo il proprio curriculum e impedendo agli insegnanti di accedere alle scuole, secondo quanto riportato da Anadolu.

Una vista da una scuola privata palestinese vuota dopo lo sciopero indetto dagli istituti scolastici di Gerusalemme Est il 1° settembre 2026. [Mostafa Alkharouf – Anadolu Agency]

Lunedì, il Governatorato palestinese di Gerusalemme ha avvertito che, con l’inizio dell’anno scolastico martedì, Israele avrebbe iniziato a imporre il curriculum israeliano a oltre 45.000 studenti palestinesi di prima e settima elementare nelle scuole gestite dal comune israeliano di Gerusalemme.

Martedì, diverse scuole private di Gerusalemme, comprese scuole cristiane, hanno scioperato all’inizio del nuovo anno scolastico, protestando contro il mancato rilascio di permessi d’ingresso da parte delle autorità israeliane agli insegnanti provenienti dalla Cisgiordania che lavorano in tali istituti.

In una dichiarazione, il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore palestinese ha affermato che gli sviluppi relativi alle pratiche israeliane contro l’istruzione a Gerusalemme fanno parte di una campagna “sistematica e continua” contro il processo educativo. Continue reading

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Il mito dei medici arabi d’Israele

The myth of Israel’s Arab doctors

Celebrati come prova del liberalismo israeliano e vilipesi dalla destra, i medici palestinesi in realtà vengono silenziosamente esclusi dalla professione.

ByBaker ZoubiAugust 31, 2026

Personale medico al livello sotterraneo dell’Ospedale Rambam a Haifa, 2 settembre 2024. (Chaim Goldberg/Flash90)

Nelle ultime settimane, i membri arabi del personale nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale Rambam, nella città settentrionale di Haifa in Israele, si sono ritrovati al centro di un attacco pubblico. I parenti dei soldati israeliani feriti in Libano e curati nell’ospedale hanno accusato il personale “parlante arabo” di malpratica, sostenendo che avesse privato i loro cari dell’acqua e li avesse trattati in modo brusco. La rete televisiva più seguita in Israele, Channel 12, ha amplificato le accuse, e subito è scoppiato un putiferio.

L’amministrazione del Rambam ha indagato sul reclamo e l’ha ritenuto infondato. Ma i fatti contavano poco per la destra israeliana, che ha usato l’incidente per intensificare una campagna contro la presenza significativa di professionisti medici arabi nel sistema sanitario israeliano.

Osnat Mark, ex deputata del Likud, ha detto in un’intervista al canale 14, filo-Netanyahu, che Israele aveva bisogno di “giudaizzare” la professione medica. “Entro negli ospedali e sembra di essere a Ramallah,” ha esclamato.

Il deputato del Likud Moshe Saada ha fatto campagna contro quella che descrive come “azione affermativa” a favore dei medici arabi, sostenendo che se sua figlia volesse studiare medicina, “Fatma di Umm Al-Fahm” (una città araba vicino a Haifa) verrebbe preferita a lei. Dopo le notizie su Rambam, questo tipo di retorica si è solo intensificata.

C’è stata anche una forte reazione contro l’incitamento. Dopo l’incidente, attivisti ebrei di sinistra e palestinesi hanno distribuito fiori ai membri dello staff del Rambam, mentre oltre 32.000 persone hanno firmato una campagna a loro sostegno. Sindacati medici e organizzazioni professionali hanno condannato gli attacchi.

Moshe Bar Siman-Tov, direttore generale del Ministero della Salute, ha visitato l’ospedale e ha offerto al personale il suo pieno supporto. Il “discorso razzista” rivolto ai dipendenti arabi era “inaccettabile”, ha detto, aggiungendo che “lavorare insieme nel sistema sanitario non è una necessità cui siamo costretti, ma un valore e una fonte di resilienza e professionalità.”

Espressioni di solidarietà come queste sono importanti. Ma affrontano solo la parte più visibile del problema.

Mentre i politici si scagliano contro i medici arabi accusandoli di prendere posti dai laureati ebrei negli ospedali israeliani, i dati raccontano una storia molto diversa: migliaia di medici arabi che hanno completato la facoltà di medicina, superato gli esami di abilitazione e terminato il tirocinio non riescono a trovare lavoro negli ospedali e nelle cliniche israeliane. In altre parole, gli sforzi per ridurre la presenza dei medici arabi potrebbero già avere successo — senza alcuna politica ufficiale in tal senso.

Nemmeno la presenza di medici arabi negli ospedali israeliani si traduce in un accesso paritario al potere. Secondo un ricorso presentato dal Mossawa Center alla Corte Suprema, i cittadini palestinesi costituivano il 22% dei dipendenti del Ministero della Salute ad aprile 2025 — la proporzione più alta tra tutti i ministeri governativi, pur essendo circa pari alla loro proporzione nella popolazione generale — ma detenevano solo circa il 3% delle posizioni dirigenziali. Continue reading

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L’esercito israeliano apre il fuoco contro un veicolo palestinese a Nablus, nella Cisgiordania occupata.

31 agosto 2026, di Awad Rjoob and Tarek Chouiref

Israeli army opens fire on Palestinian vehicle in Nablus, occupied West Bank

Le forze speciali prendono di mira un’auto con a bordo diversi giovani e intimano la resa ad uno di loro.

RAMALLAH, Palestina / ISTANBUL

Secondo i media palestinesi, le forze israeliane hanno aperto il fuoco lunedì mattina contro un veicolo palestinese che trasportava diversi giovani durante un raid nella città di Nablus, in Cisgiordania occupata.

L’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA ha riferito che le forze speciali israeliane hanno aperto il fuoco contro il veicolo vicino allo stadio municipale e hanno intimato a uno degli occupanti di arrendersi.

L’agenzia ha anche segnalato possibili vittime, senza fornire ulteriori dettagli. Continue reading

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“Minimo indispensabile”: Ben-Gvir fa irruzione nelle celle delle detenute palestinesi

https://www.palestinechronicle.com/
 30 agosto 2026

Itamar Ben-Gvir si è filmato all’interno di una sezione del carcere femminile palestinese, vantandosi di aver ridotto le condizioni di detenzione al minimo indispensabile.

Itamar Ben-Gvir si è filmato all’interno di una sezione del carcere femminile palestinese. (Foto: tratta da un video)

Sviluppi principali
– Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è entrato in una sezione del carcere femminile palestinese e ha pubblicato il filmato dell’incontro.

– Una donna palestinese lo ha affrontato riguardo alle ripetute irruzioni, alla mancanza di acqua potabile, al diniego di docce, all’assistenza medica inadeguata e alla carenza di beni di prima necessità.

– Il Circolo dei Prigionieri Palestinesi ha condannato le riprese e la pubblicazione del filmato, definendolo un attacco alla loro dignità umana. Continue reading

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Fino a 3.000 palestinesi scomparsi forzatamente a Gaza, dice un gruppo per i diritti

Up to 3,000 Palestinians Forcibly Disappeared in Gaza, Rights Group Says – Palestine Chronicle

August 29, 2026  By Palestine Chronicle Staff

I lavoratori della Protezione Civile di Gaza cercano corpi sotto le macerie di una casa distrutta a Gaza City in mezzo a gravi carenze di attrezzature. (Foto: Quds News Network)

Fino a 3.000 palestinesi sono scomparsi forzatamente a Gaza, mentre migliaia di altri restano sotto le macerie, secondo un nuovo studio.

Sviluppi principali

  • Il Centro Palestinese per le Persone Scomparse e Forzatamente Scomparse stima che tra 2.500 e 3.000 palestinesi abbiano subito una scomparsa forzata dall’inizio della guerra.
  • Il suo studio ha documentato sparizioni durante raid israeliani, sfollamenti, passaggi attraverso posti di blocco militari e tentativi dei palestinesi di procurarsi cibo o tornare a casa.
  • Il centro stima che altre 4.000-5.000 persone siano ancora sotto le macerie di Gaza, mentre il numero complessivo di vittime palestinesi ha raggiunto 73.449.

Migliaia di persone scomparse con la forza

Si stima che tra i 2.500 e i 3.000 palestinesi siano stati soggetti a sparizione forzata nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra genocida di Israele, secondo un nuovo studio del Centro Palestinese per le Persone Scomparse e Forzatamente Scomparse.

Pubblicato in occasione della Giornata Internazionale delle Vittime delle Sparizioni Forzate, lo studio ha esaminato 317 casi documentati per identificare modelli ricorrenti nelle circostanze e nei luoghi in cui i palestinesi sono scomparsi.

Il centro ha sottolineato che il campione non rappresenta il numero totale dei palestinesi scomparsi a Gaza, ma fornisce un’indicazione dei modelli più ampi legati alla loro scomparsa. Continue reading

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