Il razzismo è al centro di Israele

25 agosto 2021 | Dr Belal Yasin

https://www.middleeastmonitor.com/20210825-racism-is-at-the-very-heart-of-israel/

Palestinesi mostrano striscioni durante una protesta contro le restrizioni israeliane a Hebron, Cisgiordania, 28 agosto 2017 [Mamoun Wazwaz/Anadolu Agency]

Molte organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani hanno confermato che Israele impone un regime razzista – di apartheid – che opprime i palestinesi. Questo regime nega loro i diritti fondamentali e li espone a ripetuti attacchi da parte di coloni ebrei illegali, il che aumenta la tensione nei territori palestinesi occupati e all’interno dello stesso Israele. I palestinesi continuano ad essere picchiati, uccisi e sfollati con la forza.

Il 9 maggio le autorità israeliane hanno cercato di impedire a migliaia di palestinesi che vivono nei territori palestinesi occupati nel 1948 – sono cittadini israeliani – di raggiungere la moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme occupata, per commemorare la ventisettesima notte del mese sacro del Ramadan, che è una notte sacra per tutti i musulmani.
Sono seguite proteste di massa e i coloni sionisti non hanno esitato ad attaccare i palestinesi con proiettili veri e bombe a mano. Il governo israeliano incoraggia una politica di “divide et impera”, mettendo un gruppo etnico contro un altro. Anche in questo caso la polizia israeliana ha arrestato più di 500 palestinesi, ma non i coloni, completamente armati e pericolosi. Nessuno di loro è stato arrestato.
Se non altro, questa è stata un’indicazione del razzismo istituzionalizzato delle autorità israeliane contro i propri cittadini palestinesi.

Chi sono i cittadini arabi palestinesi di Israele?
Sebbene i terroristi sionisti abbiano spostato più di 800.000 palestinesi dalle loro case nel 1948, un certo numero di palestinesi è rimasto nelle città occupate di quello che oggi è chiamato Israele. Secondo l’Israel Central Bureau of Statistics (CBS), nel 2019 il numero di palestinesi residenti nel territorio occupato nel 1948 è di circa 2 milioni, un quinto della popolazione dello stato di occupazione. Vivono principalmente in Galilea, nel Negev e nel “Triangolo”, città e villaggi arabi adiacenti alla Linea Verde (armistizio del 1949) tra Israele e la Cisgiordania occupata.

Forme di razzismo
Sebbene i palestinesi nei territori palestinesi occupati nel 1948 abbiano la cittadinanza israeliana, devono affrontare il razzismo istituzionale. Non sono considerati o trattati alla pari in nessun aspetto della vita. Decine di leggi sono state emanate per rafforzare questo razzismo, in particolare:

  • La legge sullo stato-nazione ebraico, che limita il diritto all’autodeterminazione ai soli ebrei all’interno del sedicente stato ebraico. I cittadini musulmani e cristiani non hanno tale diritto.
  • La legge sulla cittadinanza israeliana, che afferma che ogni ebreo diventa cittadino israeliano nel momento in cui mette piede sul suolo israeliano, non importa da dove provenga nel mondo. Questa legge esclude i palestinesi dal loro legittimo diritto di tornare in patria. I cittadini palestinesi non hanno gli stessi diritti dei cittadini ebrei.
    Non solo le autorità israeliane hanno emanato leggi razziste contro i palestinesi, ma anche funzionari statali rilasciano dichiarazioni che riguardano direttamente i palestinesi arabi e le loro vite, e incitano i coloni contro di loro. Il numero di attacchi contro i palestinesi è aumentato di conseguenza.

Più di 1.700 cittadini palestinesi in Israele sono stati uccisi tra il 2000 e il 2020. Le autorità di occupazione israeliane si sono astenute dal condurre qualsiasi indagine, il che ci porta a chiederci come la polizia israeliana possa arrestare gli autori di crimini contro i coloni ebrei spesso entro le 24 ore, mentre si rifiuta di indagare o anche solo di occuparsi di crimini commessi contro i palestinesi, crimini i cui autori sono poi solitamente registrati come “persone sconosciute”.

Nel suo rapporto del 15 marzo 2017, la Commissione sociale ed economica delle Nazioni Unite per l’Asia occidentale (ESCWA) ha risposto a questa domanda, sottolineando che le autorità israeliane hanno instaurato un regime di apartheid che domina l’intero popolo palestinese. I fatti e le prove dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che Israele è colpevole del crimine di apartheid, come definito dal diritto internazionale.

Human Rights Watch ha anche accusato Israele-stato-di-apartheid nel suo rapporto del 27 aprile di quest’anno. Ha accusato lo stato di aver commesso due crimini contro l’umanità, perseguendo una politica di apartheid e persecuzione contro i cittadini arabi di Israele e gli abitanti dei territori palestinesi occupati nel 1967.

Secondo i fatti confermati dall’ONU e da altri rapporti, le autorità israeliane praticano le peggiori forme di razzismo contro il popolo palestinese residente nei territori palestinesi occupati nel 1948. Ciò rafforza la tensione continua e aumenta la possibilità di violenza. L’ONU e i suoi Stati membri sono legalmente obbligati a intraprendere un’azione urgente per porre fine a tutte le forme di apartheid e ad adottare misure appropriate contro il colpevole. Il razzismo è al centro di Israele, la sua impunità deve finire.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore e non riflettono necessariamente la politica editoriale di Middle East Monitor.

 

 

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