Cresce la repressione coloniale nella Valle del Giordano

https://palsolidarity.org/

21 Ottobre 2023 | International Solidarity Movement | Jordan Valley

Siamo arrivati nella Jordan Valley, continui racconti di comunità espulse con la forza. Dopo che Ayman ci raccoglie, passiamo da casa sua, un paesino poco distante da Tubas, e poi dovremmo fare la strada più corta per scendere verso altri villaggi.

Check point militari in Jordan Valley.

Ci fermiamo con un camionista che sta caricando acqua per la sua comunità. Qui siamo in area B, i palestinesi dovrebbero essere liberi di coltivare, ci sono serre e terreni a ortaggi, ma al passaggio verso la zona C incontriamo il check point. Il camionista con l’acqua ci aveva annunciato che lo tengono fermo due ore quasi ogni volta che passa. Intanto tocca a noi.

Documenti di tutti e quattro. Attesa. A un certo punto un soldato torna e mi chiede una carta di identità oltre al passaporto (boh?). Poi finalmente, tre possiamo passare, ma Ayman no. Torniamo indietro a smaltire la rabbia da un pastore che ci fa il caffè. Viene fuori che c’è in giro una foto di Ayman con un fratello sospettato di resistenza. “E va beh, giri dalla collina come faccio con il trattore”. Così facciamo, poi ancora su sterrato fino a sbucare sulla strada di fondo valle. E ad una comunità con grandi coltivazioni, serre. Ritrovo Rashed con cui ero stato 12 anni fa. Mi chiede se tornerò a spiegargli la potatura degli ulivi…. Intanto ecco cosa ha fatto l’occupazione, dopo il 7 ottobre:

Tutti i posti di blocco militari saranno chiusi e ai palestinesi sarà vietato l’ingresso nella Valle del Giordano. Verranno identificati i residenti della Cisgiordania che non risiedono nella Valle del Giordano.

Ai residenti della Valle del Giordano viene impedito di spostarsi. A volte i posti di blocco sono completamente chiusi, impedendo l’ingresso o l’uscita.

Inoltre non c’è benzina o diesel.

È vietata qualsiasi attività di solidarietà. Si è verificata un’attività a Khirbet Atuf, nel nord della Valle del Giordano, che è stata affrontata dalle forze dell’esercito di occupazione con sparatorie, che hanno provocato il martirio del giovane, Muhammad Ahmad Bsharat, e più di 20 feriti.

Anche ai residenti della Valle del Giordano e alle comunità beduine è vietato spostarsi dopo le 17:00

Ci sono più di 10 comunità e villaggi che non possono ottenere acqua a causa delle chiusure e della politica di privazione dell’acqua.

I coloni hanno approfittato anche del sostegno del ministro Ben Kvir e dello stato di emergenza e hanno iniziato a sfollarli. Due famiglie sono state sfollate dalla Valle del Giordano

La famiglia di Tariq Hamid di Khirbet Samra e la famiglia di Nimr Abu Alaya di Khirbet Al Farisiya

E altre famiglie. I coloni inoltre attaccano, intimidiscono e distruggono le proprietà private dei residenti nella Valle del Giordano e confiscano alcune terre.

C’era una collina che era condivisa, ebbene hanno finito con la forza l’espulsione dei palestinesi. Siamo andati a vedere beduini a cui hanno recentemente realizzato un outpost proprio a poche centinaia di metri di distanza e proprio sopra la loro testa. Quanto ci metteranno a mandarli via?

Queues at military checkpoint, Jordan Valley. Credit to Jordan Valley activists.

Check point con lunga attesa per scendere sulla strada statale di fondo valle. Ma da noi si accontenta dell’ ID dei due palestinesi, un’occhiata e via.

Ahmed ha un pezzo di terra che ricade parte in area A e parte in area C. Ebbene sul lato A ha casa e coltivazione di palme. Sul lato C adiacente, stava piantando banane, aveva scassato il terreno aveva messo l’irrigazione, aveva cominciato a piantare le banane. Niente, l’esercito ha rotto tutto, ha estirpato il poco iniziato, in area C non si può coltivare, neanche se la terra è tua. Ma un poco più in là si vede una bella coltivazione di mango. Là sono i coloni, su terra rubata, semplicemente presa appropriandosene con l’appoggio dell’esercito e così si può coltivare!

E ieri o forse oggi, lo scavo è freschissimo, stanno scavando una trincea, hanno rotto tubi dell’acqua, che ora si perde a riempire la trincea. Sembra che stanno facendo una striscia scavata larga 15 o 20 metri a separazione tra le due aree A e C, come una terra di nessuno, con la chiara intenzione di tenere fuori i palestinesi, e lasciare che man mano i coloni subentrino. C’è rabbia, senso di impotenza, arrivano altri, c’è chi parla di prendere una ruspa e richiudere la trincea, ma c’è paura.

Insomma fino a che uno prova da solo a far valere il suo diritto di piantare, l’esercito lo ferma. Ma se tutti coltivassero, è sempre terra palestinese, sarebbe diverso. Mancano proprietari, forse sono lontani e gli importa poco, allora che ci siano affittuari, purché si coltivi tutto. Coltivare, coltivare, come fa Hafez a Twani, è l’unico modo di affermare la proprietà della terra.

NB in Palestina non si chiama Valle del Giordano ma  Al Ahuad

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