21 agosto 2026, di Diana Khwaelid
Returned But Never Came Back – ISM
Sinjil Town – Ramallah
Il giovane martire Salim Faqha è stato finalmente rilasciato dalla detenzione, ma solo nel suo corpo senza vita. Dopo gli sforzi compiuti dalla Protezione Civile Palestinese, in coordinamento con le autorità israeliane, per recuperare il corpo del sedicenne Salim Faqha dalla città di Sinjil, a nord di Ramallah, la salma è stata finalmente restituita. Le forze israeliane avevano ucciso Salim il 16 marzo, mentre si trovava vicino alla periferia della sua città natale, e da allora il suo corpo era stato trattenuto.
La sua famiglia ha ricevuto la salma il 20 agosto, dopo che era stata trattenuta per cinque mesi consecutivi. La famiglia e gli abitanti di Sinjil hanno finalmente potuto organizzare e celebrare un funerale degno di lui e dargli l’ultimo saluto. Un profondo dolore e tristezza hanno avvolto la famiglia mentre diceva addio a Salim, che aveva solo sedici anni.
L’occupazione israeliana gli ha portato via le aspirazioni e la giovinezza, uccidendolo a sangue freddo. Durante il suo corteo funebre, gli abitanti della città hanno intonato slogan esprimendo la loro resilienza, la loro rabbia e il loro dolore.
Secondo il Ministero della Salute palestinese e l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), almeno 16 bambini palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata dall’inizio del 2026.
Per quanto tempo ancora l’occupazione israeliana continuerà a uccidere ed eliminare i palestinesi, compresi bambini e giovani?


