{"id":14159,"date":"2020-10-27T16:55:13","date_gmt":"2020-10-27T15:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=14159"},"modified":"2020-10-27T16:55:13","modified_gmt":"2020-10-27T15:55:13","slug":"cosa-ha-israele-contro-il-cantante-palestinese-mohammed-assaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2020\/10\/27\/cosa-ha-israele-contro-il-cantante-palestinese-mohammed-assaf\/","title":{"rendered":"Cosa ha Israele contro il cantante palestinese Mohammed Assaf?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20201027-what-does-israel-have-against-palestinian-singer-mohammed-assaf\/\">https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/<\/a><br \/>\n<strong>27 ottobre 2020<\/strong>\u00a0 \u00a0\u00a0<em>Ramzy Baroud<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 Israele odia il cantante palestinese Mohammed Assaf?<\/p>\n<p>Il 16 ottobre, Avi Dichter, parlamentare israeliano del partito di destra Likud, ha annunciato la revoca del permesso speciale di Assaf per entrare nella Cisgiordania palestinese occupata.<a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2020\/10\/27\/cosa-ha-israele-contro-il-cantante-palestinese-mohammed-assaf\/mohammed-assaf\/\" rel=\"attachment wp-att-14160\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-14160\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mohammed-Assaf-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mohammed-Assaf-300x200.jpg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mohammed-Assaf-768x512.jpg 768w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mohammed-Assaf-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mohammed-Assaf.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Assaf, originario di Gaza, ora vive con la sua famiglia negli Emirati Arabi Uniti. Ha raggiunto la celebrit\u00e0 nel 2013, quando ha vinto il concorso di canto &#8220;Arab Idol&#8221;. La sua canzone vincente, &#8220;Raise your Keffiyeh&#8221;, ha rappresentato un raro momento di unit\u00e0 tra tutte le comunit\u00e0 palestinesi ovunque. Mentre il pubblico, i giudici e milioni di arabi hanno ballato insieme quando Mohammed \u00e8 salito al centro della scena a Beirut, la cultura palestinese, ancora una volta, ha dimostrato il suo significato come strumento politico che non pu\u00f2 essere ignorato.<!--more--><\/p>\n<p>Da allora, Mohammed ha cantato di tutto ci\u00f2 che \u00e8 palestinese: dalla Nakba &#8211; la catastrofica perdita della patria palestinese &#8211; all&#8217;Intifada, al dolore di Gaza a ogni simbolo culturale palestinese che ci sia.<\/p>\n<p>Assaf \u00e8 nato e cresciuto nella Striscia di Gaza. Qui ha vissuto in prima persona l&#8217;occupazione militare israeliana, diverse guerre israeliane mortali e, ovviamente, l&#8217;assedio in corso. Entrambi i suoi genitori sono rifugiati, sua madre di Beit Daras e suo padre di Beir Saba &#8220;. La capacit\u00e0 del giovane di superare la dolorosa eredit\u00e0 della sua famiglia, pur rimanendo fedele ai valori culturali della sua societ\u00e0, \u00e8 degna di molte riflessioni e lodi.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio di Dichter secondo cui ad Assaf sarebbe stato impedito di tornare in patria non \u00e8 cos\u00ec oltraggioso come potrebbe sembrare. La guerra di Israele alla cultura palestinese \u00e8 vecchia quanto Israele stesso.<\/p>\n<p>Negli ultimi sette decenni, Israele ha dimostrato la sua capacit\u00e0 di sconfiggere i palestinesi e anche interi eserciti arabi. Inoltre, Israele, con l&#8217;aiuto dei suoi benefattori occidentali, \u00e8 riuscito a dividere i palestinesi in gruppi rivali, abbattendo ogni parvenza di unit\u00e0 araba sulla Palestina.<\/p>\n<p>Anche geograficamente, i palestinesi erano divisi e isolati in numerosi piccoli angoli nella speranza che ogni collettivo alla fine sviluppasse un diverso insieme di aspirazioni basate su priorit\u00e0 politiche completamente diverse. Di conseguenza, i palestinesi sono stati rinchiusi nella Gaza assediata, in zone segregate in Cisgiordania, a Gerusalemme est, in comunit\u00e0 economicamente emarginate all&#8217;interno di Israele e nella &#8220;shataat&#8221; &#8211; diaspora.<\/p>\n<p>Persino i palestinesi della diaspora, alcuni sono rifugiati pi\u00f9 volte, sono sopravvissuti in ambienti politici, sui quali esercitano un controllo molto limitato. I palestinesi dell&#8217;Iraq, ad esempio, si sono trovati in fuga all&#8217;inizio dell&#8217;invasione americana di quel paese nel 2003; lo stesso \u00e8 accaduto in Libano prima; in Siria pi\u00f9 tardi, ecc.<\/p>\n<p>Gli incessanti tentativi di Israele di distruggere la Palestina, in tutte le sue rappresentazioni, sono passati dalla sfera materiale a quella virtuale, spingendo a censurare le voci palestinesi sui social media, rimuovendo il riferimento alla Palestina da Google Maps e persino dai menu delle compagnie aeree.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo \u00e8 stato casuale, ovviamente, poich\u00e9 i leader israeliani hanno capito che la distruzione della Palestina tangibile e reale doveva essere accompagnata dalla distruzione dell&#8217;idea palestinese &#8211; l&#8217;insieme di valori culturali e politici che conferiscono alla Palestina la sua coesione e continuit\u00e0 nella mente di tutti i palestinesi, ovunque si trovino.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la cultura si basa su una miriade di forme di espressione, Israele ha dedicato molte energie e risorse all&#8217;eliminazione delle espressioni culturali palestinesi che consentono alla Palestina di esistere nonostante la divisione politica, la disunit\u00e0 araba e la frammentazione geografica.<\/p>\n<p>Ci sono numerosi esempi che dimostrano ampiamente l&#8217;ossessione ufficiale di Israele per la sconfitta della cultura palestinese. Come se la cancellazione fisica dei palestinesi nel 1948 non fosse sufficiente, i funzionari israeliani escogitano costantemente nuovi modi per cancellare qualunque simbolo della cultura palestinese e araba che rimane al suo posto.<\/p>\n<p>Nel 2009, ad esempio, il governo di destra israeliano ha iniziato il processo di modifica dei nomi di migliaia di segnali stradali dall&#8217;arabo all&#8217;ebraico. Nel 2018, la legge sullo Stato-nazione apertamente razzista ha degradato del tutto lo status della lingua araba.<\/p>\n<p>Ma questi esempi non sono certo l&#8217;inizio della guerra israeliana volta a deturpare la cultura palestinese. I fondatori di Israele erano consapevoli del pericolo rappresentato dalla cultura palestinese in termini di capacit\u00e0 di unificare il popolo palestinese, subito dopo la pulizia etnica di quasi due terzi della popolazione palestinese dalla loro storica patria<\/p>\n<p>In una lettera ufficiale inviata al primo ministro dell&#8217;Interno israeliano, Yitzhak Gruenbaum, quest&#8217;ultimo \u00e8 stato incaricato di scambiare i nomi dei villaggi e delle regioni palestinesi appena spopolati con alternative ebraiche.<\/p>\n<p>&#8220;I nomi convenzionali dovrebbero essere sostituiti da quelli nuovi &#8230; poich\u00e9, in attesa di rinnovare i nostri giorni come un tempo e vivere la vita di un popolo sano che \u00e8 radicato nel suolo del nostro paese, dobbiamo iniziare nella fondamentale ebraicizzazione della nostro mappa del paese \u201d, diceva una parte della lettera.<\/p>\n<p>Subito dopo, una commissione governativa \u00e8 stata costituita e gli \u00e8 stato affidato il compito di rinominare tutto ci\u00f2 che era arabo palestinese.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra lettera scritta nell&#8217;agosto 1957 da un funzionario del ministero degli Esteri israeliano esortava il Dipartimento israeliano delle antichit\u00e0 ad accelerare la distruzione delle case palestinesi conquistate durante la Nakba. &#8220;Le rovine dei villaggi arabi e dei quartieri arabi, o i gruppi di edifici rimasti vuoti dal 1948, spingono a dure associazioni che causano notevoli danni politici&#8221;, ha scritto. &#8220;Dovrebbero essere rimossi.&#8221;<\/p>\n<p>Per Israele, cancellare la Palestina e scrivere al popolo palestinese la storia della propria patria \u00e8 sempre stato uno sforzo strategico.<\/p>\n<p>Avanti veloce fino ad oggi, la macchina ufficiale israeliana rimane dedicata alla stessa missione coloniale di un tempo. L&#8217;accordo firmato nel 2016 tra il governo israeliano e la piattaforma dei social media Facebook per porre fine all &#8216;&#8221;istigazione&#8221; online dei palestinesi fa parte della stessa missione: mettere a tacere la voce del popolo palestinese ad ogni costo.<\/p>\n<p>La cultura palestinese ha servito cos\u00ec bene la lotta del popolo palestinese. Nonostante l&#8217;occupazione israeliana e l&#8217;apartheid, ha dato ai palestinesi un senso di continuit\u00e0 e coesione, collegandoli tutti a un senso collettivo di identit\u00e0, che ruota sempre intorno alla Palestina.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio di Israele di impedire a un cantante palestinese di tornare, esibendosi cos\u00ec ad altri palestinesi sotto occupazione, dal punto di vista israeliano non \u00e8 affatto oltraggioso. \u00c8 un altro tentativo di interrompere il flusso naturale della cultura palestinese, che, nonostante la perdita della stessa Palestina, \u00e8 forte e reale come \u00e8 sempre stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/ 27 ottobre 2020\u00a0 \u00a0\u00a0Ramzy Baroud Perch\u00e9 Israele odia il cantante palestinese Mohammed Assaf? 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