{"id":1461,"date":"2012-11-02T21:27:42","date_gmt":"2012-11-02T21:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/?p=1461"},"modified":"2012-11-02T21:27:42","modified_gmt":"2012-11-02T21:27:42","slug":"violenza-a-nabi-saleh-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2012\/11\/02\/violenza-a-nabi-saleh-2\/","title":{"rendered":"Violenza a Nabi Saleh"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Mentre Amnesty International si appella pubblicamente per la liberazione di Bassem Tamimi, platealmente pluriarrestato in quanto pericoloso organizzatore di manifestazioni pacifiche, l\u2019esercito di occupazione a Nabi Saleh gli arresta il figlio quattordicenne, Wa\u2019ed. La madre, Narimal, corre verso i soldati che lo hanno preso, qualcuno va ad aiutarla, e altri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">quattro finiscono arrestati.<\/p>\n<div id=\"attachment_1462\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4913.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1462\" class=\"size-full wp-image-1462\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4913.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1462\" class=\"wp-caption-text\">fronteggiamento (foto Claudio Scalise)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fin dall\u2019inizio c\u2019era qualcosa che non andava: troppi soldati, non ne avevo mai visti cos\u00ec tanti, credo almeno cinquanta. Anzich\u00e9 scendere dalla strada principale, saliamo nell\u2019altra frazione del paese, verso la collina: i soldati sono gi\u00e0 in cima alla strada, e ci sparano lacrimogeni, molto prima che nessuno si immagini di tirare un sasso.<!--more-->Non c\u2019\u00e8 vento che disperda i lacrimogeni, bisogna spostarsi e aspettare un po\u2019. Torniamo sulla strada, di nuovo il megafono grida il no all\u2019occupazione: di nuovo lacrimogeni. Intanto si vede che anche dalla strada stanno salendo delle jeep, e dei soldati a piedi sotto il paese. Al terzo o quarto tentativo di salire verso la collina, decidono di lasciarci andare, fino ad arrivare al contatto con loro. Due jeep piene di soldati arrivano anche loro in cima alla collina. Il nostro gruppo anzich\u00e9 rimanere compatto si sfilaccia un po\u2019: partono i soldati di corsa, come se volessero acchiappare un p\u00f2 di manifestanti. Fuga precipitosa di un gruppo. I soldati abbandonano l\u2019inseguimento. Anzi lasciano che i fuggiaschi ritornino con il gruppo. Pian piano sono i soldati che cominciano la ritirata, scendendo dalla collina con molta lentezza. Il nostro gruppo tiene il contatto, per un po\u2019 sono le ragazzine, poi un gruppo di internazionali, sempre attaccati ai soldati in ritirata. Cos\u00ec questi non sparano mai lacrimogeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intanto dal lato del paese sta succedendo qualcosa: si vedono lanci di lacrimogeni tra le case e nell\u2019uliveto soprastante. Probabilmente stanno cercando dei ragazzi. Infatti \u00e8 cos\u00ec che viene preso Wa\u2019ed: un gruppo di soldati si era nascosto in una vecchia casa, e quando i ragazzi si sono avvicinati, sono saltati su Wa\u2019ed e lo hanno preso. Il nostro gruppo \u00e8 ormai a met\u00e0 della collina discendente, quando arriva la chiamata per Narimal: hanno preso tuo figlio! Lei si mette a correre per andare dove lo tengono e chiede di accompagnarla. La prima che si muove per andare con lei \u00e8 Eva, ragazza americana che \u00e8 stata con me a Sussya, poi altri. I soldati lasciano passare, ma poi decidono di punire chi \u00e8 l\u00e0 ad inveire contro di loro. Mentre la battaglia tace, il casino \u00e8 intorno alle jeep. Finisce che Eva, un israeliano e due fotografi, un francese e un israeliano, vengono arrestati e portati via, alla stazione di polizia dell\u2019insediamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intanto la battaglia \u00e8 ripresa, con un assalto di shebab verso i soldati che si ritirano. Come il solito questi tornano all\u2019attacco, con lacrimogeni, rubber bullets e abbiamo trovato anche bossoli di armi da guerra. Per\u00f2 non assistiamo a molti su e gi\u00f9. I soldati si ritirano presto alla loro torre all\u2019entrata, e non vengono pi\u00f9 attaccati che da sporadici lanci di pietre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Eva \u00e8 stata rilasciata di pomeriggio. Gli altri tre internazionali sono ancora alla polizia, ma in via di liberazione. Ancora sotto interrogatorio \u00e8 Wa\u2019ed. (Undici di sera, orario di Ramallah)<\/p>\n<div style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4944.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1466\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4944.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\"><\/dt>\n<\/dl>\n<div class=\"mceTemp mceIEcenter\">\n<dl>\n<dt><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4984.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1467\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_4984.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a> fronteggiamento (foto C. Scalise)<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_1468\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5061.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1468\" class=\"size-full wp-image-1468\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5061.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1468\" class=\"wp-caption-text\">soldati all&#8217;assalto (foto C. Scalise)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1469\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5236.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1469\" class=\"size-full wp-image-1469\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5236.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1469\" class=\"wp-caption-text\">gomma incendiaria (foto C. Scalise)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1470\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5269.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1470\" class=\"size-full wp-image-1470\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/11\/IMG_5269.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1470\" class=\"wp-caption-text\">lacrimogeno reso al mittente (foto C.Scalise)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Abu Sara dalla West Bank<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre Amnesty International si appella pubblicamente per la liberazione di Bassem Tamimi, platealmente pluriarrestato in quanto pericoloso organizzatore di manifestazioni pacifiche, l\u2019esercito di occupazione a Nabi Saleh gli arresta il figlio quattordicenne, Wa\u2019ed. 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