{"id":15005,"date":"2021-03-19T21:13:02","date_gmt":"2021-03-19T20:13:02","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=15005"},"modified":"2021-03-19T21:13:02","modified_gmt":"2021-03-19T20:13:02","slug":"la-guerra-di-israele-contro-le-menti-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2021\/03\/19\/la-guerra-di-israele-contro-le-menti-palestinesi\/","title":{"rendered":"La guerra di Israele contro le menti palestinesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20210319-israels-war-against-palestinian-minds\/\">https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/<\/a><br \/>\n<strong>19 marzo 2021 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/strong><em>Asa Winstanley<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una grave crisi di salute mentale in fermento nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza occupate da Israele. Uno studio pubblicato su una rivista medica nel 2014 fornisce la cifra triste e scioccante che ben un quarto degli adolescenti palestinesi che vivono in quei territori hanno tentato di togliersi la vita.<\/p>\n<div id=\"attachment_15006\" style=\"width: 507px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2021\/03\/19\/la-guerra-di-israele-contro-le-menti-palestinesi\/20210209_2_46779812_62343752-scaled\/\" rel=\"attachment wp-att-15006\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15006\" class=\" wp-image-15006\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210209_2_46779812_62343752-scaled-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"497\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210209_2_46779812_62343752-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210209_2_46779812_62343752-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210209_2_46779812_62343752-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210209_2_46779812_62343752-scaled-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15006\" class=\"wp-caption-text\">Una vista dell&#8217;ingresso di Rafah a Gaza il 9 febbraio 2021 [Ali jadallah \/ Agenzia Anadolu]<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una cifra pi\u00f9 alta rispetto ai paesi vicini. Le cause dell&#8217;idea di suicidio possono essere complesse, ma in questo caso possiamo tranquillamente affermare che il regime di apartheid di Israele \u00e8 il fattore prepotente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni successivi a quello studio, le cose sono solo peggiorate. Un numero crescente di persone uccise e ferite nelle successive offensive militari israeliane contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, insieme alla lunga e continua pulizia etnica condotta dallo stato ebraico suprematista, non pu\u00f2 fare altro che creare disperazione e un senso di disperazione. La crisi sembra particolarmente acuta nella Striscia di Gaza, un piccolo territorio costiero in cui due milioni di persone vivono in condizioni spesso spaventose a causa della brutalit\u00e0 israeliana.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La salute mentale \u00e8 un aspetto non denunciato della lunga guerra israeliana contro il popolo palestinese. Tuttavia, anche per i pochi fortunati che riescono a fuggire dalla prigione a cielo aperto che \u00e8 la Striscia di Gaza sotto l&#8217;assedio israelo-egiziano, l&#8217;incubo non finisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un articolo del giovane rifugiato palestinese Tamam Abusalama sul sito web di The Electronic Intifada questa settimana \u00e8 stato un controllo della realt\u00e0 che fa riflettere a questo proposito. In questo pezzo incredibilmente commovente, Tamam si \u00e8 aperta coraggiosamente sulla realt\u00e0 del suo trauma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l&#8217;assalto omicida di Israele del 2008-2009 contro la popolazione civile della Striscia di Gaza, la sua famiglia \u00e8 stata vicina alla morte in numerose occasioni. Nel pezzo ha spiegato come, ora vivendo in Belgio e sottoposta a terapia cognitivo comportamentale, abbia iniziato il lungo processo per cercare di affrontare il trauma che le \u00e8 stato imposto da Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Non importa quanto ci ho provato, non sono riuscita a sfuggire a quello che \u00e8 successo il primo giorno dell&#8217;operazione Piombo fuso&#8221;, ha scritto. &#8220;Il rumore degli elicotteri israeliani mi ronzava ancora in testa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tamam \u00e8 la sorella di Shahd Abusalama, un altro collaboratore di EI e uno scrittore palestinese e studente di dottorato che vive in Gran Bretagna. Ha raccontato che lei e sua sorella erano a scuola il primo giorno di quella sanguinosa offensiva contro Gaza, quando le forze israeliane hanno attaccato un sito nelle vicinanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Siamo scappati insieme dalla scuola ma ci siamo separati fuori. Per le strade, continuavo a chiamare Shahd ma non riuscivo a trovarla. Per fortuna, ci siamo presto riunite. Ma il pensiero che Shahd potesse essere ucciso quel giorno \u00e8 rimasto con me, da allora.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha continuato spiegando che gli orrori a cui ha assistito a Gaza non l&#8217;hanno abbandonata. &#8220;Ho spesso problemi a dormire. Quando mi addormento, ho spesso incubi. Sono regolarmente consumata dalla paura e dall&#8217;ansia. Mi sento insicura, instabile e insicura&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare di un trauma cos\u00ec orribile, anche a un terapeuta &#8211; figuriamoci raccontarlo al mondo scrivendone online &#8211; richiede un&#8217;enorme quantit\u00e0 di coraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tamam ha anche ricordato il giorno in cui \u00e8 stata costretta a fuggire a piedi nudi dalla loro casa &#8211; insieme a tutta la sua famiglia e ai loro vicini nello stesso condominio &#8211; a causa della minaccia israeliana di bombardare il loro edificio. Per fortuna, l&#8217;attacco non \u00e8 mai avvenuto e hanno continuato la loro vita nel miglior modo possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Ricevo flashback dei volti dei miei genitori quando ci \u00e8 stato detto di evacuare la nostra casa&#8221;, ha scritto. &#8220;Sembravano terrorizzati e impotenti, incapaci di adempiere al loro dovere fondamentale di proteggere i loro figli&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica israeliana di &#8220;bussare al tetto&#8221; &#8211; avvertire i palestinesi prima di ridurre le loro case in polvere facendo cadere proiettili non esplosivi sul tetto prima che seguano i bombardamenti aerei ad alto esplosivo &#8211; \u00e8 spesso dipinta dai media occidentali e dalla propaganda israeliana come una considerazione &#8220;umanitaria&#8221;. In realt\u00e0, fa parte del sistema israeliano, lungo generazioni, di intensi abusi mentali sull&#8217;intera popolazione palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Tamam, &#8220;la guerra psicologica di Israele \u00e8 diventata pi\u00f9 estrema dopo l&#8217;operazione Piombo fuso&#8221;. Nelle guerre del 2012 e 2014 contro Gaza, &#8220;le forze israeliane hanno telefonato ai palestinesi con messaggi ostili, hanno lanciato volantini con contenuti minacciosi dagli aerei e hanno interrotto i programmi radiofonici e televisivi palestinesi in modo che potessero trasmettere la propaganda israeliana&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il processo che sta attraversando con il suo terapeuta, ha scritto Tamam, \u00e8 arrivata alla consapevolezza che il suo trauma \u00e8 allo stesso tempo personale e il risultato di ci\u00f2 che i palestinesi hanno vissuto nel corso di molte generazioni. &#8220;Il mio trauma fa parte della memoria e della coscienza collettiva dei palestinesi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante altre espulsioni, massacri e ingiustizie saranno permesse a Israele di compiere prima che lo Stato coloniale sia finalmente chiamato a rendere conto dei suoi numerosi crimini? L&#8217;indagine della Corte penale internazionale &#8211; che Israele teme tanto &#8211; non potr\u00e0 arrivare abbastanza presto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/ 19 marzo 2021 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Asa Winstanley C&#8217;\u00e8 una grave crisi di salute mentale in fermento nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza occupate da Israele. 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