{"id":15398,"date":"2021-05-26T10:48:38","date_gmt":"2021-05-26T08:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=15398"},"modified":"2021-05-26T10:49:29","modified_gmt":"2021-05-26T08:49:29","slug":"il-mito-della-coesistenza-in-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2021\/05\/26\/il-mito-della-coesistenza-in-israele\/","title":{"rendered":"Il mito della coesistenza in Israele"},"content":{"rendered":"<p>25 maggio 2021 | Diana Buttu<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2021\/05\/25\/opinion\/israel-palestinian-citizens-racism-discrimination.html?referringSource=articleShare&amp;fbclid=IwAR09-xbxTBRpNKOVazmZJfM6KFkkfDv77MXgN-LZ8G11dEvJEShd4ZmaTI0\">https:\/\/www.nytimes.com\/2021\/05\/25\/opinion\/israel-palestinian-citizens-racism-discrimination.<\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_15399\" style=\"width: 468px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15399\" class=\" wp-image-15399\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-300x300.jpg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-150x150.jpg 150w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-768x768.jpg 768w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/25butto-superJumbo.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15399\" class=\"wp-caption-text\">Illustrazione di The New York Times \/ Fotografie via Getty<\/p><\/div>\n<p>Il Segretario di Stato Antony Blinken \u00e8 in visita in Israele e intende visitare la Cisgiordania nel tentativo di rafforzare il cessate il fuoco di venerd\u00ec, che ha fermato la campagna di bombardamenti israeliani a Gaza e gli attacchi missilistici di Hamas su Israele. Marted\u00ec, Blinken ha parlato a Gerusalemme della sua intenzione di &#8220;raccogliere sostegno internazionale&#8221; per aiutare Gaza e ricostruire ci\u00f2 che \u00e8 stato distrutto.<\/p>\n<p>Nonostante il cessate il fuoco, le proteste dei palestinesi a Gerusalemme e altrove sono continuate, la polizia israeliana ha arrestato decine di palestinesi in Cisgiordania e Gerusalemme est e i coloni israeliani hanno insistito nelle loro provocazioni.<\/p>\n<p>Le linee di frattura nella societ\u00e0 israeliana non sono mai state pi\u00f9 chiare e Gerusalemme rimane la polveriera che potrebbe accendere un altro incendio catastrofico, a meno che le cause sottostanti &#8211; l&#8217;occupazione israeliana dei territori palestinesi e le sue politiche altamente discriminatorie &#8211; non vengano affrontate.<!--more--><\/p>\n<p>Due settimane fa ero nella casa della mia famiglia ad Haifa, una citt\u00e0 nel nord di Israele dove vivono sia palestinesi che israeliani. Ho visto gruppi di giovani uomini che portavano bandiere israeliane e strumenti in ferro, gridando: &#8220;il popolo israeliano vive&#8221; e &#8220;morte agli arabi!&#8221;<br \/>\nMio padre ed io abbiamo visto in diretta televisiva una folla di uomini ebrei in un&#8217;altra citt\u00e0 mista, Lod, che chiedevano a un uomo se fosse arabo. Lo hanno tirato fuori dalla macchina e l&#8217;hanno picchiato. Alcuni cittadini palestinesi di Israele hanno sfogato la loro frustrazione e rabbia contro gli ebrei israeliani e i simboli dello stato ebraico che li opprime, bruciando una sinagoga a Lod.<\/p>\n<p>Haifa, la cui popolazione \u00e8 per l&#8217;85% ebraica e per il 15% palestinese, \u00e8 stata a lungo presentata insieme a Lod e ad altre citt\u00e0 miste in Israele come un modello di convivenza. Ecco perch\u00e9, nelle ultime settimane, la domanda \u00e8 stata ripetutamente posta: come potrebbero queste citt\u00e0 trasformarsi improvvisamente in luoghi di violenza di massa?<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che i cittadini palestinesi di Israele e la maggioranza ebraica del paese non sono mai coesistiti. Noi palestinesi che viviamo in Israele \u201csub-esistiamo\u201d, vivendo sotto un sistema di discriminazione e razzismo con leggi che sanciscono il nostro status di seconda classe e con politiche che assicurano che non saremo mai uguali.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un caso, \u00e8 stato progettato. La violenza contro i palestinesi in Israele, con il sostegno dello stato israeliano, cui abbiamo assistito nelle ultime settimane, era prevedibile.<\/p>\n<p>I cittadini palestinesi costituiscono circa il 20 per cento della popolazione israeliana. Siamo quelli che sono sopravvissuti alla &#8220;nakba&#8221;, la pulizia etnica della Palestina nel 1948, quando pi\u00f9 del 75 per cento della popolazione palestinese fu espulsa dalle loro case per far posto agli immigrati ebrei durante la fondazione di Israele.<br \/>\nMio padre era nel 25 per cento della popolazione palestinese rimasta. Aveva 9 anni quando \u00e8 stato costretto a lasciare la sua casa a Mujaydil, un villaggio palestinese vicino a Nazareth. Mio padre e la sua famiglia si sono trasferiti a Nazareth. Poich\u00e9 sono fuggiti a Nazareth, a soli 1,8 miglia di distanza, le leggi israeliane hanno dichiarato lui e la sua famiglia come &#8220;presenti assenti&#8221;, il che significava che Israele poteva portare via le loro propriet\u00e0.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato: Israele ha distrutto la sua casa, la sua scuola e tutta la sua comunit\u00e0 per far posto agli immigrati ebrei. Al posto di Mujaydil, Israele ha creato una citt\u00e0 per soli ebrei chiamata Migdal Haemek. \u00c8 stato reso un non ebreo indesiderato nello &#8220;stato ebraico&#8221; di Israele, piuttosto che un cittadino con pari diritti nella sua patria.<\/p>\n<p>Dal 1948 al 1966, lui e altri palestinesi in Israele hanno vissuto sotto governo militare &#8211; molto simile a quello che esiste oggi in Cisgiordania &#8211; era stata loro sottratta la maggior parte della loro terra e dovevano ottenere i permessi per spostarsi da un luogo all&#8217;altro. Mio padre ha dovuto aspettare anni prima di poter fare un breve viaggio e vedere che fine avessero fatto la sua casa e la sua scuola.<\/p>\n<p>In Israele, la nakba viene regolarmente negata o respinta e il finanziamento statale alle organizzazioni che la commemorano \u00e8 proibito. A scuola, i libri di storia ci insegnano l&#8217;attaccamento ebraico alla nostra terra, ma restano in silenzio sulla nakba. \u00c8 come se fossimo intrusi nella nostra patria.<\/p>\n<p>Quando il governo militare termin\u00f2 nel 1966, Israele propag\u00f2 il mito che i cittadini palestinesi israeliani fossero ora cittadini a pieno titolo, mettendo in evidenza che possiamo votare per i membri della Knesset, nella quale abbiamo anche dei rappresentanti. Ma dalla sua istituzione Israele ha promulgato pi\u00f9 di 60 leggi che rafforzano il nostro status di seconda classe. Una legge consente agli ebrei israeliani di molte citt\u00e0 di negare a me e ad altri palestinesi il diritto di vivere al loro fianco perch\u00e9 non siamo &#8220;socialmente adatti&#8221;.<\/p>\n<p>I tribunali sostengono regolarmente tali leggi discriminatorie e anno dopo anno i legislatori hanno bloccato i tentativi di approvare leggi che sancissero l&#8217;uguaglianza di palestinesi ed ebrei. Il razzismo istituzionalizzato e la discriminazione contro i cittadini palestinesi hanno spinto quasi la met\u00e0 di noi nella povert\u00e0 e il nostro tasso di disoccupazione \u00e8 salito al 25 per cento.<\/p>\n<p>Il razzismo contro i palestinesi \u00e8 incitato e sfruttato praticamente da tutti i principali politici e partiti israeliani. (Il partito laburista, che ha solo sette seggi alla Knesset, \u00e8 l&#8217;unica eccezione.) Anche i &#8220;moderati&#8221; come il leader di Yesh Atid Yair Lapid, che \u00e8 stato incaricato di formare un governo sulla scia delle elezioni parlamentari inconcludenti di marzo, dichiarano di voler &#8220;sbarazzarsi degli arabi&#8221; e che la \u00a0priorit\u00e0 pi\u00f9 importante \u00e8 &#8220;mantenere una maggioranza ebraica in terra di Israele&#8221;.<br \/>\nI politici chiedono che la nostra cittadinanza venga revocata, o peggio &#8211; come l&#8217;ex ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, che ha detto che le nostre teste dovrebbero essere mozzate, o l&#8217;ex ministro dell&#8217;Istruzione Naftali Bennett, che ha dichiarato di aver ucciso molti palestinesi e di non avere alcun rimorso per le sue azioni<\/p>\n<p>Dal 2019, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha stretto due volte patti elettorali con il partito Jewish Power, apertamente razzista, che \u00e8 composto dai seguaci del famigerato Meir Kahane, il cui partito Kach e le cui diramazioni sono state etichettate come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti. Jewish Power \u00e8 guidato da Itamar Ben Gvir, che dice che il suo eroe \u00e8 Baruch Goldstein, che ha ucciso 29 palestinesi mentre pregavano a Hebron nel 1994.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non si limita a raccogliere voti per Netanyahu, ma normalizza anche l&#8217;odio per i palestinesi. I giovani ebrei sono pi\u00f9 radicalizzati dei loro genitori, con sondaggi che dimostrano che non vogliono vivere accanto ai palestinesi e sostengono la revoca della nostra cittadinanza.<\/p>\n<p>Questi pregiudizi, razzismo e violenza contro i palestinesi non si limitano ai margini della societ\u00e0: sono diventati mainstream. Solo a maggio, il governo di Netanyahu ha consentito marce di violenti suprematisti ebrei attraverso i quartieri palestinesi di Gerusalemme e nel complesso della moschea di Aqsa. Ai poliziotti israeliani e ai cittadini ebrei \u00e8 stata offerta di fatto l&#8217;immunit\u00e0 per aver attaccato i palestinesi.<\/p>\n<p>In effetti, la nostra mera esistenza irrita le \u00e9lite al potere di Israele, che insistono nel preservare l&#8217;ebraicit\u00e0 dello stato. Mio padre, che ha 82 anni, aspetta ancora il giorno in cui non dovr\u00e0 vivere nella paura che saremo sfrattati dalla nostra patria. Essere un palestinese in Israele significa aspettare il giorno in cui Israele decider\u00e0 di sbarazzarsi per sempre di te.<\/p>\n<p>Come spiego a mio figlio di 7 anni cosa significa essere un cittadino palestinese di Israele? A quale futuro pu\u00f2 guardare, quando i capi del governo incitano all&#8217;odio contro di lui? Quale audace speranza pu\u00f2 avere quando deve affrontare il razzismo e la discriminazione nell&#8217;istruzione, nel lavoro e negli alloggi?<\/p>\n<p>Per ora, cerco di proteggerlo dalle immagini in televisione e sui nostri telefoni, ma presto arriver\u00e0 il momento in cui non potr\u00f2 pi\u00f9 proteggerlo dalla realt\u00e0, e cio\u00e8 che \u00e8 circondato da persone che lo considerano un cittadino di seconda classe.<\/p>\n<p><em>Buttu \u00e8 un avvocato, ex consigliere del team negoziale dell&#8217;Organizzazione per la liberazione della Palestina e cittadina palestinese in Israele.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 maggio 2021 | Diana Buttu https:\/\/www.nytimes.com\/2021\/05\/25\/opinion\/israel-palestinian-citizens-racism-discrimination. 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