{"id":17084,"date":"2022-05-15T21:35:22","date_gmt":"2022-05-15T19:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=17084"},"modified":"2022-05-15T21:35:22","modified_gmt":"2022-05-15T19:35:22","slug":"ricordo-vividamente-la-nakba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2022\/05\/15\/ricordo-vividamente-la-nakba\/","title":{"rendered":"Ricordo vividamente la Nakba"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/electronicintifada.net\/content\/i-vividly-remember-nakba\/35451\">https:\/\/electronicintifada.net\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a015 maggio 2022<\/strong> \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<em>Abu Nimah<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Settantaquattro anni fa ho assistito alla Nakba, la pulizia etnica della Palestina. L&#8217;ho vissuto dal punto di vista di un ragazzo di 12 anni nel mio villaggio rurale di Battir.<\/p>\n<div id=\"attachment_17085\" style=\"width: 506px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2022\/05\/15\/ricordo-vividamente-la-nakba\/img_8077\/\" rel=\"attachment wp-att-17085\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-17085\" class=\" wp-image-17085\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/img_8077-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"496\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/img_8077-300x225.jpeg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/img_8077-768x576.jpeg 768w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/img_8077.jpeg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17085\" class=\"wp-caption-text\">Un treno passeggeri con scorta militare britannica alla stazione di Battir nel 1936, durante la rivolta palestinese. Le case del villaggio possono essere viste sulla collina sopra. (Dipartimento fotografico della colonia americana)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Battir era collegato in treno a Gerusalemme, distante circa 12 chilometri. La locomotiva a vapore faceva la spola due volte al giorno verso la citt\u00e0, consentendo agli abitanti del villaggio di portare i loro prodotti al mercato. Gerusalemme era anche il luogo in cui molte persone andavano a lavorare, a visitare i medici e a soddisfare altri bisogni primari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene molti a Battir fossero analfabeti, ogni giorno arrivavano giornali da Gerusalemme. Le persone si riunivano e ascoltavano mentre qualcuno leggeva ad alta voce le notizie degli eventi che turbinavano intorno a noi e da cui dipendeva il nostro futuro.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molto tempo si era ben compreso che la promessa britannica di una \u201ccasa nazionale ebraica\u201d in Palestina fosse una minaccia esistenziale. Gli adulti ne parlavano continuamente e noi bambini abbiamo sentito e condiviso le loro paure e ansie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante tutto il mandato britannico, il popolo sostenne la resistenza alla colonizzazione sionista della Palestina, specialmente durante la rivolta palestinese del 1936-39 che gli inglesi repressero con una violenza orribile. Ma alla fine degli anni Quaranta, sentivamo che il pericolo si avvicinava pi\u00f9 che mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre 1947, l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite adott\u00f2 un piano per spartire la Palestina, dando pi\u00f9 della met\u00e0 del paese ai coloni ebrei europei arrivati \u200b\u200bdi recente, senza alcun consenso o consultazione con noi, gli indigeni del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inglesi, che avevano governato la Palestina dalla fine della prima guerra mondiale, iniziarono a prepararsi a partire e i sionisti iniziarono a mettere in atto i loro piani per conquistare il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una pozza di sangue<\/strong><br \/>\nLe milizie ebraiche iniziarono ad attaccare i treni che correvano da Giaffa, attraverso Battir, a Gerusalemme, a volte facendoli deragliare con esplosivi preparati sui binari. All&#8217;inizio del 1948, il servizio ferroviario fu disattivato e un grosso camion inizi\u00f2 invece a trasportare passeggeri e merci a Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche questo \u00e8 diventato pericoloso, poich\u00e9 i sionisti avrebbero attaccato i veicoli lungo la strada. Ricordo che un giorno, quando il camion arrivava da Gerusalemme e la gente cominciava a sbarcare, si accorse che uno dei passeggeri non si muoveva. C&#8217;era una pozza di sangue sotto di lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quanto pare, nessuno si era accorto che un proiettile era penetrato nel veicolo affollato da qualche parte lungo la strada, uccidendolo sul sedile. Il camion era cos\u00ec affollato che gli altri passeggeri lo avevano tenuto in piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho visto l&#8217;uomo con la sua ordinata uniforme di lana verde oliva mentre veniva tolto dal camion. Era un giovane impiegato delle poste di nome Ahmad Arab. Conoscevo lui e la sua famiglia, perch\u00e9 in paese tutti eravamo strettamente legati. La scena orribile vive ancora con me ora, anche se non \u00e8 l&#8217;unica a cui ho assistito. Durante quel periodo, ci furono altre persone di Battir che furono uccise nell&#8217;escalation della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mesi precedenti la partenza degli inglesi nel maggio 1948, l&#8217;assalto sionista attentamente pianificato aveva gi\u00e0 trasformato centinaia di migliaia di palestinesi in rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inglesi, che avevano sempre aiutato i sionisti, intervennero a malapena. I villaggi e le comunit\u00e0 arabe sono rimasti quasi indifesi di fronte agli attacchi progettati per seminare il terrore e accelerare la fuga dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Troppo pericoloso per restare<\/strong><br \/>\nNell&#8217;aprile del 1948, il villaggio di Deir Yassin, a poche miglia da Battir, fu testimone di uno dei massacri pi\u00f9 noti perpetrati dalle milizie sioniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La deliberata ferocia contro i civili ha avuto l&#8217;effetto voluto di terrorizzare i palestinesi affinch\u00e9 fuggissero dalle loro case, rendendo pi\u00f9 facile la conquista della loro terra per gli invasori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo decine di famiglie arrivate a Battir, in cerca di riparo. Sebbene non avessimo molto, le persone a Battir condividevano ci\u00f2 che avevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, nel maggio del 1948, venne il nostro turno. Battir \u00e8 stato preso di mira dai pendii attraverso la valle a ovest, dall&#8217;altra parte della linea ferroviaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 diventato troppo pericoloso restare. Siamo fuggiti in un vigneto a circa un&#8217;ora di distanza, chiamato al-Qusayr. Ci accampammo per settimane sotto gli alberi, credendo che presto saremmo tornati a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo sopravvissuti con scorte minime, frutta dalla terra e acqua da una piccola sorgente. Di tanto in tanto alcuni abitanti del villaggio cercavano di tornare a Battir per recuperare i propri averi, ma rimaneva costantemente sotto tiro. Sono andato una volta con alcuni cugini, ma ho abbandonato il tentativo perch\u00e9 troppo pericoloso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo rimasti nella vigna durante l&#8217;insopportabile caldo estivo fino a settembre, ma quando il tempo ha iniziato a rinfrescarsi, le persone hanno dovuto trovare altri posti dove andare. Battir non era stato occupato dai sionisti, ma era ancora troppo pericoloso per tornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec con mia madre, la sorella minore e la famiglia di mia sorella maggiore \u2013 11 di noi \u2013 ci siamo rifugiati a Betlemme. Mio fratello viveva l\u00ec in un piccolo appartamento nella fortezza di costruzione britannica nota come Tegart house. Aveva l&#8217;uso di alloggi l\u00ec perch\u00e9 lavorava come operatore telegrafico con la polizia palestinese, e ora ci siamo tutti accalcati da lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto ci\u00f2 che stava accadendo, c&#8217;era una generale sensazione di incredulit\u00e0 e la sensazione che i guai non sarebbero durati. La gente si aspettava che le Nazioni Unite intervenissero e ristabilissero l&#8217;ordine e la giustizia. Hanno anche riposto speranze sull&#8217;arrivo degli eserciti arabi, che stavano aspettando la fine ufficiale del mandato britannico il 15 maggio, in modo da poter salvare la Palestina, o ci\u00f2 che restava del paese dall&#8217;assalto sionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l&#8217;intervento arabo sia arrivato, \u00e8 stato troppo poco, troppo tardi. Alla fine della guerra del 1948, circa 800.000 palestinesi erano stati costretti o fuggiti dalle loro case.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo stati relativamente fortunati: a differenza della gente di centinaia di altri villaggi, inclusi molti molto vicini a noi, la gente di Battir \u00e8 riuscita a tornare a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la ferrovia e parte delle terre del villaggio cadessero sul lato controllato da Israele della linea del cessate il fuoco, una disposizione speciale nell&#8217;accordo di armistizio del 1949 permise agli abitanti del villaggio di Battir di continuare ad accedere alla loro terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita a Battir \u00e8 tornata a qualcosa di normale, fino al 1967, quando Israele ha occupato l&#8217;intera Cisgiordania, insieme a Gaza, la penisola egiziana del Sinai e le alture del Golan siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane oggi sotto l&#8217;occupazione israeliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un ritorno alla guerra civile<\/strong><br \/>\nRicordo ancora gli anni che hanno preceduto la Nakba, un periodo di guerra civile arabo-ebraica, odio intenso e atrocit\u00e0 che crescevano quando la cosiddetta comunit\u00e0 internazionale non faceva nulla o peggiorava la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1967, l&#8217;idea prevalente divenne che il &#8220;conflitto&#8221; sarebbe stato &#8220;risolto&#8221; attraverso un accordo per creare uno stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza mentre le terre conquistate dai sionisti nel 1948 sarebbero rimaste parte di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma con il crollo di questo piano \u2013 a causa della colonizzazione determinata e implacabile da parte di Israele delle terre conquistate nel 1967 \u2013 c&#8217;\u00e8 stato un ritorno al tipo di situazione di guerra civile nell&#8217;intera Palestina storica, come esisteva prima del 1948: \u00e8 Palestinesi contro ebrei israeliani dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo.<\/p>\n<div id=\"attachment_17086\" style=\"width: 504px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2022\/05\/15\/ricordo-vividamente-la-nakba\/main_image9208_bb4i6fkiqo\/\" rel=\"attachment wp-att-17086\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-17086\" class=\" wp-image-17086\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/main_image9208_bb4i6fkiqo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"494\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/main_image9208_bb4i6fkiqo-300x200.jpg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/main_image9208_bb4i6fkiqo-768x512.jpg 768w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/main_image9208_bb4i6fkiqo.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17086\" class=\"wp-caption-text\">Palestinesi marciano sulla linea ferroviaria che collega Giaffa a Gerusalemme attraverso la Cisgiordania occupata, durante una protesta contro i piani di Israele di costruire il muro di separazione attraverso Battir, novembre 2012. Oren Ziv ActiveStills<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno fa, i palestinesi di tutto il paese \u2013 in Cisgiordania, a Gaza e nell&#8217;attuale Israele \u2013 insorsero all&#8217;unisono in difesa di Gerusalemme. C&#8217;era una rinnovata sensazione che fossero un solo popolo, impegnato in una lotta comune. Nel frattempo, mentre l&#8217;esercito israeliano compiva massacri a Gaza, la folla ebraica si \u00e8 organizzata in tutte le citt\u00e0 di Israele per terrorizzare e attaccare i cittadini palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi mesi, singoli palestinesi hanno compiuto attacchi che hanno ucciso civili e forze statali in diverse citt\u00e0 di Israele. Uno di questi attacchi, che ha ucciso due agenti della polizia di frontiera israeliana nella citt\u00e0 settentrionale di Hadera, \u00e8 stato compiuto da due cittadini palestinesi di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 tornata alla sua natura. Questa non \u00e8 una guerra tra stati, da risolvere con trattati di pace, ma la lotta di un popolo indigeno contro un&#8217;invasione coloniale di coloni. Purtroppo \u00e8 una formula per l&#8217;escalation della lotta, della repressione e dello spargimento di sangue che non risparmier\u00e0 nessuno, a meno che ai palestinesi non vengano dati tutti i loro diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La violenza e la brutalit\u00e0 sempre crescenti di Israele possono ritardare l&#8217;inevitabile, ma alla fine credo che i palestinesi vinceranno la loro liberazione, proprio come i sudafricani hanno rovesciato l&#8217;apartheid e gli algerini si sono liberati dai francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, all&#8217;interno della Palestina storica, le popolazioni ebraiche palestinesi ed israeliane sono pi\u00f9 o meno uguali, circa sette milioni ciascuna. Ma i palestinesi sono la stragrande maggioranza quando si contano milioni di rifugiati in pi\u00f9 nei paesi circostanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi ottant&#8217;anni dopo la Nakba, e pi\u00f9 di un secolo dall&#8217;arrivo in Palestina dei primi coloni sionisti, dovrebbe essere chiaro al mondo, e specialmente a Israele, che i palestinesi non rinunceranno mai alla loro terra o alla loro lotta per la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accettare quella verit\u00e0 \u00e8 il primo passo verso un futuro giusto e pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hasan Abu Nimah collabora a Our Vision For Liberation: I leader palestinesi coinvolti e gli intellettuali parlano chiaro, a cura di Ramzy Baroud e Ilan Pappe.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/electronicintifada.net\/ \u00a015 maggio 2022 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Abu Nimah Settantaquattro anni fa ho assistito alla Nakba, la pulizia etnica della Palestina. 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