{"id":2215,"date":"2013-02-16T15:32:33","date_gmt":"2013-02-16T14:32:33","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=2215"},"modified":"2013-02-16T15:40:33","modified_gmt":"2013-02-16T14:40:33","slug":"la-mia-famiglia-e-divisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/02\/16\/la-mia-famiglia-e-divisa\/","title":{"rendered":"La mia famiglia \u00e8 divisa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>fonte: Palestinian Center for Human Rights<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/palsolidarity.org\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/family.jpg\" width=\"286\" height=\"158\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Striscia di Gaza \u00e8 stata spesso chiamata \u201cuna prigione a cielo aperto\u201d a causa del blocco contrario al diritto internazionale illegale imposto dalle autorit\u00e0 Israeliane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il territorio era una prigione gi\u00e0 prima del blocco imposto da Israele. Nei primi tempi dell\u2019occupazione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, iniziata nel 1967, le autorit\u00e0 israeliane hanno effettuato un censimento della popolazione presente nel territorio palestinese occupato contando 954,898 palestinesi. Il censimento ha per\u00f2 escluso tutti i palestinesi assenti durante il censo, sia quelli non presenti a causa della guerra del 1967 sia quelli che si trovavano all\u2019estero per motivi di studio, di lavoro ecc. In aggiunta a tutto ci\u00f2,migliaia di palestinesi che hanno trascorso periodi pi\u00f2 meno lunghi all\u2019estero dal 1967 al 1994 sono stati cancellati dall\u2019anagrafe. Israele richiede che i palestinesi siano registrati all\u2019anagrafe in modo da poter considerare loro e i loro figli, residenti legittimi e titolari di passaporto e carte d\u2019 identit\u00e0 israeliani. Essendo Israele la potenza occupante nella Striscia di Gaza \u00e8 essa che decide quali siano i cittadini palestinesi titolari dei documenti. Secondo il Ministro degli Interni, nella Striscia di Gaza ci sono 4058 residenti che non hanno i documenti per uscire da Gaza.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mona Khrais di 27 anni e la sua famiglia hanno sopportato il peso di questa politica per molti anni. Il padre di Mona, Abdulfattah Hussein Khrais di 70 anni, \u00e8 stato deportato con la forza nella Striscia di Gaza nel 1948 dove ha vissuto da rifugiato. Nel 1967, durante il censimento israeliano, Abdel stava studiando in Egitto . Mona ci spiega: \u201c Mio padre si spost\u00f2 successivamente in Libia dove ha lavorato per 15 anni. E\u2019 li che si \u00e8 poi sposato, tuttavia poi i miei genitori si sono traferiti in Arabia Saudita dove hanno vissuto per 20 ani fino al 2000. Mio padre insegnava fisica ma quando il suo contratto \u00e8 scaduto \u00e8 ritornato a Gaza. Per arrivare a Gaza, siamo riusciti ad ottenere un visto da turista dalle autorit\u00e0 israeliane, purtroppo per\u00f2 una volta arrivati non siamo pi\u00f9 riusciti ad uscire\u201d. Mona aggiunge: \u201c Non siamo riusciti ad uscire perch\u00e9 secondo Israele non siamo cittadini palestinesi. Abbiamo bisogno di passaporti rilasciati dalle autorit\u00e0 israeliane. Abbiamo fatto domanda nel 2000, tuttavia non abbiamo ancora ricevuto risposta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia di Mona ha attraversato parecchie difficolt\u00e0 proprio per il fatto di essere stati intrappolati nella Striscia di Gaza. La sua frustrazione si fa pi\u00f9 palese nella sua voce quando racconta: \u201c Siamo riconosciuti come cittadini palestinesi dal governo della Striscia di Gaza, purtroppo dato che Israele non ha i nostri nomi non abbiamo lo stesso riconoscimento fuori da Gaza. Il governo locale a Gaza ci ha consegnato i nostri documenti ma possono essere usati solo all\u2019interno della Striscia. Questi documenti non hanno nessun valore all\u2019esterno delle frontiere di Gaza.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mona ci illustra le difficolt\u00e0 che conseguono dalla mancanza di documenti validi: \u201c Abbiamo avuto parecchi problemi a causa di questa situazione. A mio fratello, Hani, che vive in Canada ed ha un passaporto Canadese, \u00e8 stato negato l\u2019ingesso a Gaza dalle autorit\u00e0 egiziane perch\u00e9, come noi, anche lui non \u00e8 registrato come palestinese. L\u2019anno scorso, a luglio, lui e sua moglie e suoi tre bambini sono venuti a trovarci dal Canada. Purtroppo non hanno ottenuto il visto per entrare a Gaza e sono dovuti rimanere in Egitto per un intera settimana. Hanno cercato di attraversare il corridoio di Rafah ogni giorno, purtroppo l\u2019accesso a Gaza gli \u00e8 sempre stato negato per il fatto di non possedere dei passaporti riconosciuti da Israele. Non vedo mio fratello da dodici anni e non ho ancora visto i miei nipoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli altri membri della mia famiglia che vivono lontani da Gaza ne hanno sofferto le conseguenze. \u201cIl fratello di mia madre ,che vive in Svezia, non pu\u00f2 venire a causa a causa di un problema cardiaco e mia madre a causa del blocco non lo vede da parecchio tempo. Anche mio padre non ha la possibilit\u00e0 di andare trovare suo fratello che viva in Gambia, dato che anche a lui l\u2019accesso a Gaza \u00e8 vietato. La mia famiglia \u00e8 divisa a causa di questa situazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il fatto di non possedere un documento per l\u2019espatrio impedisce Mona di proseguire gli studi.\u201d Volevo studiare gestione d\u2019impresa all\u2019estero, purtroppo dato che non posso viaggiare, non posso fare domanda. Non posso neanche cercarmi un lavoro perch\u00e9 richiedono un documento per l\u2019espatrio. Mio fratello pi\u00f9 piccolo che vive con noi a Gaza ha ottenuto un punteggio di 96% agli esami di scuola superiore, ma come me , non ha avuto la possibilit\u00e0 di far domanda presso un\u2019universit\u00e0 estera. Dovrebbe essere un nostro diritto scegliere cosa e dove studiare.\u201d Nonostante queste difficolt\u00e0, Mona ha cercato di fare del suo meglio negli ultimi 12 anni. Al momento collabora presso il Centro per i Diritti Umani di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impossibilit\u00e0 di lasciare la Striscia di Gaza potrebbe avere delle tragiche conseguenze, ad esempio qualcuno potrebbe ammalarsi; Questo \u00e8 uno dei timori di Mona: \u201cLa mia paura pi\u00f9 grande \u00e8 quella che qualcuno nella mia famiglia possa ammalarsi e debba recarsi fuori Gaza per ricevere le cure. Se dovesse succedere la mia famiglia non potr\u00e0 uscire da Gaza poich\u00e9 non ha un passaporto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il padre di Mona Abdulfattah racconta: \u201c La cosa pi\u00f9 normale sarebbe quella di ricevere dei passaporti palestinesi dato che noi lo siamo. Come noi c\u2019\u00e8 parecchia gente che si trova in questa situazione difficile\u201d. La madre di Mona, Samira Ibrahim al-Najjar, fa un appello all\u2019autorit\u00e0 israeliana \u201c Voglio il mio passaporto. Per favore datemelo. Voglio vedere mio figlio e i miei nipoti.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il diritto internazionale, l\u2019articolo 12 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici garantisce: \u201c tutti sono liberi di lasciare il proprio paese, incluso il proprio e a nessuno deve essere arbitrariamente negato il diritto di entrare nel proprio paese\u201d. Inoltre, secondo il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite \u201c La libert\u00e0 di lasciare il territorio dello stato non dipende dal proposito per il quale lo si lascia o dal periodo di tempo in cui si \u00e8 lontani (\u2026) Il diritto di un individuo di entrare nel suo paese riconosce la relazione speciale di una persona con il paese. (\u2026) Il diritto internazionale inoltre riconosce anche il diritto di rimanere nel proprio paese.\u201d Il Consiglio per i diritti umani ha anche osservato che \u201cUno stato non ha il diritto di sottrarre la nazionalit\u00e0 o deportare un individuo verso un paese terzo, impedendo arbitrariamente a questa persona di ritornare nel proprio paese.\u201d Inoltre secondo la Corte di Giustizia Internazionale dichiara all\u2019individuo che ha un legame genuino con un paese, dato dalla residenza abituale, dall\u2019identit\u00e0 culturale, e dai legami familiari, non pu\u00f2 essere semplicemente proibito di tornare in quel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tradotto da: Nuraddin<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: Palestinian Center for Human Rights La Striscia di Gaza \u00e8 stata spesso chiamata \u201cuna prigione a cielo aperto\u201d a causa del blocco contrario al diritto internazionale illegale imposto dalle autorit\u00e0 Israeliane. 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