{"id":22598,"date":"2025-07-30T17:33:23","date_gmt":"2025-07-30T15:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=22598"},"modified":"2025-07-30T17:33:23","modified_gmt":"2025-07-30T15:33:23","slug":"amava-la-dabke-il-mare-e-i-suoi-vicini-perche-israele-ha-ucciso-il-sorriso-di-ahmed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2025\/07\/30\/amava-la-dabke-il-mare-e-i-suoi-vicini-perche-israele-ha-ucciso-il-sorriso-di-ahmed\/","title":{"rendered":"Amava la dabke, il mare e i suoi vicini: perch\u00e9 Israele ha ucciso il sorriso di Ahmed?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.palestinechronicle.com\/he-loved-dabke-the-sea-and-his-neighbors-why-did-israel-kill-ahmeds-smile\/\">https:\/\/www.palestinechronicle.com\/<\/a><br \/>\n<strong>30 luglio 2025<\/strong>\u00a0 \u00a0 <em>Shaimaa Eid<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sera, la madre di Ahmed siede davanti alla tenda, fissando l&#8217;orizzonte come in attesa di qualcosa. Forse aspetta una giustizia che non arriva mai.<br \/>\nLa notizia dell&#8217;uccisione di Ahmed Saeed al-Abadlah ha devastato gli abitanti del campo profughi.<\/p>\n<div id=\"attachment_22599\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ahmed_Killed_SUPPLIED.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22599\" class=\" wp-image-22599\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ahmed_Killed_SUPPLIED-300x201.png\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ahmed_Killed_SUPPLIED-300x201.png 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ahmed_Killed_SUPPLIED.png 678w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22599\" class=\"wp-caption-text\">Ahmed Saeed Al-Abadlah \u00e8 stato ucciso da un drone israeliano a Gaza. (Foto: fornita)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed, il giovane innocente il cui sorriso non ha mai abbandonato il suo volto, soffriva della sindrome di Down ed era fonte di gioia e pace per tutti coloro che lo conoscevano. Nonostante la nostra sofferenza quotidiana nel campo, la sua presenza illuminava il luogo con la speranza e il suo semplice amore per la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avrei mai immaginato che questo volto innocente potesse essere bersaglio di bombardamenti e uccisioni. Dopo quattro giorni di angosciante attesa, gli abitanti del campo lo cercarono ovunque, prima che ricevessimo la devastante notizia: &#8220;Ahmed al-Abadlah \u00e8 stato ucciso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed Saeed al-Abadlah aveva 30 anni. Suo padre era morto e viveva con la madre e il fratello sposato, Firas. Aveva quattro fratelli e tre sorelle.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu costretto a lasciare la sua casa tre volte nell&#8217;arco di quasi nove mesi. Alla fine, si stabil\u00ec con la madre e il fratello Firas in una tenda nella zona di Mawasi Al-Qarara a Khan Yunis, dove \u00e8 vissuto in condizioni difficili a causa della guerra di sterminio in corso nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suhaila al-Abadlah, la madre 66enne di Ahmed, racconta: &#8220;Fin dalla nascita, Ahmed \u00e8 stato un bambino intelligente, calmo e socievole che amava la vita. La famiglia gli ha dedicato particolare attenzione, iscrivendolo a un&#8217;associazione speciale chiamata &#8220;Il Diritto alla Vita&#8221; per l&#8217;istruzione e l&#8217;acquisizione di competenze specifiche&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed e la sua famiglia \u2013 la madre e il fratello maggiore Firas \u2013 sono stati sfollati per la prima volta il 9 ottobre 2023. Hanno lasciato la loro casa in Street 2 nella zona di Qarara, a est di Khan Yunis, e si sono diretti verso la zona di Al-Katiba, nel centro di Khan Yunis, leggermente pi\u00f9 lontana dai bombardamenti diretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando a novembre \u00e8 iniziata una tregua temporanea, la famiglia ha deciso di tornare a casa, ma \u00e8 stata presto costretta a fuggire di nuovo dopo la fine della tregua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo che gli aerei di occupazione israeliani hanno lanciato volantini che chiedevano l&#8217;evacuazione della zona, la famiglia si \u00e8 trasferita in un centro affiliato all&#8217;Agenzia di Soccorso nella parte occidentale di Khan Yunis. Con l&#8217;intensificarsi dei raid israeliani nella nuova area, la famiglia si trov\u00f2 nuovamente in grave pericolo, il che li spinse a traslocare per la terza volta. Si stabilirono in una tenda nella zona di Mawasi Al-Qarara, vicino alla spiaggia di Khan Yunis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Ahmed era terrorizzato dal rumore di missili, aerei e bombe. Si copriva la testa con le mani e si sdraiava a terra quando sentiva le esplosioni&#8221;, racconta Suhaila, la madre di Ahmed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed trascorreva la maggior parte del tempo nel campo con vicini e parenti. I suoi hobby includevano la danza, il dabka e il nuoto. A volte andava al mare, che non era lontano dalla tenda, e tornava ogni sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suhaila racconta: &#8220;La famiglia non teneva Ahmed confinato nella tenda. Sebbene avesse la sindrome di Down, capiva bene le cose e aveva una forte capacit\u00e0 di comunicare con chi lo circondava: cugini, vicini e parenti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Quando i carri armati d&#8217;occupazione erano nella nostra zona, non avevamo idea delle condizioni della nostra casa, se fosse stata bombardata o distrutta. Speravo sempre di poterla controllare. Ho detto queste parole mentre Ahmed ascoltava la conversazione, ma lui non ha detto nulla&#8221;, ha aggiunto la madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 luglio 2024, Ahmed ha lasciato la tenda la mattina, come al solito. La sua famiglia era abituata a vederlo camminare per un po&#8217; nel campo prima di tornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando \u00e8 arrivata la sera e Ahmed non era ancora tornato, la sua famiglia ha iniziato a preoccuparsi. Non erano abituati a vederlo assente cos\u00ec a lungo. Sapeva che gli era permesso uscire nella zona, ma non rimanere fuori fino a tardi. La madre ha detto al fratello maggiore di Ahmed, Firas, che qualcosa non andava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia ha iniziato a cercare Ahmed in tutto il campo. Hanno contattato ospedali, conoscenti, parenti, vicini e persino la polizia, ma senza successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 luglio 2024, la famiglia \u00e8 rimasta scioccata nel vedere la notizia dell&#8217;uccisione di Ahmed pubblicata su un gruppo di notizie locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver contattato alcune persone per avere conferma, appresero da un vicino, rimasto nella zona nonostante il pericolo, di aver visto il corpo di Ahmed da lontano davanti a casa loro, ma di non potersi avvicinare a causa dei continui bombardamenti israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il fratello di Ahmed non ha potuto aspettare. Ha rischiato la vita, \u00e8 andato nella zona ed \u00e8 arrivato a casa nostra. Ha trovato solo la parte superiore del corpo di Ahmed: il missile aveva reciso la met\u00e0 inferiore&#8221;, ha detto la madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fratello di Ahmed trov\u00f2 il corpo gi\u00e0 in decomposizione. Chiese aiuto a un residente che aveva un carretto trainato da animali. Trasportarono i resti di Ahmed all&#8217;Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa e lo seppellirono quella stessa notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sua madre sussurra, con le lacrime agli occhi: &#8220;I fratelli di Ahmed mi hanno detto che il suo corpo aveva iniziato a decomporsi a causa del caldo. A quanto pare, \u00e8 stato ucciso il primo giorno della sua scomparsa. Non potevano portarmelo perch\u00e9 potessi salutarlo o anche solo vederlo. Preferivano che l&#8217;immagine di Ahmed rimanesse nella mia mente cos\u00ec com&#8217;era \u2013 lui che rideva e sorrideva \u2013 senza iniziare a decomporsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre di Ahmed crede che suo figlio sia stato ucciso da un drone di occupazione che lo ha deliberatamente preso di mira mentre si avvicinava alla casa, senza motivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Racconta: &#8220;Mio figlio mi ha detto che quando ha spostato il corpo di Ahmed, ha trovato un buco sotto di esso di circa 7 cm di larghezza. Ha trovato anche un buco corrispondente nel petto di Ahmed, il che rende probabile che l&#8217;attacco sia arrivato dall&#8217;alto, non da un proiettile di carro armato.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre chiede: &#8220;Perch\u00e9 il pilota l&#8217;ha fatto? Perch\u00e9 bombardarlo? Ahmed non rappresentava alcuna minaccia per loro. Era un giovane indifeso che amava la vita.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre ha concluso: &#8220;Il giorno dopo aver seppellito mio figlio, un vicino ci ha detto di aver trovato la gamba di Ahmed a circa 200 metri dal luogo in cui \u00e8 stato ucciso. L&#8217;abbiamo identificata dagli abiti che indossava quel giorno. Abbiamo portato la sua gamba e abbiamo seppellita anche quella.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sera, la madre di Ahmed siede davanti alla tenda, fissando l&#8217;orizzonte come in attesa di qualcosa. Forse aspetta una giustizia che non arriva mai, o forse la fine della guerra di sterminio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l&#8217;intervista, ho lasciato la madre di Ahmed e me ne sono andata a passi pesanti, con la mente in subbuglio: come potevo tradurre in parole il dolore che la stava devastando? Come potevo descrivere l&#8217;assenza che lasciava un vuoto incolmabile nel suo cuore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed Saeed al-Abadlah \u00e8 scomparso, ma la sua storia rimarr\u00e0 viva nei cuori di coloro che lo conoscevano e nel doloroso ricordo di Gaza. Ahmed non era solo una vittima della guerra; era un simbolo di innocenza e speranza, la prova che anche le anime pi\u00f9 pure non sono al sicuro dalla crudelt\u00e0 dell&#8217;occupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.palestinechronicle.com\/ 30 luglio 2025\u00a0 \u00a0 Shaimaa Eid Ogni sera, la madre di Ahmed siede davanti alla tenda, fissando l&#8217;orizzonte come in attesa di qualcosa. Forse aspetta una giustizia che non arriva mai. 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