{"id":2933,"date":"2013-06-26T23:26:43","date_gmt":"2013-06-26T21:26:43","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=2933"},"modified":"2013-06-26T23:26:43","modified_gmt":"2013-06-26T21:26:43","slug":"case-contro-loccupazione-nasce-il-progetto-marmara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/06\/26\/case-contro-loccupazione-nasce-il-progetto-marmara\/","title":{"rendered":"Case contro l&#8217;occupazione, nasce il progetto Marmara"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: Nena News<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Marietto Dignit\u00e0, volontario ISM<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hebron, 25 giugno 2013, Nena News &#8211; La dignit\u00e0 nel resistere alle demolizioni di case, ai divieti di costruire, alla confisca della terra, al taglio dell&#8217;elettricit\u00e0, al taglio dell&#8217;acqua. Nel villaggio di Idhna, distretto di Hebron, situato nella cosiddetta Area C della Cisgiordania (sotto il controllo militare e civile israeliano), \u00e8 nato il progetto Marmara, che prende il via con l&#8217;obiettivo di costruire case ecocompatibili in un&#8217;area dove per le comunit\u00e0 palestinesi \u00e8 illegale costruire.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/nena-news.globalist.it\/QFC\/NEWS_145344.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>Il progetto &#8220;<a href=\"http:\/\/marmarahousingproject.wordpress.com\" target=\"_blank\">Marmara Housing Project<\/a>&#8221; \u00e8 partito lo scorso dicembre nelle Colline a Sud di Hebron da un gruppo di palestinesi e internazionali. \u00c8 partito dall&#8217;idea di Sami Natsheh e Islam Maraqa, residenti a Idhna, villaggio da tempo soggetto a demolizioni da parte dei bulldozer militari israeliani che hanno colpito non solo le abitazioni, ma anche le scuole e i centri di ritrovo. Idhna sorge vicino al Muro di Separazione ed \u00e8 stato dichiarato da Israele &#8220;zona militare chiusa&#8221;. L&#8217;obiettivo del progetto \u00e8 costruire 15 nuove case per i residenti, con pietre, fango e copertoni. Ogni casa sar\u00e0 fornita da un sistema per generare elettricit\u00e0, cos\u00ec da rendere i residenti indipendenti sia dall&#8217;Amministrazione Civile israeliana che dall&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese. <!--more--><\/p>\n<p>Dietro la maschera della sicurezza si nasconde la vera faccia della politica israeliana, la faccia di quella che lo storico israeliano Ilan Papp\u00e8 definisce pulizia etnica, la faccia della logica dell&#8217;espansione coloniale. Tutto ci\u00f2 avviene negando sistematicamente i diritti umani.<\/p>\n<p>Nel villaggio di Idhna le politiche israeliane si sentono e si vedono. L&#8217;area che si estende dai confini del villaggio fino al Muro di Separazione \u00e8 stata dichiarata zona militare. In quest&#8217;area \u00e8 vietato costruire e chi ci ha provato in passato ha subito la demolizione della propria casa da parte dei bulldozer delle forze di occupazione israeliane.<\/p>\n<p>Parlando con gli abitanti del villaggio, con i contadini, si compone una storia fatta di ingiustizie, sofferenza, povert\u00e0 e dignit\u00e0. Nelle terre coltivate a cetrioli le voci si sovrappongono, la voglia di raccontare da parte di giovani e anziani \u00e8 forte. Le ferite nuove e vecchie da arma da fuoco sul corpo dei ragazzi raccontano pi\u00f9 di mille parole. Ferite dovute al fuoco israeliano aperto dai soldati dal Muro se qualcuno prova ad oltrepassare la famigerata linea di sicurezza.<\/p>\n<p>Fase 1: la raccolta delle pietre<\/p>\n<p>Il primo giorno di lavoro \u00e8 iniziato con la raccolta delle pietre nell&#8217;area circostante al caravan di Ahmad, dove vive da due anni con la moglie e quattro figli. L&#8217;obiettivo \u00e8 costruire una casa per la sua famiglia. Alla raccolta ha partecipato anche Mahmoud, fratello di Ahmad. In mattinata, proseguendo nella strada sterrata che dalle terre agricole porta al Muro, i terreni coltivati a cetrioli e zucchine si sussuegono, piante di salvia e menta rendono l&#8217;aria profumata.<\/p>\n<p>Ahmad e gli altri ragazzi mi indicano il Muro di Separazione. Nella strada sotto al Muro passano automobili israeliane e jeep dell&#8217;esercito. Poco pi\u00f9 tardi vengo a sapere che Mahmoud \u00e8 stato arrestato mentre eravamo nelle terre; \u00e8 stato rilasciato dopo un&#8217;ora.<\/p>\n<p>Durante il pomeriggio le jeep dell&#8217;esercito invadono le terre. Una jeep con quattro militari a bordo si ferma davanti al caravan della fami glia di Ahmad.Il motivo della &#8220;visita&#8221; \u00e8 legato all&#8217;ammasso di pietre presenti nello spazio antistante al caravan. Il secondo giorno di attivit\u00e0 \u00e8 iniziato con la raccolta di pietre con l&#8217;ausilio di un trattore. Alle attivit\u00e0 del secondo giorno hanno partecipato altre persone del villaggio, amici di Ahmad, che hanno l&#8217; entusiasmo di dare una mano al loro amico. Nei prossimi giorni la raccolta delle pietre continuer\u00e0 e si inizier\u00e0 a livellare il terreno per costruire la prima casa.<\/p>\n<p>Resistere in questa zona significa costruire case, far sentire la solidariet\u00e0 internazionale nel difendere la terra di Palestina, difendere la dignit\u00e0 umana contro le ingiustizie,poter dare la possibilit\u00e0 alle comunit\u00e0 palestinesi di poter accedere ai loro terreni senza rischiare di essere uccisi o feriti. Nena News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Nena News di Marietto Dignit\u00e0, volontario ISM Hebron, 25 giugno 2013, Nena News &#8211; La dignit\u00e0 nel resistere alle demolizioni di case, ai divieti di costruire, alla confisca della terra, al taglio dell&#8217;elettricit\u00e0, al taglio dell&#8217;acqua. 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