{"id":3063,"date":"2013-07-30T00:20:55","date_gmt":"2013-07-29T22:20:55","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3063"},"modified":"2013-07-30T00:28:07","modified_gmt":"2013-07-29T22:28:07","slug":"gaza-e-i-suoi-lavoratori-invisibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/07\/30\/gaza-e-i-suoi-lavoratori-invisibili\/","title":{"rendered":"Gaza e i suoi lavoratori invisibili"},"content":{"rendered":"<h3>di Rosa Schiano<\/h3>\n<div class=\"BioCurriculum\"><b><\/b><\/p>\n<h3>Gaza City, 29 luglio 2013, Nena News<\/h3>\n<\/div>\n<h3>Costretti a raccogliere legno e metallo al confine con Israele per pochi euro, sono vittime del fuoco israeliano. In due settimane, due giovani feriti in attacchi mirati.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"contenuto_3\" style=\"position: absolute; top: 191px; vertical-align: bottom; width: 494px;\">\n<hr align=\"left\" noshade=\"noshade\" size=\"1\" \/>\n<div style=\"height: 16px;\">\n<div class=\"BioFirma BioVia\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"height: 11px; margin-top: 23px;\"><\/div>\n<hr align=\"left\" noshade=\"noshade\" size=\"1\" \/>\n<\/div>\n<div id=\"News_PhotoLite\"><center><img decoding=\"async\" title=\"Uno dei due ultimi feriti, Awad Rafat Abdel Aty (Foto: Rosa Schiano, Nena News)\" alt=\"Uno dei due ultimi feriti, Awad Rafat Abdel Aty (Foto: Rosa Schiano, Nena News)\" src=\"http:\/\/nena-news.globalist.it\/QFC\/NEWS_152624.jpg\" border=\"0\" \/><\/center><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/nena-news.globalist.it\/Images\/pix.gif\" width=\"10\" height=\"10\" border=\"0\" \/>Uno dei due ultimi feriti, Awad Rafat Abdel Aty (Foto: Rosa Schiano, Nena News) <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Mentre Gaza fa i conti con la mancanza di carburante dovuta alla chiusura di tunnel e il presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese Abu Mazen ha accettato negoziati con Israele contestati da gran parte della popolazione, nelle aree lungo il confine con la Striscia l&#8217;esercito israeliano continua a imporre la cosiddetta &#8220;buffer zone&#8221; alla popolazione, causando diversi feriti fra i civili che lavorano in quella zona.<\/p>\n<p>Nelle ultime due settimane due civili sono rimasti feriti nell&#8217;area di Beit Hanoun, nel Nord della Striscia. Domenica 14 luglio, forze militari israeliane schierate sul confine a Nord Est di Beit Hanoun hanno aperto il fuoco su un gruppo di lavoratori che stavano raccogliendo metallo e pezzi di plastica in una discarica a circa 400 metri di distanza dalla barriera di separazione tra Gaza e Israele. Khaled Shehada Hamad, 18 anni, \u00e8 rimasto ferito alla gamba sinistra ed \u00e8 stato trasportato dagli altri lavoratori all&#8217;ospedale di Beit Hanoun, per poi essere trasferito all&#8217;ospedale Kamal Odwan in Beit Lahia.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 25 luglio, in un&#8217;area vicino Beit Hanoun, un altro civile palestinese, Awad Rafat Abdel Aty, 19 anni, \u00e8 rimasto ferito alla gamba destra dal fuoco delle forze militari israeliane mentre raccoglieva legna da rivendere a circa 400 metri di distanza dalla barriera di separazione. Anche Awad \u00e8 stato trasportato all&#8217;ospedale di Beit Hanoun e poi trasferito all&#8217;ospedale Kamal Odwan. Un dottore dell&#8217;ospedale ci ha detto che il proiettile, entrato ed uscito dalla gamba di Awad, \u00e8 esploso causando anche ferite da frammenti lungo tutto l&#8217;arto. Awad ci ha detto che, trovandosi distante dal confine, non aveva visto l&#8217;arrivo dei soldati. &#8220;I miei genitori non lavorano&#8221;, ci ha riferito Awad, che guadagna circa 25 shekels da una giornata di lavoro, ovvero circa 5 euro al giorno.<\/p>\n<p>Questi attacchi, sottolineano i palestinesi, sembrano mirati. Solitamente i proiettili colpiscono gi arti inferiori, ed in alcuni casi gli arti superiori, con un livello di precisione impressionante anche sulle lunghe distanze. A volte, non ci sono spari di avvertimento che potrebbero permettere ai civili di scappare.<\/p>\n<p>Questi lavoratori &#8220;invisibili&#8221; agli occhi dei media, spesso ragazzini che non raggiungono la maggiore et\u00e0, girano di solito con dei carretti trainati da asini e si recano nei terreni lungo il confine per raccogliere metallo, plastica, rame, legna ed altro materiale che possono rivendere. La scarsa quantit\u00e0 di materiali causata dall&#8217;assedio, rende necessario alle aziende il riciclo ed il riutilizzo. Di solito le famiglie di questi giovani sono molto povere, o ci\u00f2 che guadagnano non \u00e8 sufficiente ad autosostenersi. Spesso, non hanno altro modo per sopravvivere.<\/p>\n<p>Il Palestinian Center for Human Rights riporta che nel 2012, la percentuale delle famiglie palestinesi che vivono sotto il livello di povert\u00e0 \u00e8 del 40%. Secondo il Ministero del Lavoro la disoccupazione ha raggiunto il 33%. Il 45% dei giovani uomini di Gaza ed il 78.1% delle giovani donne sono disoccupati. Un risultato evidente delle politiche di chiusura israeliane, che, oltre a non permettere un&#8217;entrata di beni sufficiente a tutta la popolazione di Gaza, impediscono la crescita economica e la creazione di lavoro.<\/p>\n<p>Dall&#8217;inizio del cessate il fuoco del mese di novembre 2012, le forze israeliane hanno ucciso 4 civili palestinesi e ferito almeno 100 persone, inclusi 24 minori, nelle aree lungo il confine. Eppure, secondo quegli accordi, le forze israeliane avrebbero dovuto cessare gli attacchi aerei, via terra e via mare. Successivamente, lo scorso febbraio, le autorit\u00e0 israeliane in un comunicato avevano riferito che i contadini avrebbero potuto accedere alle loro terre fino ad una distanza di 100 metri dalla barriera di separazione, mentre precedentemente il limite era di 300 metri. Tuttavia questo riferimento \u00e8 stato rimosso dal comunicato e l&#8217;11 marzo le stesse autorit\u00e0 hanno comunicato che i residenti possono accedere fino ad una distanza di 300 metri.<\/p>\n<p>Episodi, questi, che passano sotto il totale silenzio internazionale e dei media, come se rientrassero nella normalit\u00e0, e che si uniscono alle violenze ed agli arresti che avvengono contro la popolazione palestinese in Cisgiordania. Un numero che sar\u00e0 probabilmente destinato presto a salire quello dei feriti nelle terre lungo il confine, quando inizier\u00e0 nuovamente la stagione della semina e molti contadini lavoreranno nelle loro terre agricole, terre che costituiscono per queste famiglie l&#8217;unica fonte di sussistenza. Nena News<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rosa Schiano Gaza City, 29 luglio 2013, Nena News Costretti a raccogliere legno e metallo al confine con Israele per pochi euro, sono vittime del fuoco israeliano. 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