{"id":3423,"date":"2013-10-30T17:23:03","date_gmt":"2013-10-30T16:23:03","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3423"},"modified":"2013-10-30T17:23:03","modified_gmt":"2013-10-30T16:23:03","slug":"storici-di-gaza-impegnati-a-registrare-le-testimonianze-della-generazione-della-nakba-prima-che-sia-troppo-tardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/10\/30\/storici-di-gaza-impegnati-a-registrare-le-testimonianze-della-generazione-della-nakba-prima-che-sia-troppo-tardi\/","title":{"rendered":"Storici di Gaza impegnati a registrare le testimonianze della generazione della Nakba prima che sia troppo tardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>fonte: palsolidarity.org<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">28 Ottobre 2013 \/ The Electronic Intifada, Joe Catron \/ Gaza City, Palestina Occupata Registrare le testimonianze dei sopravvissuti della Nakba \u00e8 fondamentale per educare le future generazioni di palestinesi, affermano gli storici orali. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/cdn.palsolidarity.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/131023-gaza-refugee-600x386.jpg\" width=\"480\" height=\"309\" \/> Nascosto in un tranquillo seminterrato dell&#8217;edificio principale del campus dell&#8217;Universit\u00e0 Islamica di Gaza, l&#8217;Oral History Centre (Centro di Storia Orale) a prima vista potrebbe essere scambiato per un ufficio per le borse di studio o una segreteria. Ma gli armadietti di metallo pieni di pile di documenti potrebbero contenere la maggior quantit\u00e0 di ricordi per metro quadro di qualsiasi altro posto nella Striscia di Gaza occupata.<!--more--> Il ricercatore Nermin Habib spiega che il centro ha condotto interviste con coloro che sono stati testimoni della Nakba (catastrofe in arabo), la pulizia etnica prima della fondazione di Israele nel 1948, come pure della Naksa (ricaduta), l&#8217;occupazione israeliana di West Bank, Gaza, Alture del Golan e Sinai nel 1967. \u00abAbbiamo gi\u00e0 condotto 1500 interviste orali archiviandone i file audio,\u00bb ha aggiunto Habib. \u00abUn incontro pu\u00f2 durare da mezz&#8217;ora a due o tre ore. Possiamo anche avere appuntamenti ulteriori.\u00bb \u00abAbbiamo anche pubblicato 120 [interviste] in forma scritta. In futuro, abbiamo in programma video-interviste. Speriamo di poterle usare per produrre un film documentario sulla storia della Palestina.\u00bb Lanciato nel 1998 come parte della facolt\u00e0 delle arti dell&#8217;universit\u00e0, il Centro di Storia Orale \u00e8 costituito da uno staff di esperti ricercatori sul campo e neo-laureati dei dipartimenti di storia, stampa e media, e studi sociali. Partendo dal nulla Il lavoro con la prima generazione di rifugiati palestinesi inizia col trovarli. \u00abFunziona per esperienza, per relazioni,\u00bb spiega Habib. \u00abCostruiamo l&#8217;archivio da delle tracce. Non esiste a Gaza un centro di riferimento sistematico per questo tipo di informazioni.\u00bb Il Centro di Storia Orale svolge ricerche in diversi campi. Oltre a spostamenti e vita dei rifugiati, ha dei programmi su regioni palestinesi, folclore, politica e cultura, come pure sulle violazioni israeliane dei diritti palestinesi. \u00abStiamo facendo del nostro meglio per conservare la nostra identit\u00e0 e la nostra eredit\u00e0 culturale palestinese, le usanze e le tradizioni,come il cibo e l&#8217;abbigliamento, dopo la Nakba,\u00bb dice Habib. \u00abLa storia orale ha legami con tutti i campi del sapere, come la medicina tradizionale. E&#8217; parte del nostro lavoro di storici tramandare queste informazioni.\u00bb \u00abCerchiamo di documentare la storia del popolo palestinese e gli eventi pi\u00f9 importanti che hanno dato forma alla causa palestinese.\u00bb La Striscia di Gaza ha la densit\u00e0 di rifugiati pi\u00f9 alta di qualsiasi altro territorio nel mondo. Pochi aspetti della vita, dall&#8217;economia alla politica, fino alla gran diversit\u00e0 di cibi e dialetti originari di varie zone della Palestina, non sono segnati dalla Nakba, durante la quale circa 750 mila palestinesi furono sfollati dalle forze sioniste e centinaia di villaggi e citt\u00e0 furono spopolate. All&#8217;inizio del 2013, l&#8217;agenzia dell&#8217;ONU per i rifugiati palestinesi, l&#8217;UNRWA, ha registrato pi\u00f9 di 1.2 milioni di rifugiati a Gaza, su una popolazione totale di quasi 1.7 milioni di persone. Durante la Naksa, nel 1967, l&#8217;esercito israeliano espulse da 400 a 450 mila palestinesi, secondo BADIL, un gruppo attivo per i rifugiati palestinesi. Alla fine del 2011, uno studio di BADIL ha calcolato che almeno 7.4 milioni di palestinesi sono stati sfollati, ossia il 66% della popolazione palestinese globale, che ammonta a 11.2 milioni. Questo significa che essi rappresentano il gruppo di rifugiati pi\u00f9 numeroso del mondo, oltre a quello che vive questa situazione da pi\u00f9 tempo. Lo sfollamento dei palestinesi ad opera di Israele continua attraverso il trasferimento forzato di prigionieri politici appena rilasciati, le demolizioni delle case, la revoca delle residenze a Gerusalemme Est, e il Prawer Plan, una misura proposta alla Knesset (parlamento israeliano), che prevede lo sfollamento di 40 mila beduini palestinesi dalle loro case nel deserto del Naqab (Negev). Una generazione che ci sta lasciando Ma con la pulizia etnica del 1948 avvenuta 65 anni fa, i ranghi di coloro che, nella Stricia di Gaza o altrove, ne sono stati testimoni in prima persona, stanno declinando rapidamente. \u00abAbbiamo iniziato a riflettere sul fatto che la generazione che \u00e8 sopravvissuta alla Nakba ci stesse lasciando,\u00bb spiega Haidar Eid, del Progetto di Storia Orale, un&#8217;altra iniziativa per raccogliere testimonianze sul 1948. Il team del progetto ha gi\u00e0 raccolto 64 ore di interviste, ha spiegato Eid. Il tempo per completare il resto si sta esaurendo. \u00abLa maggior parte di queste persone sta morendo. Per il nostro progetto, dovevano avere almeno 10 anni quando \u00e8 successa la Nakba. Percui stiamo parlando di persone che oggigiorno hanno sui settanta o ottant&#8217;anni.\u00bb Eid, professore assistente di letteratura inglese all&#8217;universit\u00e0 al-Aqsa di Gaza, \u00e8 un membro del comitato organizzatore della PACBI (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Culturale ed Accademico di Israele). Nessun compromesso \u00abUna delle rivendicazioni principali del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) \u00e8 l&#8217;applicazione della risoluzione 194 delle Nazioni Unite, che si riferisce chiaramente al ritorno dei rifugiati palestinesi sulle loro terre, villaggi e citt\u00e0, dalle quali furono cacciati durante la pulizia etnica del 1948, e a delle compensazioni,\u00bb spiega Eid. \u00abCon il Progetto di Storia Orale stiamo supportando questa richiesta e rendendola reale. Trasformiamo la pulizia etnica da un termine astratto alla sua realt\u00e0 pratica, la vita stessa delle persone.\u00bb \u00abUn domanda interessante che poniamo ogni tanto \u00e8 se accetterebbero un tipo di soluzione che potrebbe compromettere il loro diritto al ritorno. C&#8217;\u00e8 un consenso generale tra tutti i rifugiati che abbiamo intervistato per cui non \u00e8 accettato nessun compromesso sul diritto al ritorno. Per loro, non sarebbe una soluzione concepibile.\u00bb Il Progetto di Storia Orale di Gaza lavora in collaborazione con Palestine Remembered, un archivio online sulla pulizia etnica della Palestina, e l&#8217;organizzazione israeliana Zochrot, attiva per il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi. Eid definisce questa collaborazione una \u00abforma di co-resistenza\u00bb, in opposizione ai progetti che normalizzano la pulizia etnica e l&#8217;occupazione israeliane della Palestina. \u00abL&#8217;attacco dei progetti di normalizzazione ha preso piede a scapito dei due terzi dei palestinesi che sono rifugiati,\u00bb ha aggiunto, creando una distinzione con altri tipi di cooperazione tra palestinesi ed israeliani. \u00abIl peccato originale \u00e8 il 1948, non il 1967, su cui tutti questi progetti si fondano.\u00bb La maggior parte delle interviste del Progetto di Storia Orale sono condotte da giovani volontari. Molti di essi fanno parte della sezione giovanile della PACBI, la Palestinian Student&#8217;s Campaign for the Academic Boycott of Israel. Rivisitando il trauma \u00abE&#8217; faticoso, devo ammetterlo,\u00bb dice Eid. \u00abPersonalmente ho evitato di svolgere le registrazioni, perch\u00e8 \u00e8 estremamente difficile. Rivisitare il trauma non \u00e8 facile. Ma sono molto felici di parlare di tutto quello che c&#8217;era prima del 1948.\u00bb Le interviste del Progetto di Storia Orale sono suddivise in tre sezioni: la Palestina prima del 1948, la pulizia etnica e la vita da rifugiati. \u00abChiediamo di come era la vita di tutti i giorni delle persone nei villaggi o nella citt\u00e0, matrimoni, funerali, e caff\u00e8,\u00bb spiega Eid. \u00abChiediamo se le persone possiedono ancora un thobe [un abito tradizionale] o qualsiasi altra cosa del villaggio. Di solito amano molto questa parte. \u00abQuando si avvicinano al momento della verit\u00e0, quando la persona \u00e8 stata allontanata con la forza dal villaggio, ti si spezza il cuore. Molti iniziano a piangere. Possono darti dei dettagli precisi sulle cose pi\u00f9 strane.\u00bb I racconti possono essere non solo molto pesanti emotivamente, ma pure brutali. \u00abI palestinesi che si rifiutarono di lasciare la Palestina praticamente furono massacrati,\u00bb dice Eid. \u00abQuesta \u00e8 l&#8217;incarnazione del sogno sionista di creare uno stato con una maggioranza ebrea. Per garantire questo, necessiti di un processo di pulizia etnica, o di genocidio.\u00bb Lui stesso un rifugiato, Eid cita il suo passato personale per illustrare l&#8217;importanza della storia orale per la narrazione palestinese. \u00abSono di un villaggio chiamato Zarnuga, nei pressi di Ramle [nell&#8217;odierna Israele],\u00bb dice. \u00abHo trovato solo tre foto di Zarnuga. Solo tre.\u00bb \u00abLa storia del massacro di Tantura si basa principalmente sulla storia orale. Ora le persone sanno che nel villaggio di Tantura, vicino ad Haifa, avvenne un massacro, grazie a registrazioni di storia orale,\u00bb aggiunge Eid. La storia orale inoltre svolge un ruolo importante per la continuit\u00e0 della cultura palestinese. \u00abQuesto lavoro \u00e8 molto importante per le nuove generazioni palestinesi,\u00bb dice Nermid Habib. \u00abPermette loro di sapere che cosa hanno vissuto i loro nonni.\u00bb Israele tenta di ripulire la sua immagine Il 12 agosto, diversi gruppi di solidariet\u00e0 con la Palestina hanno pubblicato una lettera aperta di protesta contro una conferenza internazionale sulla storia orale in programma nel giugno 2014 all&#8217;Universit\u00e0 Ebraica di Gerusalemme, chiedendo ai ricercatori di storia orale di boicottarla. La PACBI ha sottoscritto la lettera, e Eid e pi\u00f9 di 350 ricercatori che lavorano nel campo della storia orale l&#8217;hanno firmata. \u00abIsraele sta tentando di rifare e abbellire la propria immagine,\u00bb afferma Eid. \u00abUna delle questioni che vogliamo fare emergere qu\u00ec in Palestina, come accademici e rifugiati, \u00e8 se la Nakba far\u00e0 parte della conferenza, se la pulizia etnica dei palestinesi nel 1948 verr\u00e0 presa in esame. Credo che questa sia una domanda retorica, e conosciamo gi\u00e0 la risposta.\u00bb La partecipazione di storici orali della Striscia di Gaza alla conferenza \u00e8 fuori questione. Alla maggioranza dei palestinesi \u00e8 vietato entrare nell&#8217;odierna Israele. La Legge di Prevenzione dell&#8217;Infiltrazione, del 1954, criminalizza la presenza di rifugiati palestinesi in Israele. Ma attraverso questa esclusione di lunga data, Israele potrebbe produrre l&#8217;effetto contrario, e inavvertitamente mettere l&#8217;accento sulla rilevanza del lavoro sui rifugiati, e sugli aspetti pi\u00f9 bui della propria storia e societ\u00e0. \u00abLa narrazione sionista \u00e8 diventata la narrazione ufficiale in Occidente,\u00bb dice Eid. \u00abPrima del 1948, non c&#8217;era nulla. C&#8217;era un buco dal 1948 fino 2000 anni prima. \u00abLa nostra speranza \u00e8 di fornire un&#8217;alternativa a questa versione dei fatti. E&#8217; parte di quella che chiamiamo la contro-narrazione. \u00abLe storie dei vecchi, rispetto ai libri di storia, sono pi\u00f9 affidabili,\u00bb afferma Habib. \u00abSono stati testimoni diretti degli eventi. Ci sono anche testimonianza scritte. E&#8217; fondamentale aggiungere un nuovo tipo di riferimenti.\u00bb Joe Catron \u00e8 un attivista statunitense a Gaza, Palestina. Ha partecipato alla pubblicazione di \u00abThe Prisoners&#8217; Diaries: Palestinian Voices from the Israeli Gulag\u00bb, un&#8217;antologia di testimonianze di detenuti rilasciati nello scambio di prigionieri del 2011. Blog: joecatron.wordpress.com, twitter: @jncatron.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: palsolidarity.org 28 Ottobre 2013 \/ The Electronic Intifada, Joe Catron \/ Gaza City, Palestina Occupata Registrare le testimonianze dei sopravvissuti della Nakba \u00e8 fondamentale per educare le future generazioni di palestinesi, affermano gli storici orali. 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