{"id":3647,"date":"2013-11-26T12:30:30","date_gmt":"2013-11-26T11:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3647"},"modified":"2013-11-26T12:30:30","modified_gmt":"2013-11-26T11:30:30","slug":"la-raccolta-delle-olive-dei-contadini-di-gaza-con-il-supporto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/11\/26\/la-raccolta-delle-olive-dei-contadini-di-gaza-con-il-supporto-internazionale\/","title":{"rendered":"La raccolta delle olive dei contadini di Gaza, con il supporto internazionale"},"content":{"rendered":"<p>16 Novembre 2013 |\u00a0The Electronic Intifada, Joe Catron | Gaza City,<br \/>\nPalestina Occupata<\/p>\n<p>Durante la raccolta delle olive, durata dalla fine di settembre e per<br \/>\ntutto ottobre, decine di volontari palestinesi hanno dato manforte ai<br \/>\ncontadini nei campi adiacenti la barriera della Striscia di Gaza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/wpid-131113-gaza-olive-press-400x259.jpeg\"><img decoding=\"async\" title=\"131113-gaza-olive-press-400x259.jpeg\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/wpid-131113-gaza-olive-press-400x259.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Foto: un lavoratore palestinese sceglie le olive in un frantoio a Gaza<br \/>\nCity, ottobre 2013. (Foto di Ashaf Amra\/APA)<\/p>\n<p>I volontari hanno lavorato durante la settimana pi\u00f9 intensa della stagione<br \/>\ndi raccolta, dal 20 al 27 ottobre, in due delle zone prese di mira pi\u00f9<br \/>\nfrequentemente dalle forze israeliane: Beit Hanoun, vicino al checkpoint<br \/>\ndi Erez a nord di Gaza, e al-Qarara, una cittadina nella zona di Khan<br \/>\nYounis, nel sud della Striscia di Gaza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Come succede in altre aree vicine alla buffer zone che separano Gaza da<br \/>\nIsraele, queste zone subiscono regolarmente delle irruzioni delle forze<br \/>\nisraeliane, che spesso mandano carri armati e bulldozer per spianare le<br \/>\nterre agricole. Addirittura pi\u00f9 frequenti sono i colpi di arma da fuoco<br \/>\nsparati contro i contadini o altre persone che si trovano vicino alla<br \/>\nbarriera eretta da Israele.<\/p>\n<p>Questi attacchi hanno confiscato vaste aree di terre agricole, che si<br \/>\ninoltrano diverse centinaia di metri all&#8217;interno della Striscia di Gaza,<br \/>\nriducendole a terreni brulli o campi in cui si possono svolgere solo<br \/>\ncoltivazioni che richiedono meno manutenzione, per la maggior parte grano.<br \/>\nAbeer Abu Shawish, coordinatrice del progetto per la Protection for Better<br \/>\nProduction campaign, un progetto dell&#8217;Arab Center for Agricultural<br \/>\nDevelopment, ha affermato che oltre 50 volontari hanno preso parte alla<br \/>\nraccolta.<\/p>\n<p>La mobilitazione ha coinvolto organizzazioni contadine, come la Union of<br \/>\nAgricultural Work Committes e altri gruppi di Gaza.<br \/>\n\u00abI partner della nostra organizzazione hanno mobilitato dei volontari per<br \/>\naiutare i contadini nella raccolta nelle aree sottoposte a restrizioni\u00bb,<br \/>\nha spiegato Abu Shawish. \u00abSi tratta di altri contadini, attivisti, uomini<br \/>\ne donne: tutte queste persone quest&#8217;anno si sono unite a noi\u00bb.<\/p>\n<p>&#8211; Distruzione<\/p>\n<p>\u00abPossiamo piantare unicamente del grano e stare ad aspettare\u00bb, ha<br \/>\nraccontato Abu Jamal Abu Taima, un contadino del villaggio di Khuzaa,<br \/>\nvicino a Khan Younis. \u00abAltri tipi di coltivazioni richiedono di essere<br \/>\ncurate ogni giorno\u00bb.<\/p>\n<p>I 50 dunam di terra (1 dunam equivale a 1000 metri quadri) di Abu Jamal,<br \/>\nche ha in progetto di seminare con del grano dopo l&#8217;inizio delle piogge di<br \/>\nnovembre,&nbsp; una volta contenevano delle piantagioni di ulivi e delle serre<br \/>\nper diversi tipi di verdure.<\/p>\n<p>\u00abAi tempi riuscivamo a raccogliere abbastanza olive da riempire settanta<br \/>\ngrosse bottiglie d&#8217;olio\u00bb racconta. \u00abEd ora? Solo sei\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 2002, le forze israeliane cominciarono a distruggere le terre agricole<br \/>\npalestinesi vicine alla barriera, come pure quelle situate lungo la<br \/>\nPhiladelphi Route sul confine tra la Striscia di Gaza e l&#8217;Egitto.<br \/>\nIn quel periodo furono demoliti anche gli uliveti e le serre di Abu Jamal,<br \/>\ncome pure la sua casa. \u00abGli israeliani le hanno distrutte con quattro<br \/>\nbulldozer, cinque grossi carri armati e tre Hummer\u00bb, ha raccontato.<br \/>\nSecondo quanto riportato dall&#8217;Oxfam nel 2011, dall&#8217;occupazione della<br \/>\nStriscia di Gaza e della West Bank nel 1967, Israele ha sradicato 800 mila<br \/>\nulivi in questi territori. Come ha illustrato recentemente un&#8217;iniziativa<br \/>\ndi attivismo di graphic design chiamata Visualizing Palestine, questi<br \/>\nalberi ricoprirebbero una superficie pari a 33 volte la grandezza del<br \/>\nCentral Park di New York City.<\/p>\n<p>Fino all&#8217;inzio del 2013, secondo il Ministero palestinese dell&#8217;agricoltura<br \/>\ndi Gaza, le forze israeliane avevano distrutto \u00abcirca 20 mila dunam di<br \/>\nterre coltivate con mezzo milione di alberi&#8221; nella Striscia di Gaza,<br \/>\ncontribuendo ad una diminuzione della produzione di olio d&#8217;oliva a livello<br \/>\nlocale del 60 per cento (\u201cIsraeli crimes against farmers cause 60 percent<br \/>\ndeficit in olive production,\u201d Palestine News Network, 24 Settembre 2013).<br \/>\nNella West Bank, la distruzione degli ulivi da parte dei coloni israeliani<br \/>\ne delle forze di occupazione continua. Stop the Wall e la Palestinian<br \/>\nFarmers&#8217;Union hanno organizzato un progetto di accompagnamento, con una<br \/>\ncampagna denominata You Are Not Alone. L&#8217;8 novembre 2013, i volontari<br \/>\navevano gi\u00e0 documentato lo sradicamento e l&#8217;incendio di 1.905 ulivi, e<br \/>\nquesto solo per la stagione di raccolta in corso.<\/p>\n<p>&#8211; Scarichi tossici<\/p>\n<p>Un report di Stop the Wall ha dichiarato che la sua lista di attacchi non<br \/>\n\u00abpretende di essere esaustiva&#8221;. Tra i problemi che devono affrontare i<br \/>\ncontadini che tentano di raggiungere i propri ulivi c&#8217;\u00e8 quello<br \/>\nrappresentato dai \u00abcoloni che scaricano acque di scarico tossiche sui<br \/>\ncampi agricoli&#8221; (\u201cSettlers burn and uproot 1,905 olive trees during the<br \/>\nharvest season,\u201d 8 Novembre 2013).<\/p>\n<p>Il 28 ottobre, il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato degli<br \/>\nestratti di una lista redatta dall&#8217;esercito riguardante gli attacchi dei<br \/>\ncoloni contro gli uliveti e i contadini palestinesi (\u201cIsraeli attacks on<br \/>\nPalestinian olive groves kept secret by state.\u201d)<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione per i diritti umani israeliana Yesh Din ha riportato che<br \/>\nla polizia di occupazione israeliana \u00abha gravemente fallito<br \/>\nnell&#8217;investigazione di questi incidenti e nel perseguire i colpevoli&#8221;,<br \/>\nfacendo notare che su 211 indagini aperte tra il 2005 e il giugno del<br \/>\n2013, solamente quattro hanno prodotto delle condanne (\u201c97.4 percent of<br \/>\ninvestigative files relating to damage of Palestinian olive trees are<br \/>\nclosed due to police failings,\u201d 21 Ottobre 2013).<\/p>\n<p>L&#8217;11 settembre 2013, il comandante dell&#8217;esercito israeliano nella West<br \/>\nBank ha comunicato che le sue truppe avrebbero distrutto degli uliveti<br \/>\nnella cittadina di Yabad per non meglio specificate \u00abragioni di sicurezza&#8221;<br \/>\n(\u201cIsraeli authorities to destroy olive groves for \u2018security purposes,\u201d<br \/>\nMa\u2019an News Agency, 9 November 2013).<\/p>\n<p>&#8211; \u00abSiamo ancora qu\u00ec\u00bb<\/p>\n<p>Ma nella Striscia di Gaza la distruzione degli ulivi \u00e8 stata quasi<br \/>\ncompletata. Per anni, Israele ha usato dei Caterpillar corazzati, i<br \/>\nbulldozer D9, assieme a carri armati, per \u00abripulire\u00bb la buffer zone dagli<br \/>\nulivi. I contadini della zona, che devono far fronte alla minaccia<br \/>\ncostante degli spari e della distruzione delle terre, non hanno molti<br \/>\nmotivi per seminare delle coltivazioni che richiedono un&#8217;attenzione<br \/>\nregolare e risorse significative, e ancora meno coltivazioni che<br \/>\nrichiedono anni di lavoro e manutenzione.<br \/>\n\u00abVoglio piantare pi\u00f9 ulivi, e altre cose, ma non posso\u00bb, ha detto Abu<br \/>\nTaima. \u00abPer ora, semino del grano\u00bb.<\/p>\n<p>A parte alcune eccezioni, la pi\u00f9 importante costituita da un attacco aereo<br \/>\navvenuto il 28 ottobre su un campo di ulivi vicino a Soudanya nel nord di<br \/>\nGaza, la raccolta delle olive nelle Striscia si \u00e8 svolta pi\u00f9<br \/>\ntranquillamente di altre attivit\u00e0 agricole presenti sul territorio.<br \/>\n\u00abStiamo tentando di attirare l&#8217;attenzione internazionale sulla situazione<br \/>\ndei contadini, per scoraggiare gli attacchi israeliani contro di essi\u00bb, ha<br \/>\nspiegato Abu Shawish, della campagna Protection for Better Food<br \/>\nProduction. \u00abSupportandoli, li incoraggiamo a recarsi sulle proprie terre<br \/>\ne a continuare ad usarle. Dimostra agli israeliani che siamo ancora qu\u00ec, e<br \/>\nche possiamo recarci sulle nostre terre senza nessuna timore. I contadini<br \/>\nnelle zone soggette a restrizioni possono resistere all&#8217;occupazione<br \/>\nesistendo sulle proprie terre.\u00bb<\/p>\n<p>I programmi dell&#8217;Arab Center for Agricultural Development per i contadini<br \/>\nnon si limitano all&#8217;accompagnamento, ha spiegato Abu Shawish.<br \/>\nL&#8217;organizzazione ha svolto dei corsi intensivi di leadership per 100<br \/>\ncontadini provenienti dai cinque distretti di Gaza, su diritti dei<br \/>\ncontadini, e sulle relazioni con il pubblico. Inoltre ha condotto altri<br \/>\ntipi di corsi per altri 500 contadini.<br \/>\n\u00abSiamo interessati a creare un movimento sociale per i contadini di Gaza\u00bb,<br \/>\nha detto.<\/p>\n<p>I workshop hanno anche lo scopo di diffondere tra i contadini il supporto<br \/>\npopolare al boicottaggio dei prodotti israeliani e all&#8217;acquisto di beni<br \/>\npalestinesi.<br \/>\n\u00abQuesti workshop hanno anche come obbiettivo quello di incoraggiare i<br \/>\ncontadini stessi ad essere attivi nella campagna di boicottaggio, e a<br \/>\ncapire in che modo possono aiutare l&#8217;economia nazionale boicottando<br \/>\nl&#8217;agricoltura israeliana\u00bb, ha aggiunto Abu Shawish.<br \/>\n\u00abTentiamo di incoraggiare i contadini a boicottare i prodotti agricoli<br \/>\nisraeliani e a comprare i prodotti palestinesi per supportare l&#8217;economia<br \/>\nlocale. Si tratta di coinvolgere i contadini nella campagna stessa\u00bb.<\/p>\n<p>Anche Abu Taima ha un programma di resistenza.<br \/>\n\u00abPer noi, la terra rappresenta qualcosa di molto importante,\u00bb ha spiegato.<br \/>\n\u00bbNon possiamo andarcene come se niente fosse. Non avremo un altro 1948.<br \/>\nNon lasceremo le nostre terre un&#8217;altra volta.\u00bb<\/p>\n<p>Joe Catron, \u00e8 un attivista statunitense che vive a Gaza. E&#8217; coeditore di<br \/>\nun&#8217;antologia di testimonianze di prigionieri rilasciati nello scambio di<br \/>\nprigionieri del 2011, intitolata The Prisoner&#8217;s Diaries:Palestinian Voices<br \/>\nfrom the Israeli Gulag. Il suo blog \u00e8: joecatron.wordpress.com.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>16 Novembre 2013 |\u00a0The Electronic Intifada, Joe Catron | Gaza City, Palestina Occupata Durante la raccolta delle olive, durata dalla fine di settembre e per tutto ottobre, decine di volontari palestinesi hanno dato manforte ai contadini nei campi adiacenti la &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/11\/26\/la-raccolta-delle-olive-dei-contadini-di-gaza-con-il-supporto-internazionale\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3647","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3647"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3647\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}