{"id":3727,"date":"2013-12-10T23:07:55","date_gmt":"2013-12-10T22:07:55","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3727"},"modified":"2013-12-10T23:29:38","modified_gmt":"2013-12-10T22:29:38","slug":"il-lungo-viaggio-verso-la-palestina-65-anni-dopo-essere-stata-approvata-la-risoluzione-194-continua-a-segnare-il-conflitto-israelo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/10\/il-lungo-viaggio-verso-la-palestina-65-anni-dopo-essere-stata-approvata-la-risoluzione-194-continua-a-segnare-il-conflitto-israelo-palestinese\/","title":{"rendered":"Il \u00ablungo viaggio\u00bb verso la Palestina: 65 anni dopo essere stata approvata, la Risoluzione 194 continua a segnare il conflitto israelo-palestinese."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9 Dicembre 2013 \/ Fonte: Al Jazeera English, Ghada Karmi <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dicembre verr\u00e0 ricordato come il mese in cui \u00e8 morto Nelson Mandela, un evento che segna la fine della vita epica di un uomo che lascia dietro di s\u00e9 un&#8217;eredit\u00e0 di compassione per tutti coloro che soffrono a causa delle ingiustizie, non da ultimo i palestinesi.<\/p>\n<div style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  \" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/mritems\/Images\/2013\/12\/9\/\/201312911342812734_20.jpg\" width=\"490\" height=\"324\" \/><p class=\"wp-caption-text\">palestinesi mostrano il simbolo per il ritorno: la chiave delle case che hanno dovuto abbandonare nel &#8217;48<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In diverse occasioni Mandela parl\u00f2 dell&#8217; \u00abingiustizia e delle enormi violazioni dei diritti umani perpetrate in Palestina\u00bb, e afferm\u00f2 che \u00absappiamo fin troppo bene che la nostra libert\u00e0 \u00e8 incompleta senza la libert\u00e0 dei palestinesi\u00bb. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; una strana coincidenza che questo stesso mese segna anche l&#8217;anniversario di un tentativo internazionale di risolvere l&#8217;ingiustizia pi\u00f9 pesante e persistente ai danni dei palestinesi: il loro sfollamento e spogliazione del 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;11 dicembre, saranno passati esattamente 65 anni da quando l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite vot\u00f2 a favore della Risoluzione 194, la quale faceva appello al neonato Stato di Israele affinch\u00e9 rimpatriasse i palestinesi sfollati, \u00abche desiderano vivere in pace con i propri vicini, entro il minor tempo possibile\u00bb, e li risarcisse delle loro perdite. Una Commissione di Conciliazione fu messa in piedi per monitorare le riparazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante non sia mai stata messa in pratica, la Risoluzione 194 costituisce la base legale per il \u00abdiritto al ritorno\u00bb al quale i palestinesi si aggrappano da 65 anni. Nei decenni seguenti l&#8217;emanazione della Risoluzione, i rifugiati palestinesi, invece di tornare a casa, sono diventati una componente semi-permanente del paesaggio arabo, abitando in campi, lontani dalla vista e spesso lontani dalla mente. Al momento, con l&#8217;attenzione del mondo concentrata sulla crisi dei rifugiati siriani, i profughi palestinesi sono diventati ancora pi\u00f9 invisibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre per i rifugiati siriani esiste l&#8217; eventualit\u00e0 che un giorno possano tornare nel loro paese, nessun tipo di ritorno fa parte del ventaglio di possibilit\u00e0 lasciate ai palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; Dimenticati, ancora <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi siriana \u00e8 davvero tragica, ma \u00e8 giusto ricordare che non coinvolge solo dei siriani. Tra i 2 milioni di siriani che si stima siano stati sfollati a causa del conflitto dal 2011, ci sono circa 270.000 palestinesi, circa la met\u00e0 dei 540.000 che vivevano nei campi ONU siriani, che ora diventano profughi per la seconda volta. A loro non \u00e8 stata dedicata molta attenzione, ma il loro destino \u00e8 molto peggiore. Quelli che sono fuggiti in Libano o Giordania, non hanno trovato molto supporto e non possono tornare in Siria perch\u00e9 due terzi dei loro campi sono stati distrutti o sono diventati delle zone di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre per i rifugiati siriani esiste la possibilit\u00e0 che arrivi il momento in cui potranno tornare nel loro paese, questa opzione non esiste per i palestinesi. Se la Risoluzione 194 fosse stata applicata, questa situazione non si sarebbe mai creata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, e i decenni passati dal 1948, la risoluzione rimane sulla carta e tuttora costituisce una base legale per il diritto al ritorno dei palestinesi. Ormai quasi pi\u00f9 nessuno la menziona per nome, ma continua a pesare sul conflitto israelo-palestinese, e a rappresentare un ostacolo insormontabile in tutti i negoziati di pace. Per sviarla, la questione dei profughi \u00e8 stata posticipata ad una data non specificata alla fine dei negoziati, oppure, pi\u00f9 recentemente, \u00e8 stata usata come merce di scambio per ottenere concezioni da Israele nel caso in cui venisse revocata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano di Pace Arabo del 2002 si riferisce in modo ambiguo ad una \u00absoluzione giusta\u00bb per la questione dei rifugiati senza entrare nello specifico, e gli attuali negoziati di pace israelo-palestinesi, sponsorizzati dagli Stati Uniti, hanno proposto un ritorno simbolico di rifugiati in Israele, mentre gli altri andrebbero a finire nello stato palestinese, se questo avr\u00e0 le capacit\u00e0 di accoglierli. In altre parole, il diritto al ritorno verrebbe usato come compensazione per l&#8217;accettazione di un accordo di pace da parte di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; La risolutezza di Israele <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; l&#8217;ostinazione di Israele di fronte alla Risoluzione 194, e la sua giustizia naturale, che ha creato questa situazione. Dall&#8217;inizio, Israele rifiut\u00f2 le richieste dell&#8217;ONU per il rimpatrio dei palestinesi, anche se i termini di ammissione come membro dell&#8217;ONU richiedono di aderire alle risoluzioni, inclusa la 194. Quando il Mediatore ONU per la Palestina, il diplomatico svedese Conte Bernadotte, colpito dalla situazione dei rifugiati, tent\u00f2 di spingere per un rimpatrio secondo la Risoluzione 194, dei dissidenti dell&#8217;organizzazione israeliana Irgun sotto Menachem Begin (divenuto in seguito Primo Ministro israeliano) lo assassinarono nel settembre del 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla ha fatto vacillare l&#8217;opposizione di Israele. In 65 anni, questo paese non ha rimpatriato nemmeno un rifugiato, n\u00e9 ha ammesso la propria responsabilit\u00e0 nella creazione del problema dei rifugiati, o chiesto scusa per le sue azioni nel 1948. Invece, ha chiesto che i rifugiati si insedino in altri stati e cerchino delle compensazioni nei fondi internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa politica della negazione ha fatto molto comodo ad Israele. Quando nelle guerra del 1967 un altro quarto di milione di palestinesi furono sfollati, allo stesso modo, a loro non fu mai permesso di tornare, ma questa volta con minore pressione internazionale. Nel corso degli anni, le espulsioni di palestinesi, pi\u00f9 lente ma continue, dalle terre sotto occupazione israeliana, sono passate inosservate. Al momento, il governo israeliano ha in progetto di espropriare altri 40.000 palestinesi, beduini del Negev, e di confiscare le loro terre, con il Prawer Plan, creando in questo modo altri rifugiati interni. Nessuna azione internazionale sembra essere in progetto per prevenire l&#8217;esecuzione di questo piano spietato da parte di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ignorare il diritto al ritorno dei palestinesi, Israele non ha fatto altro che seguire il pensiero del suo primo Primo Ministro David Ben-Gurion. Il 18 luglio 1948, scrisse nel suo diario: \u00abDobbiamo fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere affinch\u00e9 loro [i profughi palestinesi] non ritornino. I vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nonostante gli sforzi di Israele e il tradimento da parte delle potenze mondiali e di varie leadership arabe, i palestinesi non dimenticano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; Sofferenza documentata <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella loro lunga lotta contro l&#8217;oblio, arriva la notizia di un&#8217;importante iniziativa dell&#8217;UNRWA, l&#8217;agenzia ONU fondata nel 1949 per occuparsi dei profughi palestinesi, che li supporter\u00e0 in questa impresa. Pochi sanno che negli archivi dell&#8217;UNRWA \u00e8 presente una ricchissima documentazione dell&#8217;esperienza dei profughi palestinesi, in fotografie, video e film dai primi giorni ad oggi. Questa documentazione \u00e8 costituita dalle immagini dei palestinesi nelle varie fasi dell&#8217;esperienza di diventare profughi: forzati ad abbandonare le loro case nel 1948; la creazione dei campi profughi negli anni &#8217;50; il secondo esodo del 1967; i profughi del Libano; e le vite delle comunit\u00e0 di rifugiati dagli anni &#8217;80 al ventunesimo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di questa importantissima collezione, mezzo milione di immagini che descrivono la storia e lo sviluppo della tragedia dei rifugiati, sta per essere digitalizzata e quindi preservata per i posteri, un enorme e costoso progetto gi\u00e0 registrato nel \u00abRegistro della Memoria del Mondo\u00bb dell&#8217;UNESCO. Verr\u00e0 messa a disposizione di scrittori, accademici, ricercatori e giornalisti, ma soprattutto sar\u00e0 a disposizione di generazioni di palestinesi che potranno imparare la loro storia e sapere che sar\u00e0 al sicuro dalla distruzione da parte di coloro che, come Israele, vorrebbero cancellare il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 gi\u00e0 successo. Durante l&#8217;invasione israeliana del Libano nel 1982, e l&#8217;assalto israeliano a Gaza nel 2008, Israele ha confiscato o distrutto un numero imprecisato di documenti dell&#8217;UNRWA. Mentre la maggior parte dell&#8217;archivio \u00e8 stato spostato da un luogo all&#8217;altro, il progetto di digitalizzazione lo protegger\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto dell&#8217;UNRWA \u00e8 stato lanciato a Gerusalemme alla fine di novembre con una bellissima esposizione, \u00abIl lungo viaggio\u00bb, contenente fotografie mai viste prima dell&#8217;esodo dei rifugiati dei primi giorni, che datano della fine degli anni &#8217;40 e degli anni &#8217;50. Un tour di questa esibizione \u00e8 in progetto, in diversi paes arabi, e se possibile in Europa. Ma, ovunque essa venga esposta, merita un audience pi\u00f9 numerosa possibile per riportare nella coscienza pubblica una tematica deliberatamente marginalizzata, negata, e manipolata da 65 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ghada Karmi \u00e8 l&#8217;autrice del libro &#8220;Sposata a un altro uomo: per uno Stato laico e democratico nella Palestina storica&#8221;.(Deriveapprodi, 2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/indepth\/opinion\/2013\/12\/long-journey-palestine-201312944419714964.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.aljazeera.com\/indepth\/opinion\/2013\/12\/long-journey-palestine-201312944419714964.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 Dicembre 2013 \/ Fonte: Al Jazeera English, Ghada Karmi Questo dicembre verr\u00e0 ricordato come il mese in cui \u00e8 morto Nelson Mandela, un evento che segna la fine della vita epica di un uomo che lascia dietro di s\u00e9 &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/10\/il-lungo-viaggio-verso-la-palestina-65-anni-dopo-essere-stata-approvata-la-risoluzione-194-continua-a-segnare-il-conflitto-israelo-palestinese\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[17,35],"class_list":["post-3727","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinioni","tag-campi-profughi","tag-nakba"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3727","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3727"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3727\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3729,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3727\/revisions\/3729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}