{"id":3757,"date":"2013-12-15T23:46:03","date_gmt":"2013-12-15T22:46:03","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3757"},"modified":"2013-12-15T23:50:35","modified_gmt":"2013-12-15T22:50:35","slug":"lettera-da-al-walaja-guerre-muri-e-ora-strade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/15\/lettera-da-al-walaja-guerre-muri-e-ora-strade\/","title":{"rendered":"Lettera da al-Walaja: guerre, muri, e ora strade"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">10 Dicembre 2013 \/ Fonte: +972 mag<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un progetto per la costruzione di una nuova strada, che dovrebbe permettere di accedere al Monastero di Cremisan da Israele e da Gerusalemme, separer\u00e0 il villaggio di al-Walaja, nella zona di Betlemme, dalle proprie terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue terre erano state confiscate e i suoi abitanti sfollati nel 1948; negli ultimi anni Israele ha iniziato a circondare completamente il villaggio con il muro di separazione, accaparrandosi ancora pi\u00f9 terre. Abu Ali, un abitante del villaggio, ha deciso di rompere il silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testo di: Anne Paq e Hisham Abu Ali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A9044.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: l&#8217;insediamento israeliano di Gilo, illegale secondo la legge internazionale, ricopre una collina vicino alla strada in progetto di costruzione, che dovrebbe collegare il Monastero di Cremisan a Gerusalemme. Questa strada minaccia di sradicare degli ulivi di propriet\u00e0 di Hisham Abu Ali e di altri abitanti di Al Walaja, West Bank (Foto: Anne Paq\/Activestills.org) <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre del 2013, gli abitanti di al-Walaja sono stati testimoni dell&#8217;inizio della costruzione di una nuova strada sulle loro terre. La strada dovrebbe servire ad assicurare l&#8217;accesso a Gerusalemme dal Monastero di Cremisan, che verrebbe a trovarsi sul lato opposto del muro di separazione israeliano (sul \u201clato di Gerusalemme\u201d) se quest&#8217;ultimo venisse costruito seguendo il progetto attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento la situazione \u00e8 in sospeso a causa di un ricorso riguardante il percorso del muro fatto a nome degli abitanti di Beit Jala e delle Suore Salesiane, che hanno un convento ed una scuola vicino al Monastero di Cremisan. Il risultato di questa battaglia legale, che giunger\u00e0 all&#8217;Alta Corte Israeliana il mese prossimo, determiner\u00e0 i punti d&#8217;accesso del Monastero di Cremisan a Gerusalemme e alla West Bank.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A8296b.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: il muro di separazione israeliano nel villaggio palestinese di Al Walaja.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Foto: Paq\/Activestills.org).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di una decisione di una corte minore riguardante il percorso del muro nell&#8217;aprile 2013, Fouad Twal, il Patriarca Latino di Gerusalemme, ha rilasciato la seguente dichiarazione: \u201cRicordiamo ai decision-makers isrealiani che l&#8217;esproprio di terre non giova alla causa della pace e non rafforza la posizione dei moderati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma secondo un&#8217;indagine di Haaretz, i piani iniziali per la costruzione della barriera di separazione nella zona \u201cche ponevano il monastero sul lato israeliano furono redatti nel 2005, con la consultazione del Ministero della Difesa, del Vaticano e dei suoi monasteri locali.\u201d Sempre secondo lo stesso articolo, nel 2012 i monaci annunciarono che volevano rimanere sul lato della barriera di Beit Jala, della West Bank, ribadendo che non c&#8217;\u00e8 bisogno di costruire quella strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la BBC ha citato i monaci che hanno dichiarato di non aver mai chiesto di \u201cpassare sul lato israeliano\u201d e che \u201cl&#8217;intero percorso del muro \u00e8 stato stabilito in maniera indipendente dalle autorit\u00e0 israeliane\u201d. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A8323b.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: Hisham Abu Ali davanti alle nuove fondamenta in cemento per la costruzione della strada che distrugger\u00e0 50 dei suoi ulivi nel villaggio di Al Walaja, West Bank, 12 novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Foto: Anne Paq\/Activestills.org).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei pressi del luogo della nuova strada, un abitante palestinese di al-Walaja, Hisham Abu Ali, siede quasi ogni giorno sulle terre appartenenti alla sua famiglia. Cinquanta dei suoi ulivi sono stati marcati per lo sradicamento. Sta tentando disperatamente di salvarli. Hisham \u00e8 gi\u00e0 stato colpito dalla costruzione del muro. E&#8217; stato costretto a vendere il suo gregge di pecore, perch\u00e8 raggiungere le terre oltre il percorso del muro era diventato sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hisham ha tentato di chiamare in aiuto delle organizzazioni, o l&#8217;avvocato di al-Walaja, ma non \u00e8 servito a nulla. Ha comunque deciso di rompere il silenzio e di scrivere questa lettera aperta ad Israele e al Monastero di Cremisan:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il mio nome \u00e8 Hisham Abu Ali, sono nato a al-Walaja nel 1969. Al-Walaja \u00e8 un villaggio palestinese situato nella regione di Betlemme, a pochi chilometri di distanza da Gerusalemme. Scrivo questa lettera a causa dell&#8217;ultima catastrofe con si sta confrontando il mio villaggio. Sto scrivendo perch\u00e9 spero di fermarla, e spero sia l&#8217;ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre mesi fa Israele ha cominciato a costruire una nuova strada sulla terra della mia famiglia. Questa terra appartiene alla mia famiglia da generazioni; mio nonno ci coltivava grano e orzo persino prima del 1948. Ora qui abbiamo degli ulivi. La nuova costruzione distrugger\u00e0 gli ulivi e prender\u00e0 la nostra terra. Questa \u00e8 la conseguenza finale dell&#8217;occupazione israeliana nel nostro villaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 iniziata la costruzione della nuova strada, ogni giorno mi reco sulle mie terre e mi siedo l\u00ec. Non posso stare lontano da esse. Ho il timore che useranno la costruzione come scusa per distruggere di pi\u00f9 di quello che sono autorizzati. Giusto oggi ho scoperto che hanno marcato altri cinque ulivi, che secondo i loro piani in realt\u00e0 non dovrebbero essere distrutti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A8332b.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: un laccio messo dalle autorit\u00e0 israeliane marca un ulivo che progettano di sradicare in modo da permettere la costruzione della nuova strada nel villaggio di Al-Walaja, West Bank, 12 Novembre 2013. Dieci ulivi sono gi\u00e0 stati sradicati. In seguito i proprietari li hanno ripiantati. (Foto: Anne Paq\/Activestills.org).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla catastrofe palestinese (la Nakba del 1948), i palestinesi sono stati testimoni di disastri, uno dopo l&#8217;altro, perpetrati dall&#8217;occupante israeliano. Citt\u00e0, villaggi, e campi profughi pagano il prezzo di queste azioni aggressive. Israele ha occupato terre, rimpiazza le terre dei villaggi con degli insediamenti e porta vanti progetti vari per gli israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al-Walaja \u00e8 simile ad altri villaggi. Non \u00e8 immune dai piani israeliani. E&#8217; stato completamente distrutto nella catastrofe del 1948. La sua gente \u00e8 stata esiliata ed \u00e8 scappata in varie regioni, vivendo in campi profughi in Palestina e all&#8217;estero. Dopo la guerra del 1948 alcune delle sue terre agricole rimasero dall&#8217;altra parte della linea di armistizio, cos\u00ec alcune persone tornarono. Diverse famiglie costruirono delle case e misero in piedi un villaggio con le poche risorse che avevano a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1967, Israele occup\u00f2 la West Bank. Ancora una volta, la maggior parte dei palestinesi di al-Walaja fu costretta a fuggire. Israele fond\u00f2 un insediamento chiamato Har Gilo, che si accaparr\u00f2 diverse terre di Al Walaja, e del villaggio vicino di Beit Jala. Israele ha costruito delle strade attorno ad esso per impedire agli abitanti di raggiungere quelle aree. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A0575.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: Abisiya Jafari, che ha pi\u00f9 di 100 anni, mostra un passaporto rilasciato durante il Mandato britannico, Al Walaja, West Bank, 23 novembre 2013. Il villaggio originario di Al Walaja fu completamente distrutto nel 1948, durante la Nakba, e tutti gli abitanti furono costretti a fuggire diventando profughi.(Foto: Anne Paq\/Activestills.org).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le autorit\u00e0 israeliane ora stanno costruendo il muro di \u201cseparazione\u201d per confiscare il villaggio e vogliono costruire un parco nazionale per gli israeliani. Questo parco intende mantenere il paesaggio rurale e le terre agricole a terrazzi che oggigiorno vengono ancora coltivate dai palestinesi. Ma una volta che il muro sar\u00e0 terminato, i contadini palestinesi non potranno pi\u00f9 raggiungere le proprie terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova strada \u00e8 in costruzione nella zona del parco. Sta distruggendo gli stessi campi agricoli e ulivi che il parco intende preservare. Come si pu\u00f2 affermare di costruire un parco distruggendo degli alberi antichi per sostituirli con una strada in cemento? Recentemente, hanno deciso di sradicare 50 ulivi di propriet\u00e0 della mia famiglia. Abbiamo ricevuto la tessera gialla che ci ha allertati di rimuovere i nostri alberi e in seguito dovremmo ricevere la tessera rossa che annuncer\u00e0 la loro fine. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A0529.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: una cartina della zona di Al Walaja dell&#8217;organizzazione Grassroots Jerusalem mostra il modo in cui un parco nazionale israeliano \u00e8 in procinto di usurpare le terre del villaggio.(Foto: Anne Paq\/Activestills.org).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autorit\u00e0 israeliane dichiarano che questa strada serve al Monastero di Cremisan, ma credo che questo non sia il loro scopo reale. Promuovono in continuazione dei nuovi piani che distruggono il nostro villaggio e rendono le nostre vite sempre pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste azioni israeliane non sono nulla. Ma quello che mi rattrista \u00e8 che non ci siano state azioni popolari in opposizione a questa ultima mossa aggressiva di Israele. Delle mobilitazioni ufficiali e popolari avrebbero dovuto svolgersi per fermare le ostilit\u00e0 di Israele nei confronti del nostro villaggio. Le azioni di Israele contro il villaggio devono essere fermate, specialmente la strada che ruber\u00e0 le sue terre. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"http:\/\/972mag.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/133A0465.jpg\" width=\"474\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: vista sulle terre di Al Walaja situate dall&#8217;altra parte del percorso del muro di separazione israeliano, West Bank, 23 novembre 2013. Una volta completato, il muro accerchier\u00e0 il villaggio di Al Walaja, e gli abitanti rimarranno separati dalla maggior parte delle loro terre. (Foto: Anne Paq\/Activestills.org)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo messaggio \u00e8 indirizzato direttamente al Monastero di Cremisan, a cui Israele afferma che questa nuova strada dovrebbe servire. Ma nel frattempo, il Monastero di Cremisan rimane in silenzio. Per noi \u00e8 importante che Cremisan comunichi la propria opinione rispetto a questo progetto e si schieri con noi contro questa strada e la nuova confisca di terre di cui siamo testimoni. La Chiesa non dovrebbe mica essere contraria al furto di propriet\u00e0? Non capiamo come mai la nostra terra ci dovrebbe essere sottratta per gli interessi di Cremisan o di un parco. Questa \u00e8 la nostra terra, e di nuovo ce la stanno rubando. Chiediamo uno stop definitivo alla costruzione della strada e alla distruzione dei nostri alberi e delle nostre terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/972mag.com\/a-letter-from-al-walaja-village-lands-stolen-again-and-again\/83304\/\" target=\"_blank\">http:\/\/972mag.com\/a-letter-from-al-walaja-village-lands-stolen-again-and-again\/83304\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 Dicembre 2013 \/ Fonte: +972 mag Un progetto per la costruzione di una nuova strada, che dovrebbe permettere di accedere al Monastero di Cremisan da Israele e da Gerusalemme, separer\u00e0 il villaggio di al-Walaja, nella zona di Betlemme, dalle &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/15\/lettera-da-al-walaja-guerre-muri-e-ora-strade\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[21],"class_list":["post-3757","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-info","tag-demolizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3757"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3759,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757\/revisions\/3759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}