{"id":3845,"date":"2013-12-26T18:25:24","date_gmt":"2013-12-26T17:25:24","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3845"},"modified":"2013-12-29T20:38:57","modified_gmt":"2013-12-29T19:38:57","slug":"metafora-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/26\/metafora-a-gaza\/","title":{"rendered":"Metafora a Gaza"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n <w:WordDocument>\n  <w:View>Normal<\/w:View>\n  <w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n  <w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n  <w:PunctuationKerning\/>\n  <w:ValidateAgainstSchemas\/>\n  <w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n  <w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n  <w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n  <w:Compatibility>\n   <w:BreakWrappedTables\/>\n   <w:SnapToGridInCell\/>\n   <w:WrapTextWithPunct\/>\n   <w:UseAsianBreakRules\/>\n   <w:DontGrowAutofit\/>\n  <\/w:Compatibility>\n  <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n <\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n <w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n <\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/object>\n\n\n<style>\nst1\\:*{behavior:url(#ieooui) }\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-ansi-language:#0400;\n\tmso-fareast-language:#0400;\n\tmso-bidi-language:#0400;}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">23 dic 2013 | International Solidarity Movement , Charlie Andreasson, Palestina Occupata<br \/>\nSei sotto una diga, hai visto una crepa, da questa comincia a fuoriuscire acqua. Tenti di bloccare la perdita con le mani, ma non basta. La pressione \u00e8 troppo alta , e la fessura troppo grande.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/cdn.palsolidarity.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/10573835945_f812d15d76_b-400x267.jpg\" width=\"320\" height=\"214\" \/>Cominci a urlare per chiedere aiuto, per far sapere cosa sta accadendo, chiedere di interrompere la pressione dall&#8217;interno prima che\u00a0 accada un disastro. Ma nessuno ascolta il tuo avvertimento, e nessuno sembra voler vedere l&#8217;acqua che ti sgorga tra le dita. Alcuni sostengono addirittura che stai esagerando. E tu stai l\u00ec, non osando muovere le mani, chiedendoti per quanto tempo sarai in grado di trattenere la pressione, per quanto tempo puoi continuare a chiamare prima di non avere pi\u00f9 voce. Questa \u00e8 la metafora che meglio descrive gli attivisti che siamo qui e la frustrazione che sentiamo, una frustrazione che dobbiamo affrontare perch\u00e9 non pu\u00f2 trasformarsi in sconforto.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Essere un attivista qui non \u00e8 solo andare con gli agricoltori nella &#8220;zona cuscinetto &#8220;, o in mare con i pescatori, pi\u00f9 o meno come scudi umani: dobbiamo cercare di sigillare le fessure con le mani, se mi \u00e8 permesso di continuare a utilizzare la metafora come un modello esplicativo. Molto pi\u00f9 tempo lo passiamo a intervistare le vittime, a raccogliere informazioni, ad andare a manifestazioni e scrivere articoli, per chiedere aiuto e attirare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che sta accadendo. Ed \u00e8 soprattutto durante la ricerca di informazioni che, anche involontariamente, troviamo qualcosa che mostra che un cambiamento \u00e8 in corso. Uno sguardo mentrei sfogli tra titolo e titolo, poi improvvisamente \u00e8 l\u00ec, l&#8217;articolo che ti fa mettere in pausa. In piedi sotto la diga, noti un cambiamento tra quelli in alto sopra di te. Forse ora qualcosa sta finalmente iniziando ad accadere. E ti senti sollevato e pieno di gioia, e corri a condividere la notizia con tutti gli attivisti che\u00a0 incontri.<\/p>\n<p>In concreto, l&#8217;8 dicembre, il primo ministro olandese Mark Rutte aveva previsto di inaugurare uno scanner per container al checkpoint Kerem Shalom, ma ha sospeso il tutto quando gli \u00e8 parso evidente che, contrariamente alle ipotesi di Rutte, \u00a0lo scanner non sarebbe servito ad agevolare e in tal modo incrementare la circolazione delle merci tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Israele \u00e8 determinato a mantenere queste due parti della Palestina separate l&#8217;una dall&#8217;altra.<\/p>\n<p>Durante lo stesso viaggio, il ministro degli Esteri olandese Frans Timmermans ha rifiutato di accettare una scorta militare israeliana nei territori occupati nel 1967, annullando la sua prevista visita ai vecchi quartieri di Hebron. Altri ministri degli esteri hanno recentemente visitato la zona senza scorte militari, e Timmermans non accettava le nuove condizioni per evitare di creare un precedente.<\/p>\n<p>Olanda, sei grande tra gli attivisti qui. Aggiungo, un alfiere dei diritti umani, difensore delle Convenzioni di Ginevra. Solo pochi giorni dopo, leggiamo che la societ\u00e0 idrica olandese Viten ha concluso una partnership con la societ\u00e0 idrica israeliana Mekorot. Anche nel viaggio di Rutte c\u2019era il ministro olandese del Commercio Lilianne Ploumen, la cui visita a Mekorot \u00e8 stata bruscamente annullata dagli israeliani. Forse perch\u00e9 i media olandesi avevano rivelato che la stessa societ\u00e0 sta negando l\u2019acqua ai palestinesi , chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Olanda, una luce nelle tenebre, e le altre nazioni potrebbero seguire quella luce. Si dimostra che c&#8217;\u00e8 uno spazio politico di manovra per portare un cambiamento. E adesso anche la Romania nega ai suoi cittadini la possibilit\u00e0 di lavoro negli insediamenti israeliani nei territori occupati nel 1967. La salvezza \u00e8 vicina, si pu\u00f2 smettere di gridare ora, e presto non ci sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di tenere le mani sopra le crepe.<\/p>\n<p>Ma inganniamo noi stessi, o forse abbiamo bisogno di farlo per non essere abbattuto. Infatti, mentre ci concentriamo su una buona notizia, abbiamo chiuso gli occh , almeno temporaneamente, a quelle cattive, molto pi\u00f9 abbondanti, e di natura pi\u00f9 seria. Come troviamo che il Regno Unito studia un nuovo tipo di drone con Israele, e \u00a0l\u2019Italia amplia la sua collaborazione su pi\u00f9 livelli con la potenza occupante di cui sopra, e i membri della Knesset hanno gi\u00e0 iniziato congratulandosi a vicenda per i colloqui di pace che non sembrano portare da nessuna parte &#8230; la lista si allunga ogni giorno. E quando usciamo per le strade della Palestina, vediamo che nulla \u00e8 migliorato. Le persone normali sanno forse che l\u2019Olanda si \u00e8 mossa per loro? Reagiscono forse come noi alla notizia?<\/p>\n<p>La gente qui \u00e8 indurita. Credono in un cambiamento solo quando lo vedono. Hanno avuto abbastanza vuote promesse da smettere di sognare. Ed \u00e8 per questo che omaggiano ogni palestinese che torna da una prigione israeliana, non importa quello che lui o lei ha fatto &#8211; resistenza armata, attivit\u00e0, o solo essere nel posto sbagliato al momento sbagliato &#8211; perch\u00e9 questa persona ha cercato, in modo concreto, di cambiare la situazione. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che conta, dopo il tradimento di tutti quelli che ci camminano sopra, senza darsi un pensiero per le crepe che freneticamente tentiamo di sigillare. Sono in procinto di annegare pi\u00f9 a valle della diga. E noi continuiamo a gridare aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23 dic 2013 | International Solidarity Movement , Charlie Andreasson, Palestina Occupata Sei sotto una diga, hai visto una crepa, da questa comincia a fuoriuscire acqua. Tenti di bloccare la perdita con le mani, ma non basta. 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