{"id":3892,"date":"2013-12-31T18:21:16","date_gmt":"2013-12-31T17:21:16","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=3892"},"modified":"2014-01-02T22:54:10","modified_gmt":"2014-01-02T21:54:10","slug":"lapartheid-israeliana-nega-i-servizi-fondamentali-a-migliaia-di-bambini-a-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2013\/12\/31\/lapartheid-israeliana-nega-i-servizi-fondamentali-a-migliaia-di-bambini-a-gerusalemme\/","title":{"rendered":"L\u2019apartheid israeliana nega i servizi fondamentali a migliaia di bambini a Gerusalemme"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">30 Dicembre 2013 \/ Fonte: The Electronic Intifada, Patrick O. Strickland<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: i bambini palestinesi nati a Gerusalemme vivono intrappolati in una rete di burocrazia e restrizioni discriminatorie israeliane.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/cdn1.electronicintifada.net\/sites\/electronicintifada.net\/files\/styles\/large\/public\/is00_2.jpg?itok=3kfsA1J6\" width=\"371\" height=\"247\" \/>(Foto: Issam Rimawi \/ APA images)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Gerusalemme Est occupata da Israele, migliaia di bambini palestinesi nati da genitori che possiedono tipi di carta d\u2019identit\u00e0 diversi spesso vivono per tutta la loro giovinezza senza essere registrati e senza nessun tipo di cittadinanza o documento d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE\u2019 molto dura\u2026 camminiamo in giro tutto il tempo con la paranoia,\u201d spiega Fidaa Shweiki, i cui quattro bambini non sono registrati. \u201cIl fatto che Israele non mi ha permesso di registrare i miei figli, ha causato un sacco di problemi in molti ambiti delle nostre vite\u201d.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Civic Coalition for Jerusalem ha stimato che circa 10.000 bambini palestinesi di Gerusalemme Est non sono registrati. (\u201cJerusalem: General facts and statistics\u201d [PDF]).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerati senza stato secondo la legge internazionale, gli abitanti palestinesi di Gerusalemme sono detentori di una carta d\u2019identit\u00e0 speciale rilasciata da Israele e di documenti di viaggio giordani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shweiki viene dall\u2019area al-Thuri di Gerusalemme, dove i suoi bambini, due bambini e due bambine che hanno tra i 18 mesi e i 9 anni, sono nati in un ospedale del posto. I bambini non possiedono documenti d\u2019identit\u00e0, se non un foglio di carta che attesta che sono nati a Gerusalemme. Il documento non \u00e8 un certificato di nascita e non include un numero di identificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marito di Shweiki, Anwar Khalil Abed Rabbo, deceduto, era di Yatta, nella West Bank, e possedeva documenti di identit\u00e0 rilasciati dall\u2019Autorit\u00e0 Palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019uccisone del marito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abed Rabbo, che al tempo aveva appena 27 anni, si trovava con un altro palestinese quando ambedue furono colpiti da colpi di arma da fuoco e uccisi da un camionista israeliano ad al-Samu, un villaggio vicino ad Hebron, nel 2012. L\u2019esercito israeliano ha affermato che i due stavano tentando di rapinare il camionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Shweiki spiega che Abed Rabbo quel giorno si stava recando a Gerusalemme per raggiungerla per la nascita del loro figlio pi\u00f9 giovane, avvenuta lo stesso giorno. Visto che Israele continuava a negargli i permessi di entrare a Gerusalemme per visitare sua moglie, lui entrava illegalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shweiki pensa che l\u2019uccisione di suo marito sia il motivo per cui le autorit\u00e0 israeliane hanno negato persino al suo figlio pi\u00f9 giovane l\u2019accesso all\u2019assistenza sanitaria nazionale israeliana, nonostante numerosi ricorsi. \u201cGli ispettori dell\u2019assistenza sanitaria nazionale sono venuti a farci visita oltre dieci volte, e a volte arrivano di sorpresa per assicurarsi che viviamo veramente a Gerusalemme.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante Shweiki abbia dimostrato che Gerusalemme \u00e8 l\u2019unica casa della famiglia, le autorit\u00e0 israeliane hanno continuato a rifiutarsi di crederle. L\u2019avvocato di Shweiki, Mohammad Abbasi, ha spiegato che i genitori palestinesi di bambini non registrati sono costretti a portare a termine numerose richieste di registrazione attraverso il Ministero della Difesa israeliano prima di poter portare il caso in tribunale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shweiki ha fornito alle autorit\u00e0 israeliane \u201cdiversi documenti\u201d che provano che da tempo vive e lavora a Gerusalemme, tuttavia \u00e8 stata accusata di essersi spostata altrove nella West Bank.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe aurorit\u00e0 israeliane ci dicono che il padre di Fidaa possiede una casa ad al-Ram,\u201d ha detto Abbasi, riferendosi ad una parte palestinese di Gerusalemme situata accanto al muro israeliano nella West Bank. \u201cMa la casa non \u00e8 di Shweiki, non ci ha mai vissuto. Cosa c\u2019entra con lei?\u201d Shweiki spiega: \u201cho dovuto affrontare questo problema da quando \u00e8 nato il mio primo figlio, quasi dieci anni fa, ma continuano a dire che non vivo qui.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u201cNessun\u2019altra scelta\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSolo dopo aver esaurito tutte le vie attraverso il Ministero della Difesa potr\u00e0 portare il suo caso in tribunale\u201d, ha spiegato Abbasi a The Electronic Intifada. \u201cLe nostre richieste sono state rifiutate gi\u00e0 molte volte. Al momento, stiamo aspettando l\u2019esito dell\u2019ultimo ricorso. Se viene negato dovremo provare in tribunale perch\u00e9 non abbiamo pi\u00f9 nessun\u2019altra scelta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il fatto di non essere registrati, ai bambini di Shweiki viene negato l\u2019accesso ai servizi fondamentali. \u201cNon possono avere un\u2019assicurazione sanitaria, non possono viaggiare all\u2019estero o all\u2019interno della Palestina,\u201d ha spiegato Abbasi, facendo notare che i bambini non possono visitare i famigliari nella West Bank perch\u00e9 non potrebbero tornare a Gerusalemme senza documenti di identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i suoi bambini si ammalassero e necessitassero di cure mediche, Shweiki dovrebbe pagare da sola tutti costi. \u201cE\u2019 molto caro e non posso pagare da sola. Grazie a Dio fino ad ora non abbiamo avuto gravi problemi di salute.\u201d Abbasi ha affermato che fino ad ora, i bambini di Shweiki hanno potuto rimanere legalmente con lei a Gerusalemme. Ma quando compiranno 16 anni, non potranno ricevere lo statuto di residenza. Invece, per visitare la loro madre, dovranno richiedere dei permessi di entrata, che dipendono da lunghi \u201ccontrolli di sicurezza\u201d che spesso durano un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tre dei bambini di Shweiki siano alle scuole elementari, non potranno iscriversi alle scuole superiori o all\u2019universit\u00e0 se prima non ottengono i documenti di identit\u00e0 di Gerusalemme richiesti per l\u2019iscrizione, che vengono rilasciati da Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shweiki ha spiegato che ai bambini di suo fratello, che \u00e8 sposato con una cittadina straniera, \u00e8 stata impedita l\u2019iscrizione alla scuola perch\u00e9 pure loro non sono registrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Spingendo fuori i palestinesi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le famiglie palestinesi detentrici di documenti d\u2019identit\u00e0 diversi vengono sistematicamente divise da leggi discriminatorie, come l\u2019 \u201cordinanza temporanea\u201d conosciuta come Citzenship and Entry Law (Legge di cittadinanza ed entrata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl fatto che Israele vieti i ricongiungimenti famigliari, e i continui ostacoli alla registrazione dei bambini per le famiglie di Gerusalemme, esistono parallelamente ad altre politiche tese a dividere le famiglie e a peggiorare la qualit\u00e0 della vita dei palestinesi della citt\u00e0,\u201d ha detto a The Electronic Intifada Rima Awwad della Jerusalemites Campaign.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rete di burocrazia che colpisce ogni aspetto della vita dei palestinesi nella citt\u00e0 fa parte del processo continuo di espulsione degli abitanti indigeni della citt\u00e0 palestinesi da parte di Israele, per far posto agli insediamenti per soli ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Awwad ha spiegato che le politiche israeliane \u201cservono a raggiungere l\u2019obbiettivo di Israele di giudaizzare la citt\u00e0 dividendo le famiglie palestinesi e riducendo la loro qualit\u00e0 di vita.\u201d Queste politiche comprendono \u201cl\u2019espansione e la violenza dei coloni, le demolizioni di case e tassi di povert\u00e0 e disoccupazione sempre in aumento,\u201d ha aggiunto Awwad. Inoltre, il gruppo per i diritti umani B\u2019Tselem ha stimato che tra il 1967 e il 2012, Israele ha revocato la residenza di oltre 14.000 palestinesi abitanti di Gerusalemme Est, costringendoli ad andarsene. (\u201cStatistics on revocation of residency in East Jerusalem,\u201d updated August 2013 [PDF]).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio recente pubblicato da Al-Shabaka ha dimostrato che delle restrizioni simili delle registrazioni rimangono in vigore anche per i bambini palestinesi nella West Bank occupata e nella Striscia di Gaza nonostante l\u2019instaurazione dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese nel 1994. (\u201cDecades of displacing Palestinians,\u201d 18 June 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come se non bastasse, recentemente Israele ha introdotto un nuovo procedimento per fermare il rilascio di certificati di nascita ai bambini nati in Israele da cittadini stranieri, come ha fatto notare il quotidiano israeliano Haaretz. (\u201cIsrael to stop issuing birth certificates to children of foreigners,\u201d 20 November 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se decisa a continuare la lotta per registrare i suoi figli, Shweiki non \u00e8 ottimista. \u201cPerch\u00e9 dovrei avere speranza? Non c\u2019\u00e8 nessuna speranza nei tribunali israeliani,\u201d ha affermato, spiegando che lei e i suoi bambini rimarranno a Gerusalemme qualunque siano i risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLi lascer\u00f2 senza registrazione, ma non andremo da nessun parte. I bambini sono nati a Gerusalemme e questa \u00e8 la nostra casa. La nostra famiglia \u00e8 composta da 17 persone che vivono nella stessa piccola casa in modo da poter rimanere nella nostra citt\u00e0.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Patrick O. Strickland \u00e8 un giornalista indipendente e collaboratore di The Electronic Intifada. I suoi scritti sono pubblicati su: <a href=\"http:\/\/www.patrickostrickland.com\" target=\"_blank\">www.patrickostrickland.com<\/a>. Twitter: @P_Strickland_. Fonte: <a href=\"http:\/\/electronicintifada.net\/content\/thousands-jerusalem-children-denied-basic-services-israeli-apartheid\/13043\" target=\"_blank\">http:\/\/electronicintifada.net\/content\/thousands-jerusalem-children-denied-basic-services-israeli-apartheid\/13043<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30 Dicembre 2013 \/ Fonte: The Electronic Intifada, Patrick O. 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