{"id":4063,"date":"2014-01-19T08:44:38","date_gmt":"2014-01-19T07:44:38","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=4063"},"modified":"2014-01-19T08:44:38","modified_gmt":"2014-01-19T07:44:38","slug":"soldati-israeliani-dipendenti-al-senso-di-potere-sui-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/01\/19\/soldati-israeliani-dipendenti-al-senso-di-potere-sui-palestinesi\/","title":{"rendered":"Soldati israeliani dipendenti al senso di potere sui palestinesi"},"content":{"rendered":"<p>16 Gennaio 2014 \/ Fonte: The Electronic Intifada, Adri Nieuwhof<\/p>\n<p>L\u2019esercito israeliano insegna ai suoi soldati a non pensare alle<br \/>\nconseguenze del proprio comportamento nei confronti dei palestinesi,<br \/>\nafferma un libro appena pubblicato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11104302963556_992_253.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11104302963556_992_253.bmp\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11104302963556_992_253.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>In \u201cSoldiering Under Occupation\u201d (Berghahn books), Erella Grassiani<br \/>\nanalizza le confessioni di soldati israeliani raccolte da Breaking The<br \/>\nSilence, un gruppo che denuncia il comportamento dei soldati israeliani, e<br \/>\naltre interviste condotte dall\u2019autrice stessa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Grassiani, che insegna all\u2019Universit\u00e0 di Amsterdam, crede che nella<br \/>\nmaggioranza dei casi i soldati si rendano conto che le loro attivit\u00e0 nella<br \/>\nWest Bank e nella Striscia di Gaza provocano danni ai palestinesi. Eppure,<br \/>\ndi fronte a questa constatazione, la maggioranza dei soldati non fa nulla<br \/>\ne non tenta di cambiare la situazione.<\/p>\n<p>&#8211;\tNoia<\/p>\n<p>La giovent\u00f9 israeliana viene cresciuta in un ambiente in cui il servizio<br \/>\nmilitare di combattimento viene idealizzato. Fare la guardia ad un<br \/>\ncheckpoint \u00e8 difficile da conciliare con l\u2019esperienza di un soldato<br \/>\nallenato per diventare un combattente che difende lo stato.<\/p>\n<p>Il compito di sorveglianza ad un checkpoint viene spesso descritto come<br \/>\nnoioso e con termini quali lavoro \u201cnero\u201d e \u201csporco\u201d. I soldati descrivono<br \/>\nle lunghe ore e la natura monotona del loro lavoro. Questo lavoro mette a<br \/>\ndura prova la pazienza dei soldati, influenzando negativamente il morale e<br \/>\nla motivazione dei soldati e il loro comportamento nei confronti dei<br \/>\npalestinesi.<\/p>\n<p>I soldati spesso si annoiano anche quando devono fare delle ronde. Per<br \/>\nfar passare il tempo svolgono perquisizioni a caso su gente che non<br \/>\nrappresenta nessuna minaccia.<\/p>\n<p>Anche se implicano pi\u00f9 azione, pure gli arresti notturni diventano una<br \/>\nroutine, osserva un comandante paracadutista. Questa routine contribuisce<br \/>\nad un processo di perdita di sensibilit\u00e0, che nella mente del soldato<br \/>\nnormalizza le molestie e l\u2019aggressione.<\/p>\n<p>E\u2019 inquietante leggere di come i soldati si entusiasmano quando delle<br \/>\noperazioni militari spezzano la routine. Un comandante militare si ricorda<br \/>\ndi come \u201ctutti sono eccitati, pazzi\u201d non appena viene lanciata una<br \/>\nchiamata all\u2019azione.<\/p>\n<p>Durante le numerose incursioni nelle citt\u00e0 palestinesi nella West Bank<br \/>\noccupata durante l\u2019operazione Scudo Difensivo nel 2002, i soldati si sono<br \/>\nsentiti come dei \u201cveri\u201d combattenti che dovevano difendere il proprio<br \/>\npaese con le loro armi.<\/p>\n<p>Molti soldati non sono riusciti a operare una distinzione tra le emozioni<br \/>\ncollegate agli attacchi suicidi dei \u201cpalestinesi\u201d e lo svolgimento del<br \/>\nproprio lavoro, afferma un comandante che era di stanza a Jenin. Come<br \/>\nrisultato, molti di essi hanno sfogato i propri sentimenti di vendetta su<br \/>\ndei civili palestinesi.<\/p>\n<p>&#8211;\t\u201cPosso fare qualsiasi cosa\u201d<\/p>\n<p>Ai checkpoint, l\u2019esercito detiene il potere diretto sui palestinesi,<br \/>\nrappresentato dalle armi, dai vestiti e dal comportamento dei soldati.<\/p>\n<p>I soldati operano in un sistema caratterizzato da un grado elevato di<br \/>\npotere strutturale in cui i superiori diramano ordini e punizioni. I<br \/>\ngiovani soldati interiorizzano i sentimenti di dominazione e potere.<\/p>\n<p>Quando un palestinese contesta questo potere iniziando a discutere o non<br \/>\nascoltando, si arriva facilmente ad un abuso di potere e a una reazione<br \/>\nmolto dura. La \u201cpunizione correttiva\u201d viene spesso usata per dimostrare<br \/>\nchi comanda. In violazione dei regolamenti militari, ma con il consenso<br \/>\ndei propri superiori, spesso i soldati lasciano i palestinesi ad<br \/>\n\u201casciugare\u201d \u2013 a volte bendati, ammanettati \u2013 sotto il sole cocente.<\/p>\n<p>Un soldato di guardia ad un checkpoint con vergogna racconta di come<br \/>\ngodeva della sensazione di potere e pensa che era diventato \u201cdipendente al<br \/>\ncontrollo sulle persone. Le persone fanno quello che dici loro di fare.<br \/>\nSai che lo fanno perch\u00e9 hai in mano un\u2019 arma\u201d, si rende conto.<\/p>\n<p>\u201cDio, posso fare qualsiasi cosa. E\u2019 terribile, ti dico che ho veramente<br \/>\nprovato a fare in modo che non succedesse\u2026 questo potere, il soldato lo<br \/>\nsente,\u201d afferma un ufficiale dei paracadutisti israeliani.<\/p>\n<p>&#8211;\tIndifferenti al dolore<\/p>\n<p>In generale, i soldati nutrono sentimenti negativi nei confronti dei<br \/>\npalestinesi, dal momento che vengono visti come un gruppo ostile. La<br \/>\ndistanza fisica pu\u00f2 aumentare l\u2019indifferenza del soldato nei confronti<br \/>\ndell\u2019 \u201caltro.\u201d<\/p>\n<p>I checkpoint come quello di Qalandiya \u2013 tra Gerusalemme e Ramallah \u2013<br \/>\naumentano la distanza perch\u00e9 il vetro antiproiettili molto spesso che<br \/>\nsepara il soldato dai palestinesi rende la conversazione impossibile e<br \/>\nblocca il contatto visivo.<\/p>\n<p>Attraverso il megafono o il citofono, i soldati ripetono i loro ordini e<br \/>\nle loro domande monotone come \u201cdocumenti\u201d, \u201cpermesso\u201d, \u201cdove stai<br \/>\nandando?\u201d e \u201cda dove arrivi?\u201d.<\/p>\n<p>La situazione porta ad un\u2019ulteriore spersonalizzazione dei palestinesi.<br \/>\nVengono percepiti come una massa di \u201carabi\u201d o \u201cpalestinesi\u201d o attraverso<br \/>\ncategorie quali \u201cl\u2019uomo vecchio\u201d o \u201cla donna incinta\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intorpidimento morale si aggiunge all\u2019indifferenza del soldato nei<br \/>\nconfronti della sofferenza dei palestinesi o del modo in cui vengono<br \/>\ntrattati. I soldati non riconoscono che la situazione che si trovano<br \/>\ndavanti \u00e8 moralmente problematica.<\/p>\n<p>L\u2019incapacit\u00e0 di provare empatia pu\u00f2 facilmente portare a comportamenti<br \/>\naggressivi e immorali verso i palestinesi e i loro averi. Ad esempio, dei<br \/>\nsoldati annoiati per essere rimasti appostati per giorni in veicoli<br \/>\ncorazzati nella Striscia di Gaza hanno iniziato a sparare contro dei<br \/>\nriscaldamenti solari per l\u2019acqua. E\u2019 inquietante il fatto che il<br \/>\ncomandante abbia affermato di comprendere il motivo per cui i suoi soldati<br \/>\nsi siano sfogati contro quegli impianti.<\/p>\n<p>&#8211;\tSmettere di pensare<\/p>\n<p>I soldati e i comandanti si distaccano dalla propria esperienza e<br \/>\nconsciamente smettono di pensare ad essa. Quando parlano di questo<br \/>\nprocesso, dicono di entrare in \u201crosh katan\u201d (testa piccola).<\/p>\n<p>In questo stato mentale, i soldati si pongono poche domande su quello che<br \/>\nstanno facendo. Fanno unicamente quello che gli viene richiesto, senza<br \/>\nconsiderare il contesto nelle quali si svolgono le loro azioni. E\u2019 un modo<br \/>\nper eludere una presa di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sembra che anche l\u2019esercito israeliano sia interessato ad avere soldati<br \/>\nche seguano gli ordini che gli vengono impartiti senza porre troppe<br \/>\ndomande. Dei soldati che si pongono delle domande a proposito delle<br \/>\nproprie azioni e che sviluppano delle opinioni proprie sarebbero meno<br \/>\ninclini a seguire semplicemente gli ordini. Potrebbero causare dei<br \/>\nproblemi operazionali.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec \u00e8 s\u00ec, no \u00e8 no. Questo \u00e8 l\u2019esercito, l\u2019unico che pu\u00f2 pensare \u00e8 il<br \/>\ncomandante. Ai soldati non viene lasciato nessuno spazio per pensare e<br \/>\nquesto previene i \u201cse\u201d e i \u201cforse\u201d. In questo modo siamo pi\u00f9 sicuri,\u201d dice<br \/>\nun soldato.<\/p>\n<p>\u201cNell\u2019esercito ti dicono di non pensare, qualsiasi cosa ti dicano, tu la<br \/>\nfai\u201d, spiega un altro soldato.<\/p>\n<p>Quando i soldati bloccano il proprio pensiero, si verifica un aumento<br \/>\ndelle probabilit\u00e0 di comportamenti problematici e si limita la riflessione<br \/>\nsulle conseguenze delle loro azioni. Se si ferma il pensiero, uno non pu\u00f2<br \/>\nagire in modo morale.<\/p>\n<p>&#8211;\tMele marce?<\/p>\n<p>Secondo Grassiani il comportamento immorale ed illegale delle forze<br \/>\nisraeliane \u00e8 un \u201cprodotto diretto delle linee politiche militari e<br \/>\npolitiche dell\u2019occupazione.\u201d<\/p>\n<p>\u201cEsiste una chiara e potente correlazione tra quanto tempo servi<br \/>\nnell\u2019esercito nei territori [occupati] e quanto diventi fottuto nella<br \/>\ntesta,\u201d dice un soldato. Nei primi sei mesi di servizio nella West Bank<br \/>\noccupata, i soldati devono svolgere compiti di guardia e diventano \u201csempre<br \/>\npi\u00f9 acidi e arrabbiati.\u201d<\/p>\n<p>Quando la violenza e le angherie dei soldati contro i palestinesi vengono<br \/>\nesposte sui media, l\u2019esercito israeliano e l\u2019establishment politico da la<br \/>\ncolpa ai soldati, definendoli delle \u201cmele marce\u201d. Ma il discorso delle<br \/>\n\u201cmele marce\u201d viene usato per aiutare le forze israeliane a tenere alta la<br \/>\nsua immagine morale e a salvare l\u2019immagine dello stato.<\/p>\n<p>Grassiani avverte che il rifiuto dei comandanti dell\u2019esercito israeliano e<br \/>\ndei politici di assumersi le responsabilit\u00e0 per il proprio ruolo nelle<br \/>\nviolazioni dei diritti dei palestinesi spiana la via a violazioni ancora<br \/>\npi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/electronicintifada.net\/blogs\/adri-nieuwhof\/israeli-soldiers-get-addicted-power-over-palestinians-says-new-book\">http:\/\/electronicintifada.net\/blogs\/adri-nieuwhof\/israeli-soldiers-get-addicted-power-over-palestinians-says-new-book<\/a><\/p>\n<p>Informazioni sul libro:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.berghahnbooks.com\/title.php?rowtag=GrassianiSoldiering\">http:\/\/www.berghahnbooks.com\/title.php?rowtag=GrassianiSoldiering<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>16 Gennaio 2014 \/ Fonte: The Electronic Intifada, Adri Nieuwhof L\u2019esercito israeliano insegna ai suoi soldati a non pensare alle conseguenze del proprio comportamento nei confronti dei palestinesi, afferma un libro appena pubblicato. 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