{"id":4070,"date":"2014-01-21T13:10:58","date_gmt":"2014-01-21T12:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=4070"},"modified":"2014-01-21T13:10:58","modified_gmt":"2014-01-21T12:10:58","slug":"sono-unebrea-che-critica-israele-e-combatte-per-la-palestina-myriam-marino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/01\/21\/sono-unebrea-che-critica-israele-e-combatte-per-la-palestina-myriam-marino\/","title":{"rendered":"Sono un&#8217;ebrea che critica Israele e combatte per la Palestina &#8211; Myriam Marino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><b>di Giovanni Vigna<\/b><\/em> (<a href=\"http:\/\/nena-news.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=95548#.Ut27JSnGSZc.facebook\" target=\"_blank\">Nena News<\/a>)<\/p>\n<p>Myriam Marino \u00e8 un&#8217;attivista per i diritti umani che coniuga la letteratura, la passione per l&#8217;arte, l&#8217;impegno politico e sociale. Ha iniziato a fare politica fin da giovane partecipando a sit-in contro l&#8217;apartheid in Sudafrica e contro la guerra in Vietnam. Ha vissuto in prima persona i movimenti del &#8217;68 e del &#8217;77, poi per dieci anni si \u00e8 occupata di politica attiva nei gruppi della sinistra extraparlamentare.<\/p>\n<p>Dopo la seconda Intifada, esplosa nel 2000, Myriam ha aderito alla rete &#8220;Ebrei contro l&#8217;occupazione&#8221; (Eco) e tuttora partecipa a incontri pubblici, dibattiti e diverse manifestazioni. Da qualche anno \u00e8 entrata nel direttivo dell&#8217;associazione &#8220;Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese&#8221; che si occupa di promuovere le adozioni a distanza di bambini palestinesi orfani o feriti ed \u00e8 impegnata a diffondere la conoscenza della vasta e straordinaria cultura palestinese.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<b>Il Piano Prawer \u00e8 un progetto del governo israeliano che prevede la distruzione di 35 villaggi beduini non riconosciuti da Tel Aviv, l&#8217;espulsione e il trasferimento forzato di 70mila beduini palestinesi in nuove municipalit\u00e0 e la confisca di oltre 800mila dunam di terra. Il Piano Prawer \u00e8 stato bloccato. Perch\u00e9 il governo Israeliano \u00e8 tornato sui propri passi?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stata una piccola vittoria del movimento popolare che aveva organizzato manifestazioni dovunque. Nelle citt\u00e0 palestinesi e israeliane, in Europa e negli Stati Uniti era stata lanciata la &#8220;giornata della rabbia&#8221; che ha sortito qualche effetto sul governo israeliano. Non sono per\u00f2 ottimista. Non credo che il governo israeliano voglia tornare davvero sui propri passi, probabilmente l&#8217;annuncio della cancellazione del piano Prawer \u00e8 stata solo una manovra di distrazione per ripresentare il progetto in gennaio fuori dal clamore mediatico. Il 12 dicembre scorso Benny Begin, parlamentare del Likud designato da Netanyahu per apportare modifiche al progetto, ha annunciato la decisione del governo di rinunciare al piano Prawer. Begin ha affermato che Netanyahu aveva accettato le sue raccomandazioni sulla cancellazione del progetto, ma esistono motivi per sospettare che nulla sia cambiato. Per esempio, il generale a capo dell&#8217;unit\u00e0 responsabile del trasferimento forzato dei palestinesi ha dichiarato: &#8220;Non ho ricevuto istruzioni in merito, il lavoro della mia unit\u00e0 prosegue regolarmente. Begin pu\u00f2 dire quello che vuole ma tanto il progetto non sar\u00e0 eliminato&#8221;. D&#8217;altra parte la presidente della commissione affari interni Miri Regev ha osservato: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 stata alcuna richiesta da parte del governo di alterare il piano&#8221;. Anche se il progetto del governo venisse effettivamente bloccato, Israele non rinuncer\u00e0 ai suoi obiettivi di spopolare il deserto del Naqab dai beduini. Anche molto prima del piano Prawer, il governo ha demolito numerose volte il villaggio di Al Arabiya e dobbiamo aspettarci, sia che il piano Prawer venga realizzato sia che venga annullato, continue demolizioni, espropriazioni e deportazioni.<\/p>\n<p><b>Nelle ultime settimane a Gaza \u00e8 salita la tensione. Dal 20 dicembre sono morti quattro palestinesi e un soldato israeliano. Decine i feriti nei raid dell&#8217;aviazione di Tel Aviv. A cosa \u00e8 dovuto questo aumento delle azioni militari israeliane contro i palestinesi?<\/b><\/p>\n<p>Con tutta probabilit\u00e0 tutto ci\u00f2 \u00e8 causato dai negoziati in corso. Netanyahu sta cercando di renderli ancora pi\u00f9 inutili e forse sta tentando di provocare una risposta palestinese violenta per poter giustificare gli obiettivi criminali che si prefigge. Ma \u00e8 necessario sottolineare che Israele non ha bisogno di particolari ragioni per intensificare la violenza dell&#8217;occupazione che, anche senza le uccisioni, si manifesta quotidianamente in molti modi.<\/p>\n<p>Secondo il Ministero dei prigionieri dell&#8217;Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, nel 2013 le forze di occupazione israeliane hanno arrestato 3.874 cittadini palestinesi. I negoziati di pace sono utili?<\/p>\n<p>La soluzione politica \u00e8 la fine dell&#8217;occupazione e dell&#8217;apartheid e l&#8217;archiviazione dell&#8217;ideologia sionista, la costituzione di uno Stato unico democratico binazionale nel quale siano rispettati i diritti di tutti. Come si possa giungere a questo risultato considerando l&#8217;appoggio che Israele ottiene dagli Stati Uniti e dall&#8217;Europa, malgrado le famose linee guida, che non hanno certo impedito all&#8217;Italia di intensificare accordi commerciali e militari con Israele, \u00e8 un discorso pi\u00f9 complicato. Uno strumento efficace che sta mettendo in atto la societ\u00e0 civile a livello internazionale e che sta dando concreti risultati \u00e8 il BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni).<br \/>\nI cosiddetti negoziati di pace non sono soltanto inutili, ma anche dannosi. Non ci sono mai stati accordi che abbiano favorito i palestinesi o migliorato la loro vita e tanto meno lo sono stati quelli di Oslo. Perch\u00e9 i negoziati possano dare risultati occorre la precondizione di un piano di parit\u00e0, cosa che non sussiste tra gli israeliani occupanti e i palestinesi occupati.<br \/>\nIl Segretario di Stato Usa John Kerry, da parte sua, caldeggia uno stato palestinese demilitarizzato, con i confini controllati dall&#8217;esercito israeliano, praticamente una serie di bantustan controllati da Israele, un&#8217;assurdit\u00e0 gi\u00e0 bocciata in passato. Nel frattempo non si ferma la giudaizzazione di Gerusalemme con demolizioni, espropriazioni di abitazioni, arresti. Inoltre gli israeliani impediscono a chi ha lasciato la citt\u00e0 di ritornarci. Per finire in bellezza abbiamo letto sui giornali la pensata del ministro israeliano degli Esteri Avigdor Lieberman che ripropone di espellere i rifugiati palestinesi del 1948 e di mandarli nel &#8220;nuovo Stato&#8221; in cambio di non si sa quali territori. Ci\u00f2 costituisce un tentativo di raggruppare i palestinesi nel pi\u00f9 piccolo spazio possibile, secondo il principio sionista sempre operante di ottenere quanto pi\u00f9 territorio possibile con il minor numero di palestinesi possibile. In sintesi si tratta di una brutta farsa.<\/p>\n<p><b>Lei fa parte dell&#8217;Associazione Ebrei Contro l&#8217;Occupazione (Eco). Perch\u00e9 un ebreo, soprattutto una persona che vive in Israele, pu\u00f2 scegliere la scomoda posizione di criticare le politiche del governo di Tel Aviv?<\/b><\/p>\n<p>Effettivamente per chi \u00e8 cresciuto in Israele, nutrito della sua letale propaganda, \u00e8 molto difficile dissentire. I giovani sono educati a credere che l&#8217;esercito israeliano sia il pi\u00f9 morale del mondo e che sia la loro vera famiglia. La loro opinione \u00e8 che &#8220;tutti ci odiano nel mondo&#8221; e che quindi &#8220;abbiamo il diritto di difenderci&#8221;. Inoltre i giovani crescono con la convinzione che i palestinesi siano terroristi che vogliono &#8220;buttare a mare&#8221; gli occupanti. Credono a questa e ad altre sciocchezze, a partire dai libri di testo scolastici, dalle esercitazioni militari con l&#8217;esercito che hanno luogo fin dal periodo delle scuole elementari. Inoltre chi esprime il proprio dissenso \u00e8 considerato uno spostato mentre chi non svolge il servizio militare non pu\u00f2 usufruire di alcuni servizi.<br \/>\nPer quanto riguarda la mia condizione, sono sempre stata solidale con la causa palestinese e fin dagli anni Settanta ho manifestato con gli studenti palestinesi del Gups (Unione Generale degli Studenti Palestinesi), le associazioni studentesche dell&#8217;epoca, anche se solo dopo la seconda Intifada ho concentrato il mio impegno unicamente sulla Palestina.<\/p>\n<p><b>Quali obiettivi si propongono le associazioni &#8220;Ebrei Contro l&#8217;Occupazione&#8221; e &#8220;Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese&#8221; di cui lei fa parte?<\/b><\/p>\n<p>Entrambe le associazioni si propongono di sostenere i palestinesi nelle loro giuste lotte, ma direi che, pi\u00f9 che sostenere, si tratta di riconoscere che noi e i palestinesi abbiamo un&#8217;unica lotta da portare avanti perch\u00e9 l&#8217;influenza letale del sionismo si fa sentire anche qui da noi. I palestinesi sono, in un certo senso, un &#8220;popolo cavia&#8221; sul quale si compiono esperimenti di repressione e di controllo per poter poi esportare gli stessi strumenti di repressione anche in Europa al fine di controllare e reprimere le lotte popolari. Nello specifico l&#8217;associazione Eco, che con il tempo \u00e8 diventata una Onlus, nata sull&#8217;onda della seconda Intifada con una lettera pubblicata sul Manifesto con il titolo &#8220;Non in mio nome&#8221;, si batte per i diritti umani e politici dei palestinesi e per la fine dell&#8217;occupazione, organizzando conferenze, dibattiti, scritti e convegni.<br \/>\n&#8220;Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese&#8221; \u00e8 un&#8217;associazione di appoggio alla Mezza Luna Rossa Palestinese (Croce Rossa) che si occupa di adozioni a distanza di bambini palestinesi orfani o feriti, ma anche di far conoscere la cultura palestinese, la sua ricchezza e la sua bellezza. L&#8217;associazione \u00e8 interessata anche a diffondere la conoscenza delle &#8220;eccellenze&#8221; palestinesi. Questo popolo, pure cos\u00ec tormentato, impossibilitato a creare una propria economia dalle restrizioni dell&#8217;occupazione, dai protocolli economici (frutto degli accordi di Oslo) che vietano l&#8217;esportazione e dalle continue distruzioni, \u00e8 per\u00f2 capace di produrre eccellenze in molti campi. Nena News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Vigna (Nena News) Myriam Marino \u00e8 un&#8217;attivista per i diritti umani che coniuga la letteratura, la passione per l&#8217;arte, l&#8217;impegno politico e sociale. 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