{"id":4103,"date":"2014-01-23T15:03:21","date_gmt":"2014-01-23T14:03:21","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=4103"},"modified":"2014-01-24T22:47:56","modified_gmt":"2014-01-24T21:47:56","slug":"terra-mamnua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/01\/23\/terra-mamnua\/","title":{"rendered":"terra &#8220;mamnua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>22 gennaio2014 |\u00a0Resistenza Quotidiana,\u00a0Sil\u00a0| Gaza, Occupied Palestine<\/p>\n<p>Dal momento che i bulldozer delle forze di occupazione sioniste hanno distrutto parte del campo di Khaled Qudaih, a Khuza&#8217;a (est di Khan Younis), lui e la sua famiglia sono andati a seminare di nuovo. I militari israeliani hanno risposto con circa mezz&#8217;ora di spari, e la minaccia di colpire direttamente Khaled se non si fosse allontanato.\u00a0<\/p>\n<iframe width='425' height='344' src='\/\/www.youtube.com\/embed\/1sV8WwE0-SY?autoplay=0&loop=0&rel=0' frameborder='0' allowfullscreen><\/iframe>\n<p>Khaled aveva seminato il grano poco meno di un mese fa. Stava crescendo, era verde e a maggio avrebbe dato frutto. Il 19 gennaio si era recato nelle sue terre, con la sua famiglia, per spruzzare il fertilizzante. Samiha, sua figlia dodicenne, avrebbe voluto avvicinarsi alla barriera di separazione, ma sapeva che era proibito: \u201cmamnua\u201d in arabo. Si avvicinava per quanto poteva, fino a dove stavano gli attivisti stranieri con le giacche gialle di segnalazione. Si avvicinava e, con la voce infantile di una dodicenne, con il fare un po&#8217; impacciato di chi avvicina per la prima volta degli stranieri, spiegava che quella terra a lei \u00e8 proibita: &#8220;mi \u00e8 proibito avvicinarmi pi\u00f9 di cos\u00ec alla barriera. Di la ci sono gli israeliani e sparano. Quella terra li \u00e8 proibita (mamnua). \u00c8 la terra della mia famiglia ed \u00e8 proibita. Qualche volta gli israeliani sparano anche quando siamo lontani dalla barriera, ma oggi \u00e8 tranquillo. Te torni quando c&#8217;\u00e8 da raccogliere il grano? Quando c&#8217;\u00e8 la raccolta veniamo tutta la famiglia, c&#8217;\u00e8 anche il nonno, gli zii&#8230; qualche giorno fa sono arrivati i bulldozer, e hanno distrutto questo pezzo di terra, avevamo seminato, ora \u00e8 distrutto.&#8221; Fa un certo effetto sentirlo raccontare da una bambina, sembra di sentire ancora nelle orecchie la sua giovane voce e quella parola orribile, \u201cmamnua\u201d, riferito alla terra della sua famiglia, \u201cproibita\u201d.\ufffd<br \/> <!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11197115285853_770_4861.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" title=\"copyImage-11197115285853_770_486.bmp\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11197115285853_770_4861.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>In ogni caso, il 19 \u00e8 stato spruzzato il fertilizzante e non ci sono state aggressioni sioniste.\u00a0<\/p>\n<p>Khaled, per\u00f2, non era del tutto soddisfatto.\u00a0<\/p>\n<p>C&#8217;era quella terra dove lui aveva seminato, al limite del campo dal lato della barriera, che era stata distrutta dai bulldozer di occupazione. Anche quella era la sua terra. I bulldozer sionisti non avevano il diritto di impedirgli di coltivarla, di impedirgli di raccogliere i frutti: sarebbe tornato il giorno dopo per riprendersela. Non poteva essere \u201cmamnua\u201d, \u201cproibita\u201d quella terra, perch\u00e9 era la sua terra, perch\u00e9 \u00e8 anche li che aveva seminato, perch\u00e9 quel grano serviva per il pane per la sua famiglia, perch\u00e9 gli steli e la crusca servono per nutrire le pecore che stanno nel suo cortile, e che fanno latte da bere e lana per scaldarsi. No, nemmeno il limite estremo del suo campo, a 50 metri dal confine, poteva essere terra \u201cmamnua\u201d. Allora Khaled ha promesso che il giorno dopo sarebbe tornato. Sarebbe tornato con le zappe, per spianare il terreno, e con il vomere e l&#8217;asino, per ararlo dopo aver seminato. Se non fosse stato sotto la minaccia sionista avrebbe fatto tutto con il trattore, ma qui no: in questa terra troppo vicina alla barriera di separazione, i sionisti non lo avrebbero lasciato usare un trattore.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11202507285832_384_2261.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" title=\"copyImage-11202507285832_384_226.bmp\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11202507285832_384_2261.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0Sia chiaro, il caso di Khaled non \u00e8 un caso isolato. Anzi, si pu\u00f2 quasi dire che sia fortunato, perch\u00e9, nella maggior parte dei casi, non \u00e8 possibile avvicinarsi alla barriera di separazione pi\u00f9 di 300 metri (fonte: pchr). Questo non va ad attaccare esclusivamente la libert\u00e0 di movimento dei palestinesi nella loro terra, ma anche il loro diritto a lavorare, e, ancor pi\u00f9 grave, la loro autosufficienza alimentare: con la densit\u00e0 di popolazione tra le pi\u00f9 alte al mondo e l&#8217;esplosione demografica in corso, la Striscia di Gaza diventa sempre pi\u00f9 dipendente da aiuti esterni, incapace di far fronte ai suoi stessi bisogni.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11317459045915_106_881.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" title=\"copyImage-11317459045915_106_88.bmp\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11317459045915_106_881.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Khaled raggiunge la sua terra con la moglie, la sorella della moglie, e tre dei suoi figli. Tra di essi anche Wael, che non ha pi\u00f9 di 10 anni. Alcuni attivisti stranieri lo accompagnano. Sul carretto tirato dall&#8217;asino porta i semi, le zappe e il vomere; lascia il carretto al bordo del campo pi\u00f9 lontano dalla barriera, e porta tutto a mano. I sionisti non possono nemmeno sostenere di non riuscire a vedere cosa ci fosse sul carretto, e nulla, ne&#8217; l&#8217;asino ne&#8217; alcuno del materiale portato, poteva rappresentare una minaccia alla sicurezza di Israele o all&#8217;incolumit\u00e0 dei soldati delle forze di occupazione. Cos\u00ec, Khaled e i suoi figli, si mettono di buona lena a spianare il terreno con le zappe. Dopo circa 10 minuti arriva una jeep, dopo pochi secondi da quando si ferma i sionisti lanciano alcuni colpi di arma da fuoco, senza nessun avvertimento, senza che ci fosse alcuna provocazione verso i soldati.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-1120561784599_114_801.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" title=\"copyImage-1120561784599_114_80.bmp\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-1120561784599_114_801.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Khaled e i suoi figli, incluso Wael, non si fanno intimorire, e continuano a lavorare. La loro terra non pu\u00f2 essere \u201cmamnua\u201d solo perch\u00e9 lo hanno deciso delle forze di occupazione razziste e ingiuste. Chi \u00e8 pi\u00f9 forte, dimmi, le forze di occupazione con tutte le loro armi e armature, o questi contadini armati di zappa? I figli pi\u00f9 grandi continuano a spianare il terreno, Khaled tiene il vomere nella giusta posizione, mentre Wael guida l&#8217;asino. Serve molto tempo per arare il terreno con l&#8217;asino, perch\u00e9 non si pu\u00f2 attaccare un aratro pesante, solo un piccolo vomere, e quindi bisogna andare avanti e indietro parecchie volte. Mentre i contadini palestinesi di Khuza&#8217;a continuano a lavorare, c&#8217;\u00e8 movimento di diverse jeep di la della barriera. Ogni tanto continuano a sparare, giusto per ricordare che non se ne sono andati, e che quella terra \u00e8 \u201cmamnua\u201d. Ma Khaled e la sua famiglia non sembrano avere intenzione di allontanarsi.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11203819925926_29_201.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" title=\"copyImage-11203819925926_29_20.bmp\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/wpid-copyImage-11203819925926_29_201.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fino a che, da una jeep, scende un soldato. Rimane pochi minuti nascosto dietro ad un cumulo di terra creato apposta per nascondere le forze di occupazione, e poi esce allo scoperto, urlando, in un arabo con forte accento ebraico, che sarebbero dovuti andarsene perch\u00e9 altrimenti avrebbe sparato con l&#8217;intenzione di colpire. Se da un lato \u00e8 bello pensare che la presenza degli internazionali abbia contribuito a far si che il soldato sparasse prima in aria, e che lo abbia scoraggiato dal colpire direttamente Khaled; dall&#8217;altro lato \u00e8 frustrante rendersi conto che se questo accade \u00e8 solo perch\u00e9 il mondo \u00e8 fondamentalmente razzista, ed un testimone occidentale risulta pi\u00f9 scomodo di un testimone palestinese. Potessero, questi contadini, avere la stessa voce di un europeo di fronte alle ingiustizie sioniste! Nel frattempo il soldato continua a sparare. Non solo colpi singoli, anche raffiche. All&#8217;inizio Khaled continua ad arare il terreno, poi deve desistere: ha famiglia, non pu\u00f2 permettersi di rimanere ferito, deve poter continuare a lavorare. Allora, mezz&#8217;ora dopo i primi colpi di proiettile, gira l&#8217;asino, e si torna tutti dove era stato lasciato il carretto, in territorio pi\u00f9 sicuro. Restano alcuni chicchi di grano, alcune sementi, in un terreno che non si \u00e8 potuto arare, in una terra palestinese che una violenta forza occupante ha dichiarato \u201cmamnua\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 gennaio2014 |\u00a0Resistenza Quotidiana,\u00a0Sil\u00a0| Gaza, Occupied Palestine Dal momento che i bulldozer delle forze di occupazione sioniste hanno distrutto parte del campo di Khaled Qudaih, a Khuza&#8217;a (est di Khan Younis), lui e la sua famiglia sono andati a seminare &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/01\/23\/terra-mamnua\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,3],"tags":[],"class_list":["post-4103","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gaza-2","category-info"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4103","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4103"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4109,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4103\/revisions\/4109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}