{"id":4288,"date":"2014-02-22T19:19:24","date_gmt":"2014-02-22T18:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=4288"},"modified":"2014-02-25T19:10:20","modified_gmt":"2014-02-25T18:10:20","slug":"cisgiordania-20-anni-fa-la-strage-di-hebron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/02\/22\/cisgiordania-20-anni-fa-la-strage-di-hebron\/","title":{"rendered":"Cisgiordania: 20 anni fa la strage di Hebron"},"content":{"rendered":"<p><em>fonte:<\/em> <a href=\" http:\/\/nena-news.it\/cisgiordania\/\"> http:\/\/nena-news.it\/cisgiordania\/<\/a>&nbsp;&nbsp; di Michele Giorgio<br \/>\nHebron, 22 febbraio 2014, Nena News\u00a0\u2013 Fidaa Abu Hamdiyyeh era alla Tomba dei Patriarchi quel 25 febbraio. \u00abAvevo 12 anni, con le mie tre sorelle e mio padre andammo a pregare prima dell\u2019alba\u00bb, racconta con voce rotta dall\u2019emozione. \u00abRicordo che nell\u2019aria c\u2019era qualcosa di strano \u2013 prosegue Fidaa -, i soldati (israeliani) all\u2019ingresso della moschea avevano assegnato a noi donne uno spazio diverso da quello abituale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/wpid-copyImage-1114147784248_394_148.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-1114147784248_394_148.bmp\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/wpid-copyImage-1114147784248_394_148.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p> Pap\u00e0 ci salut\u00f2 e and\u00f2 a pregare con gli uomini\u00bb. Poi scoppia l\u2019inferno nel luogo dove, secondo la tradizione, riposano i patriarchi e le matriache delle tre fedi monoteistiche. \u00abAll\u2019improvviso \u2013 aggiunge Fidaa \u2013 ci fu un boato, poi le raffiche di un\u2019arma, seguite da urla e dalla fuga degli uomini che scappavano in preda al panico. Tornammo di corsa a casa ignare dell\u2019accaduto, nostro padre rientr\u00f2 dopo due ore\u00bb. Fidaa e le sue sorelle appresero dalla madre che un colono, Baruch Goldstein, un medico del vicino insediamento ebraico di Kiryat Arba, era entrato nella moschea e aveva aperto il fuoco sui palestinesi in preghiera, uccidendone 29. Fu poi sopraffatto e linciato dagli altri fedeli inferociti. Oscuri i motivi della strage. A Kiryat Arba Goldstein fu sepolto come un eroe, in una tomba divenuta con il tempo una sorta di mausoleo dove i coloni\u00a0 pi\u00f9 militanti e gli ultranazionalisti ancora oggi vanno a rendergli omaggio.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Hebron ricorda quei morti 20 anni dopo e chiede che sia rimarginata la ferita della sua divisione in due parti, H1 e H2, sfociata nella chiusura di strade e centinaia di negozi arabi nella zona (H2) dove molte migliaia di palestinesi vivono di fatto in balia di rigidissime misure restrittive applicate dall\u2019esercito israeliano a protezione di 600 coloni ebrei insediati a ridosso della Tomba dei Patriarchi. Coloni giunti negli anni passati da diverse parti del mondo, dagli Usa all\u2019Europa orientale, che affermano di avere diritti \u201cbiblici\u201d sulla citt\u00e0, prevalenti su quelli di famiglie arabe che da secoli vivono stabilmente a Hebron. Migliaia di palestinesi ieri hanno manifestato affinch\u00e9 la zona H2 non sia pi\u00f9 una citt\u00e0 fantasma, che la casbah torni a ripopolarsi e, soprattutto, che torni alla vita Shuhada Street, fino al 2000 principale via commerciale della Hebron antica. Guidati da Issa Amro di \u201cGiovani contro gli insediamenti\u201d (Gci), dal deputato Mustafa Barghouti e dai leader dei comitati popolari, sostenuti da dozzine di attivisti internazionali e israeliani, i manifestanti palestinesi hanno raggiunto gli ingressi della zona H2 dove i soldati li hanno respinti con granate assordanti, lacrimogeni e proiettili di gomma. Alcuni manifestanti sono stati arrestati e feriti.<\/p>\n<p>Ci sono due momenti centrali\u00a0 che permettono di capire le ragioni della tragedia quotidiana di Hebron. Il primo risale all\u2019aprile 1968, quando il rabbino ultrasionista Moshe Levinger assieme a un manipolo di suoi studenti chiese all\u2019esercito \u2013 che aveva occupato i Territori palestinesi meno di un anno prima \u2013 di poter trascorrere la Pasqua ebraica a Hebron. Non sono mai pi\u00f9 andati via e hanno dato luce verde alla colonizzazione della citt\u00e0. Il secondo \u00e8 la strage compiuta da Baruch Goldstein. Quella carneficina non mise fine alle pretese e alle imposizioni dei coloni, al contrario ha aperto la strada alla divisione \u201ctermporanea\u201d di Hebron in H1 e H2 (sotto controllo israeliano), sancita dall\u2019accordo Israele-Olp del gennaio 1997. Le conseguenze di quell\u2019intesa Feryal Abu Haikal, 68enne ex direttrice di un istituto scolastico, le vive sulla sua pelle ogni ora, minuto e secondo della sua vita.<\/p>\n<p>\u00abViviamo a Tel Rumeida e i coloni di recente hanno iniziato lo scavo archeologico su dei nostri appezzamenti di terra dove, affermano, ci sarebbero delle tombe antiche (di Yishai e di Ruth la Moabita). Su quelle terre per\u00f2 ci sono le quattro case della mia famiglia\u00bb, racconta Feryal con tono preoccupato. \u00abA inizio gennaio i coloni hanno tagliato una cinquantina di mandorli e altri alberi. Ogni giorno ne capita una nuova, vogliono renderci la vita impossibile e costringerci ad andare via\u00bb, aggiunge l\u2019anziana direttrice. Gli scavi, in corso accanto alle case palestinesi, sono finanziati con oltre un milione di euro dal ministero israeliano della cultura e sport ed eseguiti dall\u2019Autorit\u00e0 Israeliana per le Antichit\u00e0 e dall\u2019Universit\u00e0 di Ariel (una colonia). Il fine \u00e8 quello di dare vita a un \u201cparco archeologico\u201d simile a quello che i coloni di Gerusalemme hanno creato tra le case palestinesi a Silwan. Secondo l\u2019associazione israeliana \u201cBreaking the Silence\u201d l\u2019archeologia serve a sdoganare le colonie di Hebron, a renderle attraverso il turismo \u201cufficiali\u201d agli occhi del resto degli israeliani.<\/p>\n<p>\u00abEra gi\u00e0 un tormento continuo avere i coloni accanto \u2013 spiega Feryal \u2013 siamo costretti dal 2002 ad attraversare posti di blocco tutte le volte usciamo o rientriamo in casa. I controlli avvengono proprio davanti alla nostra abitazione\u00bb, aggiunge Feryal. Se il progetto del \u201cparco archeologico\u201d andr\u00e0 avanti per gli Abu Haikal si far\u00e0 ancora pi\u00f9 complicato. \u00abNei giorni scorsi \u2013 riferisce Feryal \u2013 un gruppo di coloni ha attaccato le nostre case e quelle dei vicini lanciando dei sassi e hanno distrutto i vetri di otto finestre. Mio nipote \u00e8 stato arrestato solo per essere passato per l\u2019area degli scavi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl problema non \u00e8 solo la vicinanza dei coloni, i posti di blocco, lo stretto passaggio che ci hanno lasciato per l\u2019ingresso di casa. Siamo oppressi anche dal modo in cui pensano e ci vedono questi estremisti\u00bb, sottolinea l\u2019anziana palestinese ricordando che tra i suoi scomodi vicini c\u2019\u00e8 anche Baruch Marzel, l\u2019ex portavoce del gruppo razzista Kach, incluso nell\u2019elenco delle organizzazioni terroristiche di Usa, Ue, Canada e dello stesso Stato di Israele. L\u2019anziana direttrice di scuola in ogni caso non ha alcuna intenzione di arrendersi. \u00abI coloni non riusciranno a mandarci via, abbiamo resistito tanti anni e resisteremo ancora, nelle nostre case\u00bb. Nena News<\/p>\n<p>&#8211; See more at: http:\/\/nena-news.it\/cisgiordania\/#sthash.SZg6DsNb.dpuf<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: http:\/\/nena-news.it\/cisgiordania\/&nbsp;&nbsp; di Michele Giorgio Hebron, 22 febbraio 2014, Nena News\u00a0\u2013 Fidaa Abu Hamdiyyeh era alla Tomba dei Patriarchi quel 25 febbraio. \u00abAvevo 12 anni, con le mie tre sorelle e mio padre andammo a pregare prima dell\u2019alba\u00bb, racconta con &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/02\/22\/cisgiordania-20-anni-fa-la-strage-di-hebron\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[68,1],"tags":[8,28],"class_list":["post-4288","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinioni","category-senza-categoria","tag-al-khalil","tag-hebron"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4288","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4288"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4300,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4288\/revisions\/4300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}