{"id":459,"date":"2012-04-26T21:03:26","date_gmt":"2012-04-26T21:03:26","guid":{"rendered":"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/?p=459"},"modified":"2012-04-26T21:03:26","modified_gmt":"2012-04-26T21:03:26","slug":"ancora-in-carcere-litaliano-arrestato-a-hebron-israele-si-appella-alla-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2012\/04\/26\/ancora-in-carcere-litaliano-arrestato-a-hebron-israele-si-appella-alla-sentenza\/","title":{"rendered":"Ancora in carcere l&#8217;italiano arrestato a Hebron, Israele si appella alla sentenza"},"content":{"rendered":"<div>\u00c8 stato vinto l&#8217;appello contro il reimpatrio forzato di Marco, l&#8217;attivista italiano di 32 anni arrestato ad Hebron (al-Khalil). Ci\u00f2 nonostante Israele ha deciso di appellarsi alla sentenza e il caso sar\u00e0 portato davanti alla Corte Suprema domenica 29 aprile o nei giorni immediatamente successivi.<strong> Di seguito una breve cronologia dei fatti.<\/strong><!--more--><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>L &#8217;11 aprile Marco si trova a Hebron per partecipare alla conferenza internazionale sulla resistenza popolare nonviolenta. Sta facendo ritorno alla conferenza dopo la pausa pranzo quando la polizia israeliana con l&#8217;aiuto dell&#8217;esercito arresta lui ed altre 13 persone con l&#8217;accusa di partecipare ad una manifestazione non autorizzata. Come mostrano i <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BaObPibAIv4&amp;feature=player_embedded&amp;noredirect=1\">video<\/a> non c&#8217;\u00e8 stata violenza da parte degli attivisti e non era in corso alcuna manifestazione.<\/li>\n<li>Quattro di queste tredici persone, due palestinesi e due italiani, rimangono in carcere. Ai due italiani, Marco e Giorgio, viene dato il reimpatrio forzato senza alcun processo, la qual cosa \u00e8 una brutta novit\u00e0 anche per il sistema giudiziario israeliano. Nel frattempo vengono entrambi spostati in un centro di detenzione per migranti in attesa di espulsione.<\/li>\n<li>Marco decide di resistere all&#8217;espulsione affrontando la detenzione per potersi appellare contro il fatto che gli sia stato assegnato reimpatrio forzato e carcere senza un regolare processo. Marted\u00ec 17, dopo quasi una settimana di carcere (comunque senza alcun processo o formale accusa), Giorgio viene reimpatriato.<\/li>\n<li>L&#8217;appello contro il reimpatrio di Marco ha luogo luned\u00ec 23. Il giudice si riserva di decidere l&#8217;indomani, nel frattempo Marco viene trasferito nel carcere per i detenuti comuni di Givon. Marted\u00ec 24 il giudice non si presenta, e mercoled\u00ec 25 la sentenza afferma che l&#8217;appello \u00e8 stato vinto da Marco. In tutto questo tempo, l&#8217;attivista per i diritti umani resta in carcere.<\/li>\n<li>Nonostante sia stato vinto l&#8217;appello, le forze di occupazione si contro-appellano chiedendo l&#8217;intervento della corte suprema. Questo secondo processo dovrebbe avere luogo domenica 29 o nei giorni immediatamente successivi. Nel frattempo Marco rester\u00e0 in carcere, pur non esistendo ancora alcuna accusa formale nei suoi confronti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;arresto e la tentata espulsione ai danni di Marco si inseriscono all&#8217;interno di un escalation ai danni degli attivisti in difesa dei diritti umani che si recano o manifestano l&#8217;intenzione di recarsi nei territori occupati palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 15 aprile a 1200 attivisti internazionali dei 1500 della flytilla &#8220;Welcome to Palestine&#8221; \u00e8 stato impedito di raggiungere la Cisgiordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 17 aprile nella Valle del Giordano un attivista danese \u00e8 stato colpito al volto da un soldato israeliano con il fucile d&#8217;ordinanza, la mitraglietta M-13. L&#8217;attivista partecipava ad una manifestazione nonviolenta che consisteva in un tour in bicicletta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La violazione dei diritti fondamentali e l&#8217;incarcerazione senza motivo dei palestinesi resta invece tragicamente costante. Marted\u00ec 17 aprile 1200 palestinesi, detenuti nelle carceri israeliane sono entrati in sciopero della fame, il nome che hanno dato alla loro protesta \u00e8 &#8220;we will live in dignity&#8221;, vivremo dignitosamente. Sono infatti pi\u00f9 di 4700 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Tra questi nove donne e 190 minori (alcuni hanno 12 anni). Circa 322 prigionieri sono in detenzione amministrativa questo vuol dire che non \u00e8 stato formalizzata contro di loro alcuna accusa. I prigionieri sono oggetto di tortura e non hanno diritto a ricevere visite dai familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per maggiori informazioni potete chiamare Johnny (parla italiano), al numero:<a href=\"..\/2012\/04\/12\/marco-ha-deciso-di-resistere\/%2B972%20592364644\" target=\"_blank\">+972 592364644<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato vinto l&#8217;appello contro il reimpatrio forzato di Marco, l&#8217;attivista italiano di 32 anni arrestato ad Hebron (al-Khalil). 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