{"id":4948,"date":"2014-05-27T22:05:13","date_gmt":"2014-05-27T20:05:13","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=4948"},"modified":"2014-05-27T22:05:13","modified_gmt":"2014-05-27T20:05:13","slug":"un-nuovo-insediamento-illegale-e-in-costruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/05\/27\/un-nuovo-insediamento-illegale-e-in-costruzione\/","title":{"rendered":"Un nuovo insediamento illegale \u00e8 in costruzione"},"content":{"rendered":"<p>26 maggio 2014 |International Solidarity Movement, Nablus\u00a0team | Kafr ad Dik,\u00a0 Palestina occupata<br \/>\n<a href=\"http:\/\/palsolidarity.org\">http:\/\/palsolidarity.org<\/a><br \/>\nPresto ieri mattina, verso le 5, due scavatori erano al lavoro a Daher Sobeh, in cima ad una montagna sul lato est di Kafr ad Dik, un&#8217;area in cui ci sono parecchie sorgenti di acqua.<\/p>\n<p>Insieme agli scavatori c&#8217;era un nutrito gruppo di coloni degli insediamenti vicini, una tenda con bandiere e 4 jeep militari, con circa 40 soldati. Secondo parecchi testimoni,\u00a0 il furto di terra potrebbe arrivare a 600 dunum (150 ettari).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/wpid-copyimage-11173943125357_176_167.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11173943125357_176_167.bmp\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/wpid-copyimage-11173943125357_176_167.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando il primo contadino \u00e8 arrivato sulla sua terra alle 6, l&#8217;area era gi\u00e0 stata dichiarata zona militare chiusa. Quando ha chiesto perch\u00e9 c&#8217;erano maccninari al lavoro e perch\u00e9 non poteva accedere alla sua terra, gli \u00e8 stato detto che c&#8217;erano &#8220;motivi di sicurezza&#8221;. Pi\u00f9 tardi veniva ammanettato e trattenuto per oltre due ore, quando aveva provato ad accedere al suo terreno. <!--more--><\/p>\n<p>Nelle ore successive, altri contadini sono arrivati\u00a0 a reclamare,\u00a0 insieme a attivisti internazionali e giornalisti Palestinesi, che documentavano la costruzione.\u00a0 I militari israeliani avrebbero detto che se si continuava a fare foto, gli ulivi della zona sarebbero stati bruciati. <\/p>\n<p>Gli abitanti del villaggio sono rimasti nell&#8217;area per circa tre ore, ma solo il sindaco di Kafr ad Dik \u00e8 stato autorizzato a parlare con l&#8217;ufficiale israeliano. Il sindaco ha riferito che i soldati pretendevano di operare soto un ordine militare, ma nessun documento gli \u00e8 stato presentato. Testimoni internazionali hanno riferito che la &#8220;zona militare&#8221; era molto arbitraria, permettendo alcuni accessi e altri no.<\/p>\n<p>Questi eventi sono seguiti a quelli del gioved\u00ec precedente, quando c&#8217;era stato un primo tentativo di prendere la terra. Giovedi 22 maggio, di mattina presto, circa 30 soldati e ufficiali di border police israeliani, insieme a una dozzina di coloni e a uno scavatore, erano entrati nella zona. Ma la gente del paese aveva cominciato a protestare , con la presenza di un centinaio di persone da Kafr ad Dik e altri villaggi,\u00a0 e le forze israeliane si erano ritirate verso le 15. <\/p>\n<p>Il capitano israeliano che lavora con il DCO [District Coordination Office] della zona (Salfit e Qalqilia) era stato presente quel gioved\u00ec.\u00a0 Prima di andarsene aveva affermato che sarebbero tornati. Quando le forze israeliane sono tornate domenica mattina, hano affermato di avere l&#8217;approvazione del governo, e che quindi ogni reclamo dovr\u00e0 andare alla Corte.<\/p>\n<p>Inoltre gioved\u00ec notte, polizia sotto copertura aveva arrestato un uomo di 34 anni. Un testimone afferma che i border police avevano fermato una macchina palestinese per sequestrarla. Con questa e senza uniformi erano entrati in paese, si erano fermati davanti a un supermercato e ne avevano\u00a0 arrestato il proprietario, Wafee at Turc. Non ci sono altre informazioni.<\/p>\n<p>Il primo tentativo di costruire nell&#8217;area, risale al &#8217;92, quando la costruzione era stata fermata da una decisione della\u00a0 Corte. Dopo questo, l&#8217;espansione dell&#8217;insediamento \u00e8 stata tentata altre due volte. Attualmente il\u00a0 municipio e i proprietari\u00a0 della terra stanno provando a portare questo esproprio alla Corte di Bet&#8217;el. Questo pu\u00f2 durare 2 o 3 anni,\u00a0 senza nessuna garanzia di tribunale imparziale.<\/p>\n<p>L&#8217;area di Kafr ad Dik \u00e8 ora una delle zone di rilievo nei piani per l&#8217;acqua, anche se la gente di Kafr ad Dik \u00e8 autorizzata solo a prelevare 300 metri cubi al giorno, per una cittadina di 6.000 abitanti. Il municipio ha chiesto un incremento della fornitura di acqua, ma \u00e8 stato respinto.<\/p>\n<p>Come suggerito da varie fonti, questo tentativo \u00e8 finalizzato all&#8217;aumento dell&#8217;area del gi\u00e0 enorme insediamento di Ari&#8217;el, collegandolo agli insediamenti presenti e futuri nella zona. Kafr ad Dik \u00e8 attualmente circondato da 4 insediamenti illegali (Ale Zahav, Pedu\u2019il, Bruchin, e Lesh\u2019ev), mentre l&#8217;unica area a disposizione del villaggio \u00e8 quella tra il villaggio stesso e Ben Gassan. Degli iniziali 16.500 dunum di propriet\u00e0 del villaggio, pi\u00f9 dell&#8217;80% rientra in area C (pieno controllo israeliano). Come alcuni Palestinesi suggeriscono, questo \u00e8 un passo nella direzione dell&#8217;ulteriore allungamento del mjro di annessione, finalizzato a tagliare in due la West Bank.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>26 maggio 2014 |International Solidarity Movement, Nablus\u00a0team | Kafr ad Dik,\u00a0 Palestina occupata http:\/\/palsolidarity.org Presto ieri mattina, verso le 5, due scavatori erano al lavoro a Daher Sobeh, in cima ad una montagna sul lato est di Kafr ad Dik, &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/05\/27\/un-nuovo-insediamento-illegale-e-in-costruzione\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4948","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4948","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4948"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4948\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4949,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4948\/revisions\/4949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}