{"id":5560,"date":"2014-07-29T14:34:54","date_gmt":"2014-07-29T12:34:54","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=5560"},"modified":"2014-07-31T08:07:51","modified_gmt":"2014-07-31T06:07:51","slug":"editoriale-27-luglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/07\/29\/editoriale-27-luglio\/","title":{"rendered":"Editoriale 27 luglio"},"content":{"rendered":"<p>In quanto editoriale di un&#8217;altra testata, viene riportato come molto interessante, ma non necessariamente condiviso da tutta la rete<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiazione.info\/2014\/07\/editoriale-27-luglio\/\">http:\/\/www.radiazione.info\/2014\/07\/editoriale-27-luglio\/<\/a><br \/>\nNel corso delle ultime due settimane sono stati uccisi oltre 1000 palestinesi e oltre 5000 sono i feriti, di cui molti bambini, donne e anziani. Case, scuole, ospedali e moschee sono stati distrutti sotto le bombe israeliane. Mancano acqua, cibo e cure necessarie. La situazione in cui versa la popolazione di Gaza (circa 1 milione e mezzo di abitanti) \u00e8 drammatica. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/wpid-img_3576187103162.jpeg\"><img decoding=\"async\" title=\"IMG_3576187103162.jpeg\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/wpid-img_3576187103162.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019aggressione che si sta consumando \u00e8 la terza nell\u2019arco di circa 5 anni, preceduta da operazioni che purtroppo ricordiamo bene, come ad esempio l\u2019operazione denominata \u201cPiombo Fuso\u201d, sempre contro la popolazione della Striscia di Gaza, che ha causato 1500 morti, molti dei quali bambini, circa 5000 feriti e una vastissima distruzione.<br \/>\nLa domanda che ci poniamo \u00e8: \u201cPerch\u00e9 questo massacro?\u201d La risposta \u00e8 da ricercare nelle storiche mire espansionistiche e colonialiste di Israele, tese ad annientare la Resistenza del popolo palestinese, e nelle diverse contraddizioni che si giocano in quell\u2019area, ricca di giacimenti di gas.<br \/>\nRiscontriamo come quest\u2019ultima motivazione sia sottaciuta dai media occidentali che spesso e volentieri non trattano la questione dell\u2019accesso alle risorse. La prima \u00e8 l\u2019acqua. La seconda \u00e8 la presenza di giganteschi giacimenti di gas naturale presenti al largo delle coste palestinesi, sulle quali Israele intende mettere le mani ad ogni costo.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>I pi\u00f9 grandi di questi giacimenti, il Leviathan e il Tamar (entrambi localizzati nel mediterraneo orientale) sono contesi tra Israele e Libano;\u00a0 potrebbero fornire energia a basso costo per almeno un secolo.<br \/>\nAltri due giacimenti, Marine 1 e Marine 2, localizzati a trentasei chilometri al largo di Gaza, rappresentano due \u201cforzieri\u201d che il 2 giugno scorso i palestinesi avevano provato ad aprire, intavolando le trattative per autorizzarne lo sfruttamento alla russa Gazprom. Altri giacimenti di gas e petrolio, secondo una carta redatta dalla U.S. Geological Survey (agenzia del governo degli Stati Uniti), si trovano sulla terraferma a Gaza e in Cisgiordania.<br \/>\nLa storia \u00e8 lunga. Tramite un accordo firmato da Yasser Arafat, nel 1999, l\u2019Autorit\u00e0 palestinese affida lo sfruttamento di Gaza Marine a un consorzio formato da British Gas Group e alla compagnia privata palestinese Consolidated Contractors, rispettivamente con il 60% e il 30% delle quote, nel quale il Fondo d\u2019investimento dell\u2019Autorit\u00e0 ha una quota del 10%. Vengono perforati due pozzi, Gaza Marine-1 e Gaza Marine-2, che vengono bloccati da Israele e non entrano mai in funzione, dato che lo stato sionista pretende tutto il gas a prezzi stracciati.<br \/>\nTramite l\u2019ex premier britannico Tony Blair, viene preparato un accordo con Israele che toglie ai palestinesi i tre quarti dei futuri introiti del gas, versando la parte loro spettante in un conto internazionale controllato da Washington e Londra. Subito dopo la vittoria alle elezioni nel 2006, Hamas rifiuta l\u2019accordo, chiedendo una rinegoziazione, e l\u2019anno successivo l\u2019attuale ministro della difesa israeliano Moshe Ya\u2019alon avverte che \u201cil gas non pu\u00f2 essere estratto senza un\u2019operazione militare che sradichi il controllo di Hamas a Gaza\u201d.<br \/>\nSeguir\u00e0 l\u2019operazione \u201cPiombo Fuso\u201d contro Gaza.<br \/>\nNel settembre 2012, nonostante l\u2019opposizione di Hamas, l\u2019Autorit\u00e0 palestinese annuncia di aver ripreso i negoziati sul gas con Israele; Gaza Marine rimane comunque fermo. Il 23 gennaio 2014, nell\u2019incontro del presidente palestinese Abbas col presidente russo Putin, viene discussa la possibilit\u00e0 di affidare alla russa Gazprom lo sfruttamento del giacimento di gas nelle acque di Gaza, al fine di rafforzare la cooperazione nel settore energetico.\u00a0 In tale quadro, oltre allo sfruttamento del giacimento di Gaza, si prevede quello di un giacimento petrolifero nei pressi della citt\u00e0 palestinese di Ramallah in Cisgiordania. Nella stessa zona, la societ\u00e0 russa Technopromexport \u00e8 pronta a partecipare alla costruzione di un potente impianto termoelettrico.<br \/>\nLa formazione del nuovo governo palestinese di unit\u00e0 nazionale, il 2 giugno 2014, rafforza la possibilit\u00e0 che l\u2019accordo tra Palestina e Russia diventi effettivo. Nel frattempo, il ritrovamento dei tre coloni israeliani scomparsi d\u00e0 il pretesto mediatico di scatenare l\u2019operazione \u201cBarriera protettiva\u201d contro Gaza, operazione utile a Israele a continuare la pulizia etnica a danno del popolo palestinese, estendere il proprio controllo e impadronirsi anche delle riserve energetiche dell\u2019intero Bacino, comprese quelle palestinesi, libanesi e siriane.<br \/>\nIsraele sta portando chiaramente avanti i suoi interessi territoriali, che puntano al mantenimento e all\u2019allargamento della propria egemonia nell\u2019area mediorientale. Tali interessi in parte si saldano a quelli degli imperialisti Usa, che anche in quest\u2019occasione non hanno mancato di ribadire \u201cil diritto di Israele a difendersi\u201d. In parte per\u00f2 tali interessi confliggono perch\u00e8 le mire degli imperialisti a stelle e strisce si pongono su un piano pi\u00f9 generale di egomonia globale, questo spiega le richieste Usa di giungere a una \u201ctregua\u201d che normalizzi l\u2019oppressione del popolo palestinese e metta a tacere la sua Resistenza, motivo per il quale il tentativo di \u201criconciliazione\u201d tra Fatah e Hamas era stato da essi visto positivamente.<\/p>\n<p>Dovunque negli ultimi anni si siano scatenati conflitti- dall\u2019Afghanistan, all\u2019Iraq, alla Libia- le motivazioni degli imperialisti legate a schiacciare la resistenza dei popoli, al controllo del territorio e al saccheggio delle risorse energetiche strategiche sono state cruciali.<br \/>\nLo scenario mondiale \u00e8 caratterizzato dal moltiplicarsi di focolai di guerra e si accentua la tendenza alla loro generalizzazione in un conflitto mondiale.<br \/>\nJugoslavia, Afghanistan e Iraq sono stati paesi bombardati e invasi, processi drammatici che dietro si s\u00e8 hanno lasciato una lunga scia di conflitti interetnici e interreligiosi. Dopo la strategia caratterizzata da bombardamenti e invasioni, gli occidentali hanno giocato la carta della destabilizzazione dei governi scomodi perch\u00e8 \u201ccolpevoli\u201d di respingere le ingerenze negli affari interni ai loro paesi, foraggiando i cosiddetti ribelli. In Libia gli imperialisti Usa e gli alleati europei hanno imposto, tramite l\u2019Onu, l\u2019unilaterale divieto di sorvolo a danno delle forze governative e hanno armato e sostenuto le milizie mercenarie, aiutandole tramite bombardamenti navali e aerei delle loro unit\u00e0 militari. Successivamente, con l\u2019attacco alla Siria, si \u00e8 rafforzata la strategia della destabilizzazione \u201cdall\u2019interno\u201d tramite il potenziamento dei cosidetti \u201cribelli\u201d, aspetto che affrontammo anche nel primo editoriale radiofonico.<br \/>\nI recenti avvenimenti in Ucraina non sono scollegati, ma si collocano anch\u2019essi in questo scenario: il rifiuto da parte dell\u2019ex presidente Yanukovich di firmare il patto di annessione all\u2019Unione Europea ha scatenato la reazione degli imperialisti che hanno favorito la presa di Kiev da parte dei nazionalisti e dei fascisti. Si tratta di un ulteriore focolaio di guerra dove, da mesi, gli antifascisti cercano di combattere l\u2019avanzata delle truppe del governo golpista di Kiev, forti del loro patrimonio storico di lotta contro gli invasori nazisti.<br \/>\nLa questione dell\u2019Ucraina a sua volta \u00e8 da leggere quale risultato da un lato dell\u2019ingerenza delle potenze europee, in primis la Germania, e dall\u2019altro lato della strategia Usa e Nato di accerchiamento a danno della Russia. Uno scenario non nuovo se pensiamo alle cosiddette \u201crivoluzioni arancioni\u201d negli stati che gravitavano nella sfera di influenza russa e che sono stati annessi all\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Oggi per gli Usa e le altre potenze imperialiste occidentali il mantenimento del controllo dell\u2019area mediorientale \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario: i cacciabombardieri che bombardano Gaza sono F-16 e F-15 forniti dagli Usa allo stato sionista (oltre 300, pi\u00f9 altri aerei ed elicotteri da guerra), insieme a migliaia di missili e bombe a guida satellitare e laser.<br \/>\nInoltre, come documentato dal Servizio di ricerca del Congresso Usa (datato 11 aprile 2014), Washington si \u00e8 impegnato a fornire a Israele, nel 2009-2018, un aiuto militare di 30 miliardi di dollari, cui l\u2019amministrazione Obama (\u201cpremio nobel per la pace\u201d) ha aggiunto oltre mezzo miliardo per lo sviluppo di sistemi anti-razzi e anti-missili; senza contare che Israele dispone da Washington di una cassa continua per l\u2019acquisto di armi statunitensi, tra cui sono previsti 19 F-35 del costo di 2,7 miliardi e ha la possibilit\u00e0 di utilizzare le armi stoccate nel cosiddetto \u00abDeposito Usa di emergenza in Israele\u00bb.<br \/>\nGli Stati Uniti non sono per\u00f2 gli unici a fornire un consistente e costante aiuto militare a Israele. La Germania, gi\u00e0 fornitrice di carri armati Leopard alla Polonia, ha dato allo stato sionista 5 sottomarini Dolphin, modificati per lanciare missili nucleari a lungo raggio. Inoltre non dimentichiamo nemmeno la \u00abBlue Flag\u00bb, la pi\u00f9 grande esercitazione di guerra aerea mai svoltasi in Israele (cui hanno partecipato nel novembre 2013 Stati Uniti, Italia e Grecia) che \u00e8 stata funzionale a integrare nella Nato le forze aeree israeliane, che avevano prima effettuato esercitazioni congiunte solo con singoli paesi dell\u2019Alleanza, come quelle a Decimomannu con l\u2019aeronautica italiana.<br \/>\nCi\u00f2 che accade in questo momento a Gaza avviene quindi anche grazie al contributo del governo italiano, complice di questa ennesima aggressione e delle precedenti, in qualit\u00e0 di alleato di uno stato coloniale, razzista e fascista, che sostiene politicamente e mediaticamente, e in quanto primo fornitore dell\u2019Ue di sistemi bellici e quarto partner commerciale mondiale con lo stato sionista. Non solo, l\u2019Expo 2015 rappresenta un\u2019ennesima tappa del rafforzamento del legame tra Italia e Israele, in cui quest\u2019ultimo cercher\u00e0 di dare un\u2019immagine di s\u00e9 dal volto democratico e civile: il suo padiglione dal titolo \u201cI Campi di domani\u201d permetter\u00e0 allo stato sionista di elogiare i suoi \u201cmiracoli\u201d in campo agricolo sulla terra sottratta alla popolazione<br \/>\npalestinese, nascondendo completamente la realt\u00e0 dell\u2019occupazione militare.<br \/>\nLa Palestina \u00e8 anche utilizzata dai paesi imperialisti come tester di nuovi armamenti bellici micidiali e terreno di sperimentazione e collaudo di tecniche di contro insurrezione e controllo sociale. Gli stessi che definiscono Israele \u201cl\u2019unica democrazia in Medioriente\u201d si adoperano in \u201criforme\u201d che consentano loro un maggiore sfruttamento della forza lavoro e lasciano morire in mare migliaia di persone (o le rinchiudono nei Cie se arrivano sulle nostre coste). Parallelamente lo stato sionista si erge ad esempio di schiavismo, fascismo, saccheggio, deportazioni, segregazione, controllo capillare ultra tecnologico, muri, filo spinato e check-point.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte della barricata per\u00f2 c\u2019\u00e8 un popolo, quello palestinese, che resiste coraggiosamente da oltre 60 anni contro l\u2019occupazione, la frammentazione e l\u2019assedio del suo territorio da parte di Israele. E nonostante la mistificazione mediatica, anche la solidariet\u00e0 nei confronti del popolo palestinese si dimostra forte e determinata in tutto il mondo.<br \/>\nSoprattutto in questo momento la Resistenza palestinese sta dimostrando una determinazione tale da essere di insegnamento a tutti i popoli che lottano. Si tratta di un motivo anche per cui i sionisti e gli imperialisti si abbattono con tanta violenza per imporre i propri interessi dato che, in un fase come quella attuale, non possono permettersi l\u2019esistenza e la continuazione di un esempio cos\u00ec forte di lotta e di coesione tra le masse e le proprie organizzazioni.<br \/>\nLa Resistenza palestinese, infatti, si dimostra unita davanti all\u2019occupante e ai suoi collaboratori, quali l\u2019Anp, e sta raccogliendo una vastissima solidariet\u00e0 dal Medioriente all\u2019Europa, con manifestazioni estese e scontri (come a Parigi), dal Sud America all\u2019Asia, fino al Nord America. Una solidariet\u00e0 internazionalista sintomatica anch\u2019essa del protagonismo delle masse che si stringono fianco a fianco.<br \/>\nOggi \u00e8 necessario continuare a denunciare pubblicamente con forza i crimini commessi dai sionisti in Palestina e le complicit\u00e0 del governo italiano, comprendere il sionismo per combattere le mistificazioni e le accuse di antisemitismo contro il movimento di solidariet\u00e0 al popolo palestinese, boicottare i prodotti di aziende che investono in Israele e soprattutto dare sostegno senza se e senza ma alla Resistenza palestinese che combatte l\u2019espansionismo sionista e imperialista nell\u2019area.\u00a0Consapevoli che la solidariet\u00e0 politica pi\u00f9 concreta da esprimere al popolo palestinese \u00e8 quella di lottare qui contro l\u2019imperialismo di casa nostra.<\/p>\n<p>Con la Resistenza fino alla vittoria!<br \/>\nLibert\u00e0 al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quanto editoriale di un&#8217;altra testata, viene riportato come molto interessante, ma non necessariamente condiviso da tutta la rete http:\/\/www.radiazione.info\/2014\/07\/editoriale-27-luglio\/ Nel corso delle ultime due settimane sono stati uccisi oltre 1000 palestinesi e oltre 5000 sono i feriti, di cui &hellip; <a href=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/07\/29\/editoriale-27-luglio\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5560"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5580,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560\/revisions\/5580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}