{"id":5797,"date":"2014-08-29T13:05:15","date_gmt":"2014-08-29T11:05:15","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=5797"},"modified":"2014-08-29T13:05:15","modified_gmt":"2014-08-29T11:05:15","slug":"auto-guarigione-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2014\/08\/29\/auto-guarigione-a-gaza\/","title":{"rendered":"Auto-guarigione a Gaza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/palsolidarity.org\/2014\/08\/self-healing-in-gaza\/\">http:\/\/palsolidarity.org\/2014\/08\/self-healing-in-gaza\/<\/a><br \/>\n29 ago 2014 | Algherbawi | Gaza, Palestina occupata<\/p>\n<p>Sarah Algherbawi \u00e8 una cittadina palestinese, nata in Arabia Saudita nel 1991 e ora vive nella Striscia di Gaza. Ha terminato la laurea BBA in Business Administration presso l&#8217;Universit\u00e0 islamica di Gaza, e ora lavora come coordinatore del progetto multimediale.<\/p>\n<p>L&#8217;uccisione e il bombardamento sono finiti. Ma io non credo che a Gaza si sentir\u00e0 che la guerra \u00e8 davvero finita per un lungo periodo di tempo, se mai sar\u00e0 possibile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/wpid-copyimage-11178928083957_778_232.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11178928083957_778_232.bmp\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/wpid-copyimage-11178928083957_778_232.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le uccisioni sono finite, ma il dolore per i morti che ci mancano no.<\/p>\n<p> Le uccisioni sono finite, ma le ferite non sono guarite.<\/p>\n<p>Le uccisioni sono finite, ma le case non sono pi\u00f9 in piedi.<\/p>\n<p>Le uccisioni sono finite, ma le nostre anime non sono ancora guarite.<!--more--><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la terza guerra cui ho assistito negli ultimi cinque anni della mia vita. Non avrei mai voluto sperimentare questo, ma \u00e8 appena successo, e tutto quello che posso fare ora \u00e8 quello di affrontare il dolore &#8230; ancora una volta.<\/p>\n<p>La mia prima esperienza con la guerra \u00e8 stata nel mio ultimo anno di liceo, l&#8217;anno che \u00e8 fondamentale per il futuro di ciascuno. Non \u00e8 stato facile tornare a scuola e studiare di nuovo, non \u00e8 stato facile buttare tutti i dolori e i brutti ricordi dietro la schiena e continuare la vita normalmente. Ci \u00e8 voluto cos\u00ec tanto tempo &#8230; ma l&#8217;ho fatto, e ho passato l&#8217;anno con risultati soddisfacenti.<\/p>\n<p>La seconda guerra, ero una studentessa universitaria. Ho affrontato lo stesso dilemma di non essere in grado di tornare all&#8217;universit\u00e0 e studiare. Hai bisogno di un cervello sveglio per farlo, e il mio non lo era! Era pieno di pensieri scuri e la domanda costante, &#8216;come potr\u00f2 sopravvivere di nuovo?&#8217;<\/p>\n<p>Questa terza guerra \u00e8 stata la pi\u00f9 difficile. Ora, io sono una dipendente. Ho a che fare con le cose pi\u00f9 veloci per fare meglio il mio lavoro. Sono cresciuta, e mi sono&nbsp; resa conto che ogni volta tutto diventa pi\u00f9 difficile da accettare e affrontare tali situazioni. Questa volta, penso che ci vorr\u00e0 troppo tempo per me per tornare alla vita.<\/p>\n<p>Ci vuole troppo tempo per abituarsi al nuovo volto della citt\u00e0, per non sentirsi in colpa ogni volta che ridiamo, a non temere il suono di una porta che sbatte &#8230; a sognare di cose diverse dalla morte!<\/p>\n<p>Scrivo questo, e non ho esperienza della perdita di eventuali cari, grazie a dio, e io sono in un buono stato di salute &#8230; ma non riesco a smettere di pensare a coloro che hanno perso qualcosa o qjalcuno. Alcuni hanno perso tutto e tutti, gli altri hanno perso la loro bellezza, la loro visione, la capacit\u00e0 di ascoltare, e di parti di s\u00e9 che non possomo mai essere restituiti. Hanno perso una vita che non avranno mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>La guerra \u00e8 finita, ma per i sopravvissuti \u00e8 solo l&#8217;inizio. Sono stata imprigionata nella mia casa per 50 giorni, ci si sente strani a trattare con le persone di nuovo, per svolgere il lavoro di routine che di solito facciamo &#8230; gli aspetti pi\u00f9 semplici della vita sono i pi\u00f9 difficili ora.<\/p>\n<p>Non ho esperienza di morte. Ma ora, ho la convinzione che molte cose possono essere pi\u00f9 dolorose della morte.<\/p>\n<p>Per chi \u00e8 senza casa, che ha perso la capacit\u00e0 di camminare, di tenere in mano una penna, di vedere la luce, di sentire le voci, di vivere con il loro amore &#8230; per quelli e altri, la morte sarebbe stata misericordia.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che possiamo fare, tutto quello che dobbiamo fare, \u00e8 cercare di continuare, di guarire le nostre ferite, per guarire le nostre anime, il nostro cervello, e il cuore &#8230; per guarire quello che si \u00e8 spezzato &#8230; e cercare di vivere, ancora una volta!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/palsolidarity.org\/2014\/08\/self-healing-in-gaza\/ 29 ago 2014 | Algherbawi | Gaza, Palestina occupata Sarah Algherbawi \u00e8 una cittadina palestinese, nata in Arabia Saudita nel 1991 e ora vive nella Striscia di Gaza. 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