{"id":595,"date":"2012-05-15T10:04:27","date_gmt":"2012-05-15T10:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/?p=595"},"modified":"2012-05-15T10:04:27","modified_gmt":"2012-05-15T10:04:27","slug":"595","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2012\/05\/15\/595\/","title":{"rendered":"Papp\u00e8: Palestina, il falso paradigma della pace"},"content":{"rendered":"<h4 id=\"post-title\" style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019occupazione della Cisgiordania nel 1967 \u00e8 la naturale evoluzione della Nakba del 1948, spiega lo storico israeliano Ilan Papp\u00e8. Fino ad un fasullo processo di pace e ad un\u2019impossibile soluzione a due Stati: Israele ha annesso senza annettere, ha fatto della Palestina un non-Stato senza sovranit\u00e0.<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: -webkit-auto\"><span style=\"text-align: justify\">di\u00a0<\/span><strong>EMMA MANCINI<\/strong><\/p>\n<div>\n<div id=\"attachment_596\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/05\/DSCN5410-300x225.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-596\" class=\" wp-image-596\" src=\"http:\/\/italy.palsolidarity.org\/files\/2012\/05\/DSCN5410-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-596\" class=\"wp-caption-text\">Ilan Papp\u00e8<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Beit Sahour<\/strong> (Cisgiordania), 14 maggio 2012, <strong>Nena News<\/strong> (nella foto, Ilan Papp\u00e8 all\u2019Alternative Information Center. Foto: Marta Fortunato) \u2013 L\u2019occupazione della Cisgiordania nel 1967 non \u00e8 un fatto a se stante ma \u00e8 la naturale evoluzione della guerra del 1948: la strategia israeliana avviata con la\u00a0<em>Nakba<\/em>\u00a0si \u00e8 evoluta e realizzata vent\u2019anni dopo, per proseguire nei decenni successivi attraverso il processo di pace, alla ricerca della definitiva soluzione della questione palestinese.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A compiere un\u2019approfondita analisi del conflitto israelo-palestinese, esattamente a 64 anni dalla\u00a0<em>Nakba<\/em>\u00a0(la catastrofe, l\u2019esilio di 750mila palestinesi dalle proprie terre a seguito della creazione dello Stato di Israele) \u00e8 Ilan Papp\u00e8. Il rappresentante dei cosiddetti \u201cnuovi storici israeliani\u201d (seppur non ami tale definizione) ha tenuto una lezione sabato scorso all\u2019Alternative Information Center di Beit Sahour, di fronte ad una sala gremita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 il falso paradigma della pace, come lo chiama Papp\u00e8: \u201cUn assetto di assunzioni e convinzioni sedimentate dalla propaganda israeliana sia a livello nazionale che internazionale e considerato oggi la realt\u00e0 dei fatti. Tanto radicato che la stessa controparte palestinese ha finito per invischiarsi in tale paradigma, in una narrativa che ha fatto propria a discapito delle proprie aspirazioni nazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Papp\u00e8, il falso paradigma spiega il conflitto a partire dal giugno del 1967, dalla Guerra dei Sei Giorni e dall\u2019occupazione da parte israeliana di Gerusalemme Est e della Cisgiordania. Tralasciando le radici di quella guerra, ovvero la\u00a0<em>Nakba<\/em>\u00a0del 1948, \u201cIsraele d\u00e0 per scontata l\u2019esistenza dello Stato di Israele e mette sul tavolo la soluzione ideologica alla questione palestinese: la partizione del territorio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNel 1967, il governo israeliano era un esecutivo forte. La maggioranza pi\u00f9 ampia di sempre e ministri che provenivano dalle schiere dell\u2019esercito che aveva combattuto nel 1948. Personaggi frustrati che vedevano nella scelta di Ben Gurion di non occupare subito l\u2019intera Palestina un grave errore a cui mettere subito una pezza: scoppia la Guerra dei Sei Giorni. Prima di entrare in guerra, Israele sa benissimo quali territori occupare, dove porre gli insediamenti, dove applicare la legge ottomana e dove quella giordana. Ben prima che un solo colono ponesse i piedi in Cisgiordania, Israele aveva programmato tutto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019analisi di Papp\u00e8, Israele stabilisce una strategia di lungo termine che arriva fino ai giorni nostri: un\u2019annessione senza annessione, cittadini senza cittadinanza. Israele rende la Palestina un non-Stato, nazione senza sovranit\u00e0 di cui mantiene il controllo totale, militare e civile, senza annetterne ufficialmente il territorio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p>La Palestina \u00e8 stata trasformata in una grande prigione in cui i carcerieri non riconoscono diritti ai prigionieri, ma concedono benefici in base al livello di cooperazione individuale o di comunit\u00e0 e al livello di resistenza all\u2019occupante. E come in una prigione, l\u2019autorit\u00e0 prevede punizioni individuali e collettive: demolizioni di case, confische di terre, arresti di massa.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUna simile costruzione ha permesso ad Israele di porre le basi per un processo di pace fittizio: la soluzione a due Stati non esiste, perch\u00e9 Tel Aviv ha annesso la Cisgiordania senza annetterla e l\u2019ha resa uno Stato senza sovranit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui, secondo Papp\u00e8, deve partire la nuova consapevolezza palestinese, finora tanto incapace di creare una realt\u00e0 alternativa al falso paradigma da arrivare ad utilizzarne lo stesso linguaggio: \u201cLa leadership palestinese deve uscire dal paradigma, additare Israele come Stato coloniale e razzista e alzarsi da un tavolo dei negoziati gestito esclusivamente da Tel Aviv. Un tavolo a cui Israele non chiede solo di negoziare sulla sovranit\u00e0 di Stato, ma anche su diritti individuali inalienabili. Si possono negoziare territori. Ma i diritti non sono negoziabili. Sono e rimangono diritti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer questa ragione \u2013 conclude Ilan Papp\u00e8 \u2013 non ci deve limitare a chiedere il congelamento delle colonie e l\u2019espulsione dei coloni dalla Cisgiordania: questo non elimina il paradigma. Si finirebbe nella stessa situazione di Gaza: Sharon ha trasferimento con la forza i coloni, limitandosi a togliere dal carcere della Striscia i carcerieri che vivevano con i carcerati e trasformando Gaza in una prigione senza secondini\u201d. Nena News<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ilan Papp\u00e8 \u00e8 attualmente professore nel dipartimento di Storia dell\u2019Universit\u00e0 di Exter in Gran Bretagna e co-direttore del Centro per gli Studi Etnico-Politici della stessa universit\u00e0. Fondatore dell\u2019Istituto per la Pace di Givat Haviva, ne \u00e8 stato direttore dal 1992 al 2000. Dal 2000 al 2006 ha ricoperto la carica di presidente dell\u2019Istituto Emil Touma per gli Studi Palestinesi di Haifa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ilan Papp\u00e8 \u00e8 l\u2019autore di numerosi libri sulla questione israelo-palestinese: tra gli altri titoli, \u201cStoria della Palestina moderna\u201d e \u201cLa pulizia etnica della Palestina\u201d, pubblicazioni che lo hanno reso oggetto di polemiche irose da parte dello Stato israeliano per il loro carattere apertamente antisionista e obbligandolo a optare per un esilio forzato all\u2019estero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonte: <strong>Nena News<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019occupazione della Cisgiordania nel 1967 \u00e8 la naturale evoluzione della Nakba del 1948, spiega lo storico israeliano Ilan Papp\u00e8. 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