{"id":6817,"date":"2015-05-20T17:00:39","date_gmt":"2015-05-20T15:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/?p=6817"},"modified":"2015-05-20T17:00:39","modified_gmt":"2015-05-20T15:00:39","slug":"ma-ancora-con-qualche-speranza-nei-nostri-cuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2015\/05\/20\/ma-ancora-con-qualche-speranza-nei-nostri-cuori\/","title":{"rendered":"&#8220;&#8230; Ma ancora con qualche speranza nei nostri cuori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/palsolidarity.org\/2015\/05\/but-still-with-a-few-hope-in-our-hearts\/\">http:\/\/palsolidarity.org\/2015\/05\/but-still-with-a-few-hope-in-our-hearts\/<\/a><br \/>\n20 Maggio 2015 | Inas Jam | Khuzaa, Gaza.<\/p>\n<p><em>Nota del redattore: Questa \u00e8 la testimonianza di una donna di 23 anni che \u00e8 sopravvissuta all&#8217;invasione di terra di Khuzaa, Gaza, nell&#8217;estate del 2014. Questa \u00e8 la versione originale dei suoi scritti e non sono state apportate modifiche.<\/em><\/p>\n<p>Eravamo a Khuzaa nella casa di nostro nonno, quando \u00e8 iniziata la guerra. Abbiamo pensato che Khuzaa era la zona pi\u00f9 sicura. Ma il 23 luglio&nbsp; Khuzaa \u00e8 stata circondata da carri armati, e sorvolata da droni e abbiamo cominciato a sentire tante bombe.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11032811765910_901_700.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11032811765910_901_700.bmp\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11032811765910_901_700.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Siamo andati al piano seminterrato per nasconderci dalle bombe, ma mio nonno \u00e8 stato al primo piano con gli altri uomini &#8230;<br \/>\nQuattro giorni sono passati molto lentamente e con molte difficolt\u00e0, e negli ultimi giorni qualcuno \u00e8 venuto a dirci che avremmo dovuto lasciare Khuzaa.<!--more--><\/p>\n<p>Abbiamo accettato e siamo corsi fino alla strada, eravamo spaventati, gli aerei erano su di noi, siamo rimasti sorpresi perch\u00e9 abbiamo pensato che non era rimasto nessuno a Khuzaa, ma abbiamo visto molte persone piangere, gridare, feriti da arma da fuoco, persone che camminavano coperti di sangue.<br \/>\nTutto era molto triste.<br \/>\nMentre stavamo camminando abbiamo visto il fumo delle bombe. Tutti piangevano, uomini, donne, vecchi e bambini.<br \/>\nLa trepidazione era nei nostri cuori.<br \/>\nAlcune bombe sono cadute davanti ai nostri occhi.<br \/>\nLe strade erano piene di gente che correva.<br \/>\nAd un certo punto abbiamo dovuto tornare indietro perch\u00e9 abbiamo trovato in strada un grande buco fatto da un razzo che ci ha impedito di continuare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11359765685917_362_98.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11359765685917_362_98.bmp\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11359765685917_362_98.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando siamo tornati indietro abbiamo trovato molte famiglie al piano terra.<br \/>\nDi notte gli elicotteri Apache hanno iniziato a colpire le case con le famiglie all&#8217;interno.<br \/>\nAbbiamo sentito i passi dei soldati occupanti; i bambini erano molto tranquilli, avevano paura che i soldati li sentissero.<br \/>\nAbbiamo sentito di molte persone uccise nelle loro case.<\/p>\n<p>La mattina qualcuno \u00e8 venuto e ci ha detto che dovevamo lasciare Khuzaa perch\u00e9 Israele stava uccidendo tutti, sparavano a tutto, in movimento o no &#8230;<br \/>\nCi siamo costretti ad andare fuori, ma mio nonno ha rifiutato di lasciare la casa &#8220;Voglio morire a casa mia, non in strada, come la gente di Shijaia&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11257460085922_74_72.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11257460085922_74_72.bmp\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/wpid-copyimage-11257460085922_74_72.bmp\" \/><\/a><\/p>\n<p>Siamo andati fuori pensando che saremmo stati uccisi dagli occupanti sionisti, ma ancora con qualche speranza nei nostri cuori.<br \/>\nSono partita con mia madre, mia sorella e alcune altre persone; abbiamo visto macerie, vetro e cadaveri in strada.<\/p>\n<p>Ho visto un bambino in strada con lo stomaco e le viscere fuori. Ho cominciato a gridare che cosa era, dove era il mondo, dove sono i paesi arabi &#8230; e continuavo a piangere, mentre correvo.<\/p>\n<p>Non abbiamo potuto fare niente perch\u00e9 avevamo paura che ci avrebbero uccisi da un elicottero o da qualsiasi tipo di arma, non sapevamo dove erano i soldati sionisti.<\/p>\n<p>Abbiamo continuato a correre e correre. Quando siamo arrivati \u200b\u200ball&#8217;ingresso del villaggio abbiamo visto carri armati e molti soldati, molti, piangevo tanto, e i soldati hanno iniziato a ridere di me.<br \/>\nMi dispiace tanto che non riuscivo a smettere di piangere!<\/p>\n<p>Quando siamo arrivati \u200b\u200ba Khan Younis abbiamo ricevuto la brutta notizia, mio \u200b\u200bnonno era stato ucciso dall&#8217;occupazione. Mio zio, che ha anche soggiornato a Khuzaa, mi ha spiegato cosa era successo: &#8220;il nonno \u00e8 uscito dalla cantina per dire ai soldati che vi erano solo uomini, donne e bambini in quelle case, che non avevano armi per difendersi. Ma i soldati lo hanno ucciso mettendogli due proiettili nel cuore. Tutti piangevano allora, eravamo spaventati. Dopo di che ci hanno portato fuori e hanno preso gli uomini dalle case che stavano usando come base per metterli di fronte alle finestre, come scudi umani. Poi hanno iniziato a colpire gli uomini con bastoni. Poi hanno ordinato a Alaa Qudaih (il nipote di mio nonno) di togliere i vestiti di mio nonno. Alaa non riusciva a smettere di piangere allo stesso tempo. Dopo lo ha coperto con una coperta rossa. Infine l&#8217;occupazione ci ha ordinato di lasciare Khuzaa e andare a Khan Younes&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni l&#8217;occupazione ci ha permesso di portare finalmente i cadaveri all&#8217;ospedale.<br \/>\nCi sono stati molti cadaveri per le strade, nelle loro case e sotto le macerie.<\/p>\n<p>Di Inas Jam.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/palsolidarity.org\/2015\/05\/but-still-with-a-few-hope-in-our-hearts\/ 20 Maggio 2015 | Inas Jam | Khuzaa, Gaza. Nota del redattore: Questa \u00e8 la testimonianza di una donna di 23 anni che \u00e8 sopravvissuta all&#8217;invasione di terra di Khuzaa, Gaza, nell&#8217;estate del 2014. 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